di Nicola Pucci
Smaltita la sbornia da brindisi natalizio, il circuito della Coppa del Mondo di sci 2013/2014 manda in scena l’ultimo week-end bianco dell’anno con gli appuntamenti classici di Bormio e Lienz che anticipano la notte di San Silvestro.
Per lo slalom gigante femminile mi vien voglia di andar subito alla seconda manche, detto della prima che racchiude nel soffio di 4centesimi Lindell, Fenninger e Zettel e boccia le tre prime della classifica generale, Weirather decima, Gut che esce, Riesch solo diciassettesima. La discesa risolutiva è roba da stropicciarsi gli occhi, per noi che battiamo bandiera tricolore. Quando mancano le prime nove abbiamo quattro atlete a capeggiare la graduatoria parziale, Karbon l’indomabile, Elena Curtoni che rinviene da lontano, Marsaglia l’inattesa, Moelgg malandata ma combattiva. Certo, poi il sogno si spegne e sul podio vanno Fenninger, che davanti al pubblico amico conquista la quinta vittoria in carriera, la prima dell’anno, la leader di specialità Lindell, l’emergente sempre più Shiffrin. Ma è grande Italia anche, se non soprattutto, grazie a Nadia Fanchini che chiude quinta e si guadagna il pass per Sochi, e Federica Brignone ormai pronta a recitare da protagonista tra le porte larghe.
La “Stelvio” di Bormio in passato ha lanciato nel firmamento della discesa libera maschile l’eleganza tecnica di Christof Innerhofer, 2008, e l’energia di granito di Dominik Paris, 2012. Ma se il meranese è out per l’infortunio della settimana scorsa nelle prove di Valgardena, il ragazzo di Brunico, pettorale numero 16, c’è e con un rush finale pazzesco riesce a conquistare la vetta. La sua gioia è di breve durata, subito dopo è in pista Erik Guay, il trionfatore sulla Saslong, che a quanto pare adora le nevi italiane e scavalca il nostro pur con l’incertezza negli ultimi secondi di gara. Proprio l’errore nega al canadese il bis, scende Svindal, leader di specialità, e migliora il tempo di 51centesimi. Sarà poi Hannes Reichelt, secondo a 39centesimi, a buttar giù Innerhofer dal podio di giornata, sesto infine alle spalle anche di Theaux e Matthias Mayer, mentre chiude al nono posto Silvano Varettoni, autore di una prestazione importante.
Lo slalom femminile ha il sapore prelibatissimo della sfida tra Marlies Schild, la più grande di sempre tra i pali stretti, e la fenomenale Mikaela Shiffrin, nuova padrona della disciplina. Ma se l’austriaca non pare ispirata come suo solito, l’americanina – ricordiamo, classe 1995 -, già nella prima manche è la più veloce, nonostante un erroraccio nella parte finale che tiene le avversarie ancora in corsa, Pietilae, Zettel e Riesch. Si rivede tra le dieci Chiara Costazza, lontana 1secondo 18centesimi, ancor più brava nella seconda manche per la settima piazza finale. Ma è Marlies, la grande Marlies, a sciare come solo una fuoriclasse assoluta è in grado di fare, le basta un tratto di muro per dare un secondo a tutte e conquistare la vetta. La sorellina Bernadette deraglia, Riesch sarà terza, Zettel va fuori così come Pietilae e tutta le pressione, ora, è sulle giovani spalle di Shiffrin, che rallenta e scivola dietro per 41centesimi. Il passato batte il futuro.



