Cosa fare quando vieni licenziato

Il mondo del lavoro è un settore di difficilissima comprensione: lo è sempre stato, anche in passato, ma negli ultimi anni, con la situazione di grave crisi che ormai ci attanaglia da più di un decennio, le cose sono diventate ancora più complicate.

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Il mondo del lavoro

Il panorama che ci possono descrivere i nostri genitori ed i nostri nonni è estremamente diverso da quello attuale, sicuramente con tutte le sue complessità ed ingiustizie, ma si tratta di un quadro in cui la maggior parte delle persone, una volta trovato un lavoro da dipendente, lo portava avanti per l’intera propria vita fino a giungere alla fase della pensione (pensione: che bella parola). Certo, non per tutti ovviamente, ma questo meccanismo apparteneva ad una percentuale nettamente dominante dei lavoratori dipendenti.

Oggi non è più così, o almeno è molto più elevata la percentuale di lavoratori che sono precari e costretti a cambiare spesso occupazione, a cercare soluzioni temporanee che ci permettano di arrivare alla prossima soluzione temporanea.

È praticamente impossibile trovare un colpevole esclusivo di questa situazione di difficoltà, ed è altrettanto difficile trovare una soluzione immediata: i lavoratori cercano una maggiore stabilità mentre i datori di lavoro sostengono di non avere la possibilità di offrire determinate garanzie da un punto di vista occupazionale.

L’unica cosa che si può fare è cercare di essere corretti e pretendere la stessa correttezza. Correttezza che a volte non si riceve nella stessa misura in cui si dà. E talvolta si è costretti a lavorare con contratti non adeguati alle nostre mansioni, e soprattutto con stipendi non commisurati alle nostre competenze, al nostro impegno e al nostro lavoro.

L’ingiusto licenziamento

Tuttavia alcune volte capita, nonostante il nostro impegno e la nostra correttezza, oltre all’aver ricevuto meno di quanto abbiamo dato, di essere anche ingiustamente licenziati.

In questi casi è molto difficile dimostrare di non aver meritato quel provvedimento, soprattutto quando ad esempio si parla di licenziamento per giusta causa, che è possibile solo qualora il comportamento del lavoratore sia talmente grave da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro per neanche un giorno: avviene perciò in tronco e senza preavviso.

A chi rivolgersi

Spesso questo tipo di licenziamento porta a cause infinite in cui le due parti – il lavoratore licenziato e l’ex datore di lavoro – sono costrette a cercare in tutti i modi di portare avanti le proprie tesi contrapposte per dimostrare di avere ragione.

Ed è proprio per queste tipologie di casi che è fortemente consigliato rivolgersi a dei professionisti, come ad esempio www.agiterinvestigazioni.it, in grado di affiancarci e sostenerci, fornendoci una quantità di elementi di prova che ci consentano di dimostrare che il nostro comportamento sia stato corretto e che il provvedimento risulti ingiusta o almeno eccessivo e non proporzionato.

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