CAMPIONATO NBA 2015/2016 AL VIA: CLEVELAND ALL’ATTACCO DI GOLDEN STATE

di Nicola Pucci

Il campionato NBA 2015/2016 – e non poteva essere altrimenti – riparte esattamente da dove ci aveva lasciati a giugno: Cleveland, sfidante più accreditata, va all’attacco di Golden State, proprietaria dell’anello. Lebron James contro Stephen Curry, il duello delle ultime finali, sarà anche quest’anno la corsa a distanza più attesa. Vediamo allora nel dettaglio ambizioni e organici delle trenta squadre che prendono parte allo spettacolo più bello del mondo.

Stephen Curry contro Lebron James - da kawarji.com

Stephen Curry contro Lebron James – da kawarji.com

EAST ATLANTIC. Toronto pare la più attrezzata, con l’innesto di DeMarre Carroll in provenienza da Atlanta accanto a Lowry e DeRozan, stelle ormai di prima grandezza: i play-off sono l’obiettivo minimo, dopodichè se Valenciunas esplode compiutamente la franchigia canadese può andar lontano. Boston confida nell’eccellente intuito di Stevens in panchina e ha messo Isaiah Thomas nel rooster; New York non può certo far peggio di un anno fa e si è mossa bene sul mercato, affiancando Afflalo e Robin Lopez a Anthony; Bargnani è la nuova recluta di Brooklyn che si è liberata di Deron Williams; Filadelfia è condannata al ruolo di fanalino di coda a meno che il rookie Okafor non faccia il fenomeno.

EAST CENTRAL. Cleveland è l’ovvia favorita, anche perchè Lebron James strizza l’occhio al titolo dopo la delusione della scorsa stagione: Irvng e Love sono le altre due stelle indiscusse che dovranno spalleggiare il “Prescelto” quando sarà l’ora della resa dei conti. Chicago può essere una valida alternativa anche se ha cambiato timoniere passando dal tattico Thibodeau all’offensivista Hoiberg, Rose e Pau Gasol sono l’asse portante, Noah è un guerriero e se Butler cresce ancora i Bulls possono sognare in grande; Milwaukee può essere la terza incomoda e coach Jason Kidd ha tra le mani un manipolo di talenti rinforzati da Greg Monroe; Detroit faticherà nonostante Jennings e Drummond; Indiana ha visto andarsene altrove Hibbert, West e Scola e si affida a George e al neo-arrivato Monta Ellis.

EAST SOUTHEAST. C’è competitività da queste parti. Atlanta, per esempio, dopo l’eccellente campionato scorso non ha più DeMarre Carroll ma è un bel giocattolo, con il quintetto più equilibrato dell’intera NBA e gioca a memoria. Miami, accanto alla triade Wade-Bosh-Deng, ha inserito Gerald Green e se il sorprendente Whiteside si conferma può tornare nei quartieri alti della classifica; Washington ha un John Wall pronto ad assurgere al rango di stella assoluta; Charlotte affianca Nicolas Batum a Jefferson e Kemba Walker ma dovrà fare a meno delle capacità difensive di Kidd-Gilchrist, infortunato ad una spalla; Orlando naviga lontana, Vucevic può far valere i muscoli sotto le tabelle ma non ha molto altro su cui contare.

WEST PACIFIC. Squadra che vince non si tocca ed allora Golden State andrà a caccia del bis affidandosi ai soliti noti, la coppia Curry-Thompson e poi Bogut, Barnes e Green che proprio di contorno non sono. I Los Angeles Clippers proveranno anche quest’anno ad inserirsi nella lotta per il titolo, rinforzati dal carisma di Paul Pierce che aiuterà con il suo istinto vincente Paul e Griffin a fare il definitivo salto di qualità; Sacramento coltiva ambizioni importanti, con il ritorno in panchina di coach Karl e il nostro Belinelli valido sesto uomo alle spalle dei tre senatori, Rondo-Cousins-Gay; Phoenix giocherà sull’asse Knight-Markieff Morris ed avrà la stella Bledsoe in rampa di lancio; i derelitti Los Angeles Lakers guardano al futuro nonostante il riento di Kobe Bryant – 37 primavere – e l’ingaggio di Hibbert, altro veterano.

WEST SOUTHEST. Tanta classe e tante aspettative nell’eterna San Antonio che ai tre vecchi Parker-Duncan-Ginobili ha aggiunto un All Star come Aldridge e un giocatore d’esperienza come David West. Houston può esplodere da un momento all’altro con Harden che segna e Howard che cattura rimbalzi, che verranno lanciati a canestro dal nuovo play Ty Lawson; Memphis è rimasta invariata con un quintetto tutta sostanza e una panchina rinvigorita; Dallas è vecchiotta in Nowitzki ma con Matthews e Deron Williams ha sommato punti e inventiva, anche se il sogno estivo DeAndrè Jordan non si è concretizzato; New Orleans è quasi esclusivamente Anthony Davis che è talmente forte che solo “Re“James sembra essergli superiore.

WEST NORTHWEST. Oklahoma City torna a fare la voce grossa con il recupero completo di Durant e Westbrook, la coppia più forte della Lega. C’è un nuova guida, Billy Donovan, e toccherà a lui trovare l’alchimia giusta per competere per il titolo; Denver ha Gallinari che può diventare un fattore dominante ma ha perso Lawson e non sembra attrezzata per i play-off; Portland ha qualche chance di giungere alla post-season anche se Aldridge se ne è andato e Lillard quasi da solo dovrà diventare uomo-franchigia; a Minnesota è tornato il 39enne Garnett a far da chioccia a Wiggins, prima scelta del 2014; Utah infine non ha cambiato fisionomia e probabilmente galleggerà nell’anonimato, nonostante Gobert-Favors sia una coppia interessante sotto i tabelloni.

Non rimane che sedersi in poltrona, accendere la Tv e sintonizzarsi sui canali Sky: signori e signore, che lo spettacolo abbia inizio!

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.