CUEVAS E’ IL VINCITORE DEL TORNEO DI UMAGO

di Nicola Pucci

Dodici mesi orsono Fabio Fognini incorniciò un’estate da fuoriclasse perdendo con Robredo in finale al torneo di Umago. Quest’anno il ligure vantava più ombre che luci e l’occasione croata era propizia per provare ad invertire la rotta: iscritto con lo status di numero 1 del tabellone, Fognini puntava ad iscrivere da vincitore il proprio nome nell’albo d’oro  del Vegeta Croatia Open Umag, giunto alla XXV edizione.

Pablo Cuevas - da pablocuevas.blogspot.com

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Macchè. L’azzurro entra in lizza al secondo turno con Albert Montanes con cui nel 2011 giocò un drammatico ottavo di finale a Roland-Garros, e il 7-6 6-0 con cui si impone lascia presagire che la cadenza sia quella giusta. Ai quarti un altro diciassettenne di belle speranze si affaccia alla ribalta in questa estate di baby-campioncini in erba, Borna Coric come Alexander Zverev ad Amburgo sette giorni fa. Il talento indisciplinato e incostante di Fognini contro la giovanile sfrontatezza del croato, la sfida è avvincente e il sanremese vince in rimonta dopo aver ceduto il primo set ed essersi salvato al tie-break del secondo. In semifinale c’è Pablo Cuevas, uruguaiano fresco vincitore a Baastad due settimane fa e già killer di Andreas Seppi al secondo turno; la pioggia annulla la giornata di sabato e rimanda a domenica mattina un incrocio che il sudamericano abborda col piglio del vincente. Dall’altra parte del net c’è invece tutto il Fognini autolesionista di questi mesi estivi, in un amen Cuevas vola sul 6-3 2-0 e pare non aver difficoltà alcuna ad agguantare la seconda finale in quindici giorni. Già, perchè poi Fabio quando meno te l’aspetti riemerge e sale 4-2 ma poi molla la presa al momento di azzannare l’avversario e cede infine anche il secondo set, 6-4.

La parte bassa del tabellone è occupata da Tommy Robredo, detentore del titolo, e Cilic, che vinse nel 2012. Sono due giocatori di levatura mondiale e non mancano di giungere allo scontro diretto liquindando senza troppi affanni Ramos-Vinolas e Carreno Busta lo spagnolo, Sijsling e Rosol il croato. Marin comanda il gioco con i colpi da fondo, sale 5-3 40-15 ma non chiude il set e si fa trascinare al tie-break che finisce col perdere, 12-10 sprecando addirittura 5 set-points. Tommy è un duro sulla terra, fa il break in apertura di secondo set e in scioltezza, 6-3 complice anche la confusione mentale di Cilic, va a conquistarsi l’occasione di bissare il successo di un anno fa.

Ma per il trentaduenne iberico non c’è possibilità alcuna. Cuevas è reaparecido nel circuito dopo aver saltato completamente il 2012 ed essersi riaffacciato nel 2013 nei tornei challanger per colpa di un ginocchio in tilt, è in piena fiducia e in poco meno di un’ora di gioco è già avanti 6-3 2-0. Robredo fatica a far valere esperienza e solidità da fondo, l’uruguaiano spinge e inventa tennis ad alta percentuale di difficoltà e la sfida è nelle mani… pardon, nelle corde della racchetta del giocatore meno atteso a questi livelli. Che annulla due pericolose palle per il contro-break sul 2-1, perde il servizio del 4-2 ma col punteggio di 6-3 6-4 conferma di essere recuperato per il tennis che conta.

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