DANIEL MARTIN VINCITORE DEL GIRO DI LOMBARDIA 2014

di Nicola Pucci

Il Giro di Lombardia 2014 – edizione numero 108 di una meravigliosa avventura a pedali nata nel 1905 – va in scena su un percorso inedito di 256 chilometri che unisce Como a Bergamo ed è l’ultima classica monumento dell’anno. Equivale ad una sorta di rivincita del campionato del mondo vinto da Kwiatkowski sette giorni fa: il polacco è della partita e veste i panni del favorito, così come la triade di spagnoli Contador-Valverde-Rodriguez detentore degli ultimi due titoli, il belga Gilbert già due volte vincitore in passato, Aru il sardo, Giampaolo Caruso il siciliano recente dominatore della Milano-Torino, e chi altri avrà voglia di provarci su un tracciato selettivo che assomma qualcosa come 3000 metri di dislivello.

Daniel Martin - da ciclismo-che-passione.blogspot.com

Daniel Martin – da ciclismo-che-passione.blogspot.com

C’è da scalare il mitico Ghisallo, 8 chilometri di ascesa al 6,2% di pendenza media con punte massime del 14%, il dente del Colle dei Pasta, i 7,4 chilometri del Colle del Gallo, il Passo di Ganda con i suoi 9 chilometri che presentano strappi al 15% e il Berbenno, prima dell’arrivo tagliagambe a Bergamo con l’ultima difficoltà in pavè della Boccola. Il disegno altimetrico può sembrare una tappa di montagna di un grande Giro e mette alla prova i muscoli affaticati dei campioni in questo finale di stagione.

11 temerari prendono cappello dal gruppo dopo pochi chilometri: Tiziano Dall’Antonia (Androni-Venezuela), Francesco Gavazzi (Astana), Jérémy Roy (FDJ), Jan Polanc (Lampre-Merida), Andrea Fedi (Neri-Alé), Romain Guillemois (Europcar), Paul Voss (NetApp-Endura), Sergio Paulinho (Tinkoff-Saxo), Matthias Brändle (IAM), Miguel Angel Rubiano (Colombia) e Angelo Pagani (Bardiani-CSF). Il vantaggio massimo avvicina gli undici minuti ma il plotone ricuce col tempo sotto l’impulso della Movistar che lavora per Valverde. Sul Passo di Ganda Brambilla fa corsa in testa al gruppo seguito a ruota dal compagno di squadra e campione del mondo Kwiatkowski, si entra negli ultimi sessanta chilometri di corsa e la battaglia si accende. Davanti il manipolo di fuggitivi della prima ora si sfalda col passare dei minuti, nonostante il grande impegno di Jan Polanc, giovane sloveno in maglia Lampre, e l’azzardo del portoghese Paulinho, coequipier di Contador, sul Passo di Bracca.

Ai -40 si forma una coppia al comando, composta proprio da Paulinho e Andrea Fedi, che viaggiano con due minuti e mezzo di vantaggio sul gruppo dei favoriti al successo. Si attaccano le rampe del Berbenno, -30 all’arrivo, Polanc si riporta sui battistrada ma ormai gli attesi protagonisti del gran finale sono vicini e pronti ad accendere la miccia. Weening ed Hermans guadagnano la testa della corsa, Kolobnev e Zardini escono dal gruppo mentre gli spagnoli di grido, Valverde e Contador, si marcano stretto. La selezione è naturale, si scollina ai -26 con Weening ed Hermans al comando su cui rientra Leopold Konig ai -18.

Konig perde le ruote mentre Kwiatkowski finisce la benzina e rimane tagliato fuori dai giochi per la vittoria, la corsa si decide all’entrata di Bergamo Alta dove finisce la fuga di Weening ed Hermans. Ci prova Wellens sull’ultimo strappo, Rui Costa e Albasini tentano di agganciare il belga ma è Fabio Aru a riportare in testa il gruppo dei favoriti. Ai -2 Samuel Sanchez parte in contropiede con Gilbert, Rui Costa e Valverde a ruota, si arriva all’ultimo chilometro e Daniel Martin, quarto un anno fa e già vincitore della Liegi-Bastogne-Liegi 2013, anticipa tutti. Giù il cappello.

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.