Le carte da gioco non appartengono solo ai tavoli verdi e alle partite tra amici ma rappresentano un elemento presente da secoli nell’immaginario collettivo, anche grazie ai loro simboli universali capaci di evocare fortuna, rischio, seduzione e potere. Nel mondo della musica, questi segni possono diventare strumenti narrativi che condensano emozioni e archetipi e non è un caso che cantautori, rocker e popstar abbiano scelto assi, regine, re e jolly come protagonisti delle loro canzoni, trasformandoli in vere e proprie icone. Se è vero che online si possono trovare articoli e informazioni su quanto vale l’asso a blackjack o sull’ordine del valore delle carte a poker e burraco, è altrettanto vero che simboli come l’asso, la regina, il re, il jolly sono diventati nel tempo delle potenti metafore in celebri produzioni artistiche trascendendo il valore considerato sul tavolo verde.
Ecco solo un breve elenco delle canzoni più celebri che hanno riferimenti alle carte da gioco.
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Ace of Spades – Motörhead (1980)
Nessun brano ha legato le carte al rock con più forza di “Ace of Spades”. In questo caso l’asso di picche non è solo una carta da gioco ma la dichiarazione di un’esistenza vissuta senza compromessi, in cui il rischio diventa stile di vita. Il linguaggio dell’azzardo e del poker si fonde con l’energia feroce della band, trasformando la canzone in un manifesto di ribellione e velocità.
Regina di Cuori – Litfiba (1997)
In Italia, i Litfiba hanno reso immortale la figura della regina di cuori, trasformandola in una donna magnetica, ambigua e dominante. La carta, associata al seme dell’amore, diventa simbolo di attrazione e potere sentimentale. La “regina” rappresenta non solo l’oggetto del desiderio, ma anche la forza capace di destabilizzare e affascinare chi la incontra. Nonostante il gruppo si sia poi sciolto e Piero Pelù abbia proseguito la sua carriera da solista, le esibizioni live di questo brano restano iconiche nella storia della musica italiana.
The Jack – AC/DC (1975)
Con ironia tipicamente rock, “The Jack” usa il fante come doppio senso tra il gioco di carte e il linguaggio della seduzione. Il brano si muove su un terreno ambiguo, in cui il gergo dell’azzardo diventa codice per alludere alla sfera sessuale, mescolando al contempo spavalderia, humor e provocazione.
Poker Face – Lady Gaga (2008)
Si entra nel nuovo millennio con Lady Gaga: il linguaggio del pop moderno trova in lei un’interprete capace di trasformare il poker in metafora di strategia emotiva. Il “volto da poker” diventa maschera e protezione, un modo per giocare con il desiderio e mantenere il controllo nelle relazioni.
Queen of Hearts – Juice Newton (1981)
La regina di cuori torna protagonista in questo brano che racconta la vulnerabilità e la perdita nel gioco dell’amore. La “Queen of Hearts” in questo caso diventa figura tragica e romantica insieme, testimone di un sentimento che si consuma come una partita persa. La carta regale mantiene, però, tutta la sua forza simbolica, incarnando il fascino e la fragilità di chi ama troppo.
Desperado – Eagles (1973)
In questo classico della musica americana la carta da gioco non si trova nel titolo ma fa la sua comparsa nel testo: il protagonista è invitato a “lasciare perdere i re di cuori”. La carta diventa simbolo della tentazione amorosa, ma anche della paura di lasciarsi andare ai sentimenti. Attraverso l’immagine del mazzo, la canzone riflette sulla solitudine, sul destino e sulla difficoltà di aprirsi agli altri.
Shape of My Heart – Sting (1993)
Tra le più poetiche metafore ispirate alle carte, il brano di Sting racconta un uomo che gioca non per vincere, ma per comprendere. Le carte assumono in questo testo un significato filosofico: il re e la regina sono simboli di potere, il jolly diventa incarnazione del destino. È un uso raffinato dell’immaginario ludico, che si fa allegoria esistenziale e spirituale.



