COME I VIDEOGIOCHI AIUTANO LA CAPACITA’ DI PENSARE

di Francesco Gori

Dalla nascita del primo esemplare datato 1947, i videogiochi si sono evoluti nel tempo, fino a diventare sempre più realistici e dotati di una tecnologia all’avanguardia. Non solo. Tra le loro caratteristiche positive, secondo molte molte ricerche, aiutano la capacità di pensare. Vediamo meglio come. Considerando anche che sono oltre un miliardo i videogiocatori incalliti.

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Come i videogiochi aiutano la capacità di pensare

Spesso i videogiochi sono stati criticati, in quanto – secondo i denigratori – promotori di isolamento e violenza.

In realtà, sono molti gli studi scientifici che hanno decretato l’influenza positiva sul cervello dei giocatori, secondo in quali migliorano in particolare la creatività, la capacità decisionale e di attenzione.

In particolare, secondo Daphne Bavelier dell’Università di Rochester e il suo studio su come “Le persone che usano i videogiochi d’azione migliorano molto più in fretta”, ciò vale soprattutto per i videogiochi d’azione.

Chi gioca a videogame di questo tipo sviluppa abilità visive e motorie extra, questo non vale solo per i giovani, ma anche per chi è più in là con l’età, tanto che anche l’Università della California ha notato, dopo un’attività di ore ed ore, un miglioramento dei livelli di attenzione e memoria.

Anche tipi di giochi come il blackjack online o la roulette, che tanto hanno preso campo negli ultimi tempi, sembra che migliorino altri aspetti, come ad esempio la comprensione dei concetti matematici e del calcolo delle probabilità. Perché è indubbio che anche questi giochi online utilizzino la matematica.

I videogiochi aiutano insomma a prevenire l’invecchiamento del cervello, e anche le abilità sociali non sono da meno, sviluppando maggior capacità cognitive.

Videogiochi contro la depressione

Aiutando la capacità di pensare, i videogiochi agiscono anche su problematiche serie come ad esempio la depressione.

Brian Sutton-Smith, uno  psicologo esperto di giochi, osservò nei suoi studi un aumento dell’autostima durante l’attività ludica e lo sviluppo di componenti emotive emotive come l’entusiasmo, altresì tenute a freno da chi soffre del mal di vivere.

Gli studi hanno evidenziato che i videogiochi stimolano due parti del cervello, la parte relativa agli obiettivi e quella dell’apprendimento, visti anche i vari livelli di difficoltà di ogni game.

Negli ultimi anni, giochi come Angry Birds sono stati un vero successo, e non sono altro che l’evoluzione di vecchi tormentoni quali TetrisPuzzle Bubble o qualsiasi Mario Bros.

In fondo, quando giochiamo ci stacchiamo dalla nostra realtà “interna” per catapultarci in un mondo nuovo, puro e stimolante, ed il legame positivo tra videogiochi e depressione è dunque facilmente intuibile, al di là degli studi scientifici che lo hanno effettivamente dimostrato.

Basta che questa “fuga” dalla realtà non si accentui in modo tale da diventare a sua volta una patologia.

Insomma, i videogiochi, se utilizzati non in modo compulsivo e se capaci di integrarsi con la vita quotidiana, presentano davvero tanti aspetti positivi, e sono capaci di aiutare la capacità di pensare e di sviluppare doti altrimenti tenute sopite.

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