di Nicola Pucci
Alzi la mano chi per almeno tre ore pomeridane di domenica 3 giugno non ha pensato che un tricolore potesse cappottare il numero 1 del mondo. Il tabellone indica 6-4 7-6 3-3 tra Seppi, il bolzanino, e Djokovic, un Djokovic lento, impacciato, infastidito dal vento del Campo Centrale, assolutamente incapace di far viaggiare la palla. Ma gli Slam son ciccia per uomini duri, tre set su cinque da portare a casa sono tanta roba e il sogno di Andreas si infrange. Buon per noi che Saretta Errani, unica sopravvissuta tra le ragazze dopo le eliminazioni al terzo turno di Schiavone e Pennetta, out con Lepchenko e Kerber, tiene in corsa l’Italia sui campi rossi del Roland-Garros.
Raccontiamola allora l’impresa, sì perché di impresa trattasi, della Errani che manda a casa Svetlana Kuznetsova, qui regina nel 2009. Un match che la ragazza emiliana conduce magistralmente fino al 6-0 2-0, una lezione di tattica, intelligenza tennistica, preparazione atletica che annicchilisce la russa, giocatrice dal talento raro ma incostante e non proprio al top della condizione. 45 minuti in cui solo l’azzurra sembra presente sul Philippe Chatrier, ma non può durare e a metà secondo set Kuznetsova entra finalmente in partita e la sfida si accende. Sul 3-5 sembra mettersi male per Sara ma è qui, nel momento di maggior difficoltà, che la nostra giocatrice rivela doti da combattente che ne fanno una delle tenniste più in forma del momento e che si guadagna l’accesso ai quarti di finale con lo sprint che vale il 6-0 7-5 a referto. Prossima fermata proprio la Kerber che dopo Pennetta elimina la croata Petra Martic, dal tennis scintillante e tra le poche ad aver dimestichezza con il gioco di volo.
Abbiamo lasciato Seppi e Djokovic a metà terzo set, è l’attimo in cui cala l’intensità dell’altoatesino, complici le fatiche dei turni precendenti con Kukushkin e Verdasco, e Novak, ad un passo dal baratro, azzanna la preda e recupera una qualificazione che pareva lontana. 4-6 6-7 6-3 7-5 6-3, 4 ore e 18 minuti di battaglia che tengono vive le speranze di Djokovic di far suo il secondo Slam 2012 e legittimano le ambizioni di Seppi di valere almeno un posto tra i primi venti giocatori al mondo.
Nel frattempo altri campionissimi conoscono momenti di incertezza. Ma se la numero 1 al femminile, Victoria Azarenka, ci lascia le penne con topolina Cibulkova che ha rabbia, energia e fiato in quantità per mandare fuori giri la trionfatrice degli ultimi Australian Open, Federer, già opaco con Mahut al terzo turno, va sotto di un set con il belga ventiduenne dal faccino da lattante, Goffin, per poi ricucire lo strappo e vincere al quarto sotto gli occhi di una preoccupatissima Mirka. Lo svizzero non brilla e dovrà crescere, parecchio, se vuol contrastare Nadal e tornare ad alzare la coppa.
Al calar del sole passa il turno Samantha Stosur, battuta due anni fa in finale dalla Schiavone, che in sordina prosegue la sua marcia e potrebbe raccogliere quanto sperperato dalle favorite della parte alta del tabellone; l’oscurità impone l’alt, invece, al Moro di Francia, killer di Fognini ai sedicesimi, Tsonga, avanti 4-2 al quinto con Wawrinka, e a Del Potro che fa gara di testa con Berdych nel match più interessante del giorno.
Siamo ai saluti, non prima di aver ricordato il successo in rimonta di Gianluigi Quinzi, grande promessa del tennis nostrano, che abborda il torneo juniores come testa di serie numero 2 scavalcando l’americano Halebian, 1-6 7-2 6-2: avremo modo di riparlar di lui, statene certi.



Con la Kerber la Errani ha buone possibilità di passare il turno. La Martic sono curioso di rivederla a Wimbledon, è una delle poche tenniste capace di non proporre il solito gioco fatto di botte da fondo campo come la Wozniacki (ex numero uno, a fine anno dove sarà se gioca così male?). Occhio alla Cibulkova, giocatrice che quando riesce a tenere alto il proprio livello di gioco può far parecchio male…