di Nicola Pucci
Non me ne voglia Kostner nostra, ma per gli Europei di pattinaggio di Budapest edizione 2014 la vetrina spetta ai danzatori, Cappellini/Lanotte. Ci eravamo lasciati dieci mesi orsono, a London in Canada, con la grazia abbacinante di Carolina sul secondo gradino del podio mondiale e l’amarezza di Anna e Luca relegati al quarto posto – un mese dopo l’oro e il bronzo agli Europei di Zagabria -; era tempo di dar linfa ad ambizioni olimpiche che tra qualche giorno verrano messe alla prova e le risposte son state convincenti.
E’ dai giorni di Fusar Poli/Margaglio, Bratislava 2001, che la danza italiana mancava al massimo livello ed erano vietate esibizioni di pregio tecnico: bene, stavolta Cappellini/Lanotte non sbagliano un passo acchiappando l’oro, complice anche il forfait dei detentori del titolo continentale, i russi Bobrova/Soloviev, e dei loro predecessori, i francesi Pechalat/Bourzat, già allineati a Sochi. Ma gli assenti hanno sempre torto e le occasioni vanno colte quindi onore ai grandi meriti dei due pattinatori azzurri, che già nel corto balzano al comando al suono di “42nd street” esibendo allegria stilistica ed efficacia tecnica. La prova si sposa perfettamente con “il barbiere di Siviglia” del programma lungo, intenso e senza peccati, che costringe al recupero i russi Ilinykh/Kastalapov. Che si muovono bene ma pasticciano e rimangono dietro di un soffio, 1.10 di disavanzo per l’incertezza di lei che capitombola e spedisce i due lombardi – comasca Anna, milanese Luca – nel firmamento del pattinaggio europeo.
Come nel 2013 Kostner trova sulla sua strada le baby-fenomeno del pattinaggio russo, Sotnikova che chiude in testa il programma corto, in seconda battuta la quindicenne Lipnitskaya all’esordio in una competizione che conta. C’è come sempre eleganza senza eguali nel gesto tecnico della bolzanina, meravigliosa sul ghiaccio accompagnata dalle note dell'”Ave Maria” di Schubert, ma la sfida si decide sul programma lungo e per la nostra portacolori non ci sarà rimonta. Carolina prova con il “Bolero” di Raval, un misto di seduzione e senso estetico, a riemergere dal terzo posto, casca e si rialza, affascina con la sua arte e la sua grazia ma la tecnica premia le due avversarie con la giovanissima ma già rampante Julia Lipnistkaya che realizza uno stupefacente 209,72 che le permette di scavalcare la connazione che resta dietro, argento col punteggio di 202,36. Carolina va a medaglia, bronzo, lontana nello score con 191,39 ma competitiva quanto basta per guardare con rinnovata fiducia all’appuntamento olimpico ormai imminente.
Non c’è invece posto sul podio per Berton/Hotarek nelle coppie, terzi un anno fa a Zagabria ma bravi comunque a chiudere quarti alle spalle di un tris di coppie russe – coincidenza vuole che in giuria non ci siano italiani -; tra gli uomini lo spagnolo Javier Fernandez concede il bis ed al momento dei saluti, alla Syma Arena, è già l’ora di pensare a Sochi. Tra qualche settimana sarà tempo di rivincite.



