di Nicola Pucci
Neanche il tempo di digerire le fatiche terraiole del Roland-Garros, andate ai posteri col nono trionfo di Rafael Nadal, che il palcoscenico tennistico si trasferisce sui campi in erba, antipasto al Wimbledon che verrà tra poco più di una settimana: il torneo di Halle, che distribuisce un buon montepremi, e il classico appuntamento londinese con il torneo del Queen’s.
TORNEO DI HALLE. Il Gerry Weber Open ha l’onore quest’anno di proporre in tabellone Nadal e Federer, ma la coppia scoppia d’entrata perchè il maiorchino digerisce a fatica il passaggio dall’amata terra all’erba e se ne esce mestamente all’esordio maltrattato da Dustin Brown, 6-4 6-1. E’ curiosa la storia del giamaicano naturalizzato tedesco che vive in camper e gira per il mondo dei challanger dando spettacolo col suo gioco d’attacco. Con Rafa gli riesce alla grande ma poi con Kohlschreiber, che si esibisce davanti al pubblico amico e conosce i tappetti di Halle, per un soffio non concede il bis, sciupa ben cinque match-point, cede con un clamoroso 18-16 al tie-break del terzo set e l’avventura si chiude. Il Magnifico, che in terra tedesca ha vinto già sei volte, approfitta della prematura eliminazione di Nadal per rinnovare l’appuntamento con la finale: dopo l’inizio in sordina con Joao Sousa che gli strappa il primo set, accede alla semifinale con Nishikori per il forfait di Lu. Con il giapponese Federer sciorina il suo meraviglioso tennis classico e col punteggio di 6-3 7-6 vola in finale ad affrontare Falla che sorprende Kohlschreiber, 5-7 7-6 6-4. Il colombiano è giocatore ostico sull’erba, al primo turno di Wimbledon 2010 prese un vantaggio di due set a Federer prima di cedere al quinto e stavolta magari punterebbe a far bottino pieno. Ma Roger non può lasciar passare un’occasione di vittoria così ghiotta, nel primo set brekka all’ottavo gioco, perde il servizio il gioco successivo e la decisione è rimandata al tie-break dove lo svizzero allunga dal 3-2 per chiudere 7-2 in quarantuno minuti. Nel secondo set i due avversari rimangono aggrappati al proprio turno di battuta e si va di nuovo al tie-break dove Federer ha la capacità di giocare meglio i punti importanti per imporsi 7-3 e calare il settebello in quel di Halle.
TORNEO DEL QUEEN’S. Andy Murray pensava di far valere il suo talento sui tappeti verdi per tornare a sollevare una coppa ma si è scontrato con la dura realtà. All’ AEGON International il già tre volte vincitore inciampa al secondo turno nel magnifico serve-and-volley di Radek Stepanek, privando il torneo del giocatore più rappresentativo. Stanislas Wawrinka e Tomas Berdych sono gli altri due nomi di spicco in tabellone ma non approfittano della precoce uscita di scena del beniamino di casa, così come della scomparsa di Marin Cilic – finalista dodici mesi orsono – estromesso d’entrata dall’australiano Matosevic. Lo svizzero elimina proprio Matosevic ma trova l’eccellente Grigor Dimitrov a sbarrargli in semifinale la strada che porta alla finale, 6-2 6-4, il ceco rimbalza ai quarti con Feliciano Lopez che quando sente profumo d’erba si trasforma in un pericolosissimo giocatore d’attacco, 6-4 7-6. La sfida tra Lopez e Stefanek vale l’accesso all’atto decisivo del torneo e sembra d’assistere ad un tennis d’altri tempi. Gioco di rete, attacchi in controtempo, rovesci in back che spazzano le righe, insomma un arsenale di colpi come oggi è raro vedere e con il punteggio di 7-6 6-4 lo spagnolo va a giocare per il titolo. Dimitrov contro Lopez, dunque, ed è tennis anche qui di buonissima qualità. Nel primo set il bulgaro è intrattabile sul proprio servizio mentre lo spagnolo deve fronteggiare due pericolose palle-break sul 3-2, si va al tie-break dove Lopez sale sul 5-2 prima di imporsi 10-8 al quarto set-point. Nel secondo set l’equilibrio è altrettanto sovrano, non ci sono break e palle break fino al 6-5 quando Dimitrov ha un match-point contro che Lopez affonda malamente in rete. Il bulgaro riesce ad arrampicarsi al tie-break, si porta velocemente sul 3-0 per poi chiudere 7-1 e trascinare la sfida al set decisivo. Lo sforzo profuso costa però caro a Dimitrov, che perde subito il servizio da 40-0 e consente a Feliciano di fare corsa di testa. Lopez difende con autorità i propri turni di servizio giocando un magnifico tennis di volo fino al 4-3, Dimitrov ha l’opportunità per ristabilire la parità e non se la lascia sfuggire. Come è giusto che sia tra due avversari che pari sono, la questione si risolve al tie-break dove stavolta è Dimitrov a gettare alle ortiche un match-point prima di trionfare 8-6 al cospetto dell’amata Maria, Sharapova. Per lui è il quarto titolo in carriera, decisamente il più prestigioso.



