CILIC VINCITORE DEGLI US OPEN DELLA RIVOLUZIONE

di Nicola Pucci

Sabato 6 settembre 2014: miei cari amici lettori, segnatevi questa data. E’ il giorno della rivoluzione del tennis, quando agli US Open più sorprendenti che io ricordi gli dèi cadono per mano di due onesti mestieranti della racchetta, capaci per una volta di assurgere al rango di campioni.

Marin Cilic - da telegraph.co.uk

Marin Cilic – da telegraph.co.uk

Marin Cilic, il croato buono che viene da Medjugorje, e Kei Nishikori, piè veloce il giapponese: tocca a loro scrivere una pagina di storia memorabile che spezza il dominio praticamente ininterrotto dei fantastici quattro – in arte, Federer, Nadal, Djokovic e Murray – che dal 2005 monopolizzavano la scena dei tornei del Grande Slam. Certo, così come è stato per Wawrinka in Australia, la vittoria di Cilic non rappresenta probabilmente un cambio al vertice ma solo l’inatteso exploit di un giocatore che alle soglie dei 26 anni conquista la vittoria più prestigiosa di una carriera che nel 2013 aveva conosciuto un brusco stop complice una sostanza dopante, il nikethamide, rinvenuto nelle urine.

Ma torniamo alla giornata di sabato, quando Nole il serbo scende in campo da favorito nel match con Nishikori. C’è vento e caldo afoso, nel catino di Flushing Meadows, ma quel che non convince è la scarsa attitudine alla battaglia del numero 1 del mondo che subisce subito un break e si trova a dover rincorrere. Nishikori ha fatto fuori Wawrinka e Raonic dopo due maratone chiuse al quinto set e dovrebbe pagarne lo scotto, ma le energie del giapponese – che da qualche mese si avvale dei preziosi consigli di un altro velocista del circuito, Michael Chang – sembrano infinite e la sfida ha esito inatteso. Il 6-1 del secondo set a favore di Djokovic è illusorio, Nishikori è padrone degli scambi con il perfetto anticipo dei suoi colpi e mette una seria ipoteca sulla vittoria con il 7-4 del tie-break del terzo set. E’ la fine per Djokovic, incapace di reagire e falloso come raramente a questi livelli: il break d’inizio quarto set è letale e Kei regala al Giappone la prima finale della storia in una prova del Grande Slam, confermando quei progressi che a maggio gli avevano permesso di giungere in finale al Master 1000 di Madrid prima di cedere, più di fisico che di tennis, a Rafael Nadal.

Buon per Federer, si mormora in tribuna. Lo svizzero è l’uomo in forma dell’estate e può Marin Cilic, croato che gioca bene ma altrettanto si è costruita la fama di bel perdente, sbarrare al Magnifico la strada verso il suo 18°successo Slam? Ma certo che può, l’uomo di Medjugorje. Che alla seconda semifinale Slam in carriera, dopo quella australiana del 2010 persa con Murray, gioca come meglio non potrebbe. Colpisce piatto e forte col dritto disarmando l’arma preferita del fuoriclasse rossocrociato, col passante di rovescio conquista punti importanti e il servizio produce 13 aces. Federer nulla può e lo score finale, 6-3 6-4 6-4, suggella il dominio, totale, di Cilic, assistito all’angolo da un altro grande ex, Goran Ivanisevic.

Eccoci dunque alla finale, e comunque vada, per entrambi i contendenti sarà una prima assoluta. I precedenti dicono che Nishikori è in vantaggio 5-2 negli scontri diretti, ma nel 2012 Cilic ottenne l’ultimo successo proprio qui, a Flushing Meadows. Marin salva con il servizio una palla-break nel primo gioco dell’incontro ed è lui a comandare gli scambi da fondo, incidendo col dritto e la prima di servizio. Nishikori sente maggiormente il peso dell’emozione, sbaglia molto e cede il primo set, 6-3 in 33 minuti.

Quattro errori e nonostante un recupero da 0-40 costano a Nishikori il break del 2-1 che permette a Cilic di fare corsa di testa anche nel secondo set. La partita non decolla, più per demerito del giapponese che per merito del croato, che con un dritto vincente ed un ace risale da 15-40 annullando due palle per l’immediato controbreak. Nishikori è scoraggiato, fatica al servizio mentre l’avversario mette giù un ace dopo l’altro: 1ora 10minuti ed anche il secondo set, altro 6-3, è di Cilic.

Marin apre il terzo set con tre aces consecutivi, Nishikori si aggrappa disperatamente al match ma perde ogni speranza col break del 3-1. E’ la fine per il giapponese, Cilic non ha esitazioni e col periodico 6-3 in 1ora 54minuti conquista la prima grande vittoria in carriera. Giusto così.

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