ESTORIL: ANCORA STONER, MA È LA NOIA A VINCERE

di Francesco Gori

Estoril conferma Casey Stoner, prima vittoria assoluta sul circuito portoghese e leadership mondiale sul rivale Jorge Lorenzo, con un solo punto a dividerli. Ma è la noia a dominare, come già anticipato la settimana scorsa in occasione del Gp di Jerez.

All'Estoril domina Stoner: MotoGP da sbadiglio (livelloalfa.com)

In Portogallo, l’australiano parte in pole e dopo poche curve è già davanti a scandire il ritmo preferito. Dietro, lo spagnolo di casa Yamaha prova a resistere, rimane a portata di primo posto, senza però mai avere una vera occasione per centrarlo. È questo il vero problema di questo inizio di stagione della MotoGP: manca quello spettacolare avvicendamento nelle posizioni di testa, ahimè sempre congelate. Non è un caso che nelle prime tre prove il podio sia sempre stato lo stesso: i soliti noti Stoner, Lorenzo, Pedrosa, con i primi due a rivaleggiare e il terzo a raccogliere le briciole.

Questo ci offre, oggi, la MotoGP, categoria da sempre atta a stupire lo spettatore, a regalare sorpassi e contro-sorpassi, fino all’ultimo respiro dell’ultima curva dell’ultimo giro. Invece, niente di tutto questo. Valentino Rossi all’Estoril ha dato segni di ulteriore miglioramento ma il sesto posto conclusivo, finalmente primo portacolori di casa Ducati, è ancora ben poca cosa. Considerando anche il distacco abissale dai primi.

E allora questa settimana, viste le poche emozioni in pista, niente consuete pagelle. Solo un’enorme lode al solito Casey Stoner, ormai diventato il “nuovo Valentino”, con buona pace dei tifosi del “Dottore”, che tanto hanno gioito in passato ma che si trovano adesso a dover riconoscere la “mostruosità” del vecchio antagonista. Sì, perché tenere dietro con questa facilità un cavallo imbizzarrito come Lorenzo, gestendo vantaggi e problemi, braccio compreso, è sintomo di campione vero. Del resto, chi ha vinto 42 GP non può essere solo fortunato, né si può giustificare il dominio del pilota di Southport dicendo che “ha la moto migliore” perché già vincente anche in Ducati – moto da sempre ultra-problematica -, e perché i compagni di squadra, a parità di moto, arrancano.

L’Italia delle moto si consola con un Dovizioso in progresso, buon quarto, e finalmente capace di precedere lo scatenato Crutchlow delle prove. Per il resto, un sonoro sbadiglio.

5 Comments

  1. MotoTopo 07/05/2012
    • Francesco 07/05/2012
  2. Ilaria 07/05/2012
    • Francesco 07/05/2012
  3. Muska 08/05/2012

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