di Francesco Gori
Cinefili incalliti o semplici amanti del cinema con la bella stagione hanno un’opzione in più per la visione di un film: le arene estive. Se il canale casalingo d’estate si fa più complicato per le temperature elevate, e chiudersi in un multi-sala con l’aria condizionata non sembra una buona idea, ecco che il cinema sotto le stelle può essere la terza via. La più adatta, e la più poetica.
Sì, perché in fondo cosa c’è di meglio che vedere una pellicola all’aperto, in una cornice spesso provvisoria – solitamente l’apertura di queste strutture è limitata ai mesi estivi – quanto suggestiva: alberi o mura di case limitrofe o semplice vuoto tutt’intorno “difendono” il nucleo centrale della visione: un mega schermo che riproduce le immagini dei nostri attori preferiti. È il perimetro circostante, infatti, a rendere “suggestiva” una situazione di per sé banale, con un telone bianco sul quale vengono proiettate delle figure e un cumulo di seggiole allestite alla meglio per ospitare gli appassionati. Pensandoci un attimo, il cinema d’inverno perde degli odori provenienti dalle abitazioni nelle vicinanze, della brezza che allieta, del bagliore delle stelle, della coltre di fumo di sigaretta che ritorna (immagine che per alcuni è poesia, per altri un attacco alla salute), “percezioni” che “decorano” la visione di un film, anziché disturbarla. Ne costituiscono perfetti complementi di un’essenza magica che la settima arte già di per sé ha innata. Unico neo, se così lo vogliamo prendere sorridendo, i pipistrelli che svolazzano bassi sulle teste all’insù, facendo sobbalzare i più fobici.
Spesso si tratta di circoli ricreativi che si inventano una cornice estiva o aree apposite che solo per giugno, luglio, agosto e settembre sono pronte ad accoglierci. In questo luogo, insieme al film che volevamo vedere quest’inverno – perché le arene presentano un programma-riassunto della stagione cinematografica appena conclusa – ma che ci siamo persi per un qualche motivo, possiamo godere del fresco dopo i 35 gradi del giorno e magari scoprirci sprovvisti di un giubbino che farebbe anche comodo, ma si pensava fosse inutile. Sant’arena, qua si può respirare, sorseggiare una birra, condividere lo spettacolo da soli o in compagnia, e stupirci del rumore retrostante da vecchio cinematografo, che ci ricorda il proiezionista Alfredo (Philippe Noiret) del capolavoro Nuovo cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore.
L’arena è in fondo un impianto da intrattenimento come tanti, ma aggiunge il piacere di gustare un film di qualità in un tradizionale spazio all’aperto. A prezzi modici. Che non guasta mai.
Dopo l’inevitabile e malinconico declino di tanti “storici” cinema che stanno cedendo il passo, un po’ in ogni dove, ai multi-sala e al loro pacchetto film-poltronavip-cocacola-popcorn per un totale di “soli” 15 euro, i cinema estivi rimangono un’oasi nel panorama di impoverimento di luoghi di cultura.
Viva il cinema sotto le stelle.

Giornalista pubblicista e web writer. Da sempre lo sport è la sua prima, grande passione. Non solo calcio, ma anche tennis, golf e motori.
L’amore per la scrittura lo porta poi verso tutti gli altri territori.



Che romanticismo il cinema all’aperto!!! Ricordo ancora quando ero pischello e portavo la fidanzatina di turno al “chiardiluna”, quello all’imbocco della stradina che porta a Bellosguardo…gelato, coca cola e qualche timido bacio…