di Nicola Pucci
God save the Queen Elizabeth II. Non me ne voglia Nostro Signore se cito impunemente il suo nome, ma è il caso di segnalare come il ritornello di cui si compone l’inno più conosciuto al mondo sia stato rispettato. Ad abundantiam. Pochi giorni fa infatti, il 6 febbraio per la precisione, in attesa delle celebrazioni ufficiali previste per l’anniversario dell’incoronazione a giugno, l’Inghilterra tutta ha ricordato i sessant’anni da sovrana di Elizabeth Alexandra Mary, nota come Elisabetta II, regina del Regno Unito, del Commonwealth britannico e capo supremo della Chiesa Anglicana. Un evento che non può passare in secondo piano e di cui cercherò di ricordare alcuni dei momenti salienti nonché degli aspetti più curiosi.
Classe 1926, neanche fosse una comune mortale, Elisabetta era figlia primogenita di Albert della Casa Windsor ed Elizabeth Bowes-Lyon. Terza erede al trono in linea di successione dopo lo zio Edward e il padre, si vide costretta dalle circostanze a portare quella corona che probabilmente mai avrebbe desiderata. Nel 1936, infatti, Edoardo VIII del tutto clamorosamente abdicò al trono per poter contrarre matrimonio con la sua amante, Wallis Simpson, già maritata; gli successe il fratello Albert che divenne Giorgio VI, dal padre Giorgio, nonno di Elisabetta e in precedenza re col nome di Giorgio V. Balbuziente ma risoluto ed energico, morì prematuramente il 6 febbraio 1952 lasciando così una pesante eredità sulle giovani spalle della figlia Elizabeth, allora appena ventiseienne, che prese il nome di Elisabetta II.
Nata principessa, lo era nei fatti e nel portamento. Educata, seria, affascinante, pure carina, evidenziò fin da subito quella personalità poco propensa al clamore che ancora oggi il mondo gli riconosce, fedele all’insegnamento della nonna, Queen Mary, che era solita ricordare “che i membri della famiglia reale non devono mostrare in pubblico le loro emozioni”. Le immagini di un’adolescenza felice narrano del legame forte con la sorella Margaret, di quattro anni più giovane, inseparabile compagna di gioco ma donna dal carattere decisamente diverso: tanto protettiva, elegante, altruista e controllata la maggiore, quanto spiritosa, estroversa, sguaiata e forse anche un po’ maleducata la più piccola. La sua naturale e misurata compostezza non ha impedito al popolo inglese di notare la commozione di Elisabetta il giorno del funerale della sorella morta nel 2002. Amante dei cavalli e dei cani, sognava da ragazza un futuro fatto di cose semplici, magari con un contadino come sposo con cui condividere il piacere della vita rurale: non ha mai taciuto il biasimo nei confronti dello zio Edoardo, la cui abdicazione al trono ha costretto il padre a sopportare un fardello che gli ha accorciato la vita e ha condannato lei alla rinuncia dei sogni coltivati da fanciulla.
Sia pertanto reso merito al destino di aver deciso altrimenti, ed ecco a noi una regina che da più di mezzo secolo ci tiene compagnia. Con le sue discrete apparizioni pubbliche, tra cui ricordiamo quelle sportive in occasione del trionfo dell’Inghilterra al Mondiale del 1966, in uno Stadio di Wembley ribollente di passione nazionale, e sul centrale di Wimbledon per il centenario del 1977 a premiare Virginia Wade beniamina di casa; col suo tentativo di salvaguardare il prestigio della famiglia reale messo in discussione dagli incidenti di percorso del figlio primogenito Carlo, lussuriosamente infedele con Camilla; col suo discusso e forse anche burrascoso rapporto con Lady Diana, fino al tragico epilogo, che ha in parte fatto vacillare la popolarità della sovrana; con i suoi numerosi spostamenti esteri che l’accostano a Papa Giovanni Paolo II come figura politica tra le più propense al contatto col mondo. E la longevità, divenuta prerogativa al femminile tra chi siede sul trono d’Inghilterra, sia essa la grande Vittoria con cui si aprì il XX secolo (82 anni), oppure la Queen Mary già citata (86 anni), o ancor più la Regina Madre (102 anni): Dio ce la conservi in buona salute, lunga vita ad Elisabetta II.




Ma ve la ricordate il giorno delle nozze di William e Kate in versione “Ferrero Rocher”?
con quei cappelli nn si guarda!!!
E’ meravigliosa! God save the Queen
L’ho raccontata dal mio punto di vista…a me piace, decisamente