CONFERMA MESSI, SORPRESE LUIS ENRIQUE E BLARDONE

di Francesco Gori

Domenica ricca di avvenimenti, per lo più calcistici, con un occhio allo sci.

Lionel Messi si sa, è un marziano, si avvia al terzo pallone d’oro consecutivo a soli 24 anni, segna con una media impressionante (82 gol nelle ultime 81 partite), stravince con il Barcellona che oltre a lui annovera fenomeni del calibro di Xavi Hernández, Andrés Iniesta, David Villa, Cesc Fàbregas, Dani Alves e tanti altri.

Messi e Xavi in azione. flickr

Una formalità, dunque, l’affermazione nella finale del Mondiale per club a Yokohama (Giappone) contro il Santos. Oscurata la stella brasiliana Neymar – ricercatissimo in Europa, Real Madrid in primis – è stato proprio Messi a incantare e aprire le marcature al 17′ con un perfetto pallonetto; pronto il raddoppio cinque minuti più tardi con la rasoiata di Xavi. Partita conclusa dopo venti minuti poco più. Il resto è uno show degli spagnoli che triplicano prima del riposo con Fabregas e chiudono sul 4-0 nella ripresa ancora con “La Pulce”. Un dominio assoluto che regala a Pep Guardiola il 13esimo trofeo della sua straordinaria gestione.

Restando in tema di pallone, ma in casa Italia, la penultima giornata di serie A prima della sosta natalizia – che segna anche la débâcle del Palermo e l’esonero del lunedì di Devis Mangia -, è nel segno di Luis Enrique. L’allenatore spagnolo, tanto criticato fino ad ora, si prende la sua personale rivincita e tre punti pesantissimi in quel di Napoli, roccaforte difficilmente espugnabile. I giallorossi hanno sfruttano le distrazioni degli uomini di Mazzarri che hanno sprecato tanto davanti, clamorose le opportunità fallite da Hamsik e Lavezzi, e concesso troppo dietro all’ottimo Lamela e al sempre pungente Osvaldo. Capovolgimenti a non finire, occasioni, pali, in una partita che come ha detto il tecnico ex blaugrana a fine gara “Poteva finire 5-5”. Ma è la Roma a festeggiare, cominciando così un nuovo campionato, con maggior fiducia nei propri mezzi e 21 punti in cascina, proprio quanti il più attrezzato Napoli. Un meritato rilancio per la tenacia e le idee del tecnico asturiano.

Completa il quadro della giornata sportiva il bel successo di Massimiliano Blardone nel gigante in Alta Badia, capace di rimontare dal sesto posto nella prima manche e precedere sul traguardo la solita colonia di austriaci. Si tratta della terza vittoria sulla Gran Risa per il ritrovato 32enne, da troppo tempo assente sul gradino più alto del podio, sesta totale in carriera. Un acuto che potrebbe ridare linfa a uno sport – lo sci – che necessita di veri campioni come erano Tomba e la Compagnoni. Se Blardone è ormai in là con l’età, sta ancora all’olimpionico in carica Giuliano Razzoli guidare quella che una volta era la valanga azzurra. E il campione italiano, sempre in Alta Badia, ha risposto a questo appello a dovere, concludendo lo slalom del lunedì al secondo posto dietro Hirscher, dopo una prima manche chiusa al terzo. Che lo sci italiano stia tornando?

2 Comments

  1. stefano 19/12/2011
  2. Giovanni Agnoloni 19/12/2011

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