Fenomeno City: analisi della super-squadra di Guardiola

Dopo il definitivo 3-0 firmato da Lorenzo Insigne in Italia-Turchia, alla prima gara dell’ultimo Europeo disputato, Fabio Caressa, noto telecronista e volto di Sky Sport, dipinse la nazionale azzurra come una macchina da guerra. Noi, utilizzando le sue stesse parole, diciamo lo stesso del Manchester City.

foto pixabay

La squadra di Pep Guardiola sta letteralmente dominando la Premier League, anche in campo europeo sta mostrando una capacità inaudita di dominare il gioco e l’avversario. Le potenzialità economiche dei Citizens non sono sconosciute, la possibilità di fare grandi investimenti sul mercato aiuta sicuramente ad accaparrarsi i migliori giocatori in circolazione. Tuttavia, alle qualità dei singoli va aggiunto un gioco corale straordinario, oltre ad una gestione degli uomini che fa invidia ad una grandissima fetta di allenatori.

Il City, dopo la vittoria del titolo dello scorso anno, vuole assolutamente bissare il successo. La squadra di Guardiola, anche secondo quanto riportato direttamente da quelle che sono le quote sul campionato della Premier League studiate dagli esperti, è la strafavorita per la vittoria finale. Il campionato, quindi, sembrano poterlo perdere solamente loro, ma il reale obiettivo dei ragazzi di Guardiola resta quello di vincere la Champions League. La finale persa contro il Chelsea nella scorsa edizione ha macchiato una stagione straordinaria, per questo motivo i Citizens hanno voglia di riscatto.

La filosofia dell’allenatore spagnolo non è cambiata rispetto ai tempi in cui allenava il Barcellona, tanto che il gioco del Manchester City resta prettamente offensivo. La volontà della squadra di Guardiola è quella di costruire l’azione dal basso, sfruttando anche le grandissime qualità tecniche di Ederson, estremo difensore brasiliano.

I due difensori centrali vengono lasciati liberi di impostare, anche grazie al movimento ad allargarsi e a salire dei terzini, che portano la squadra avversaria ad assumere un atteggiamento principalmente difensivo ed accorto. Lo sviluppo del gioco si basa su ritmi elevatissimi, che tendono a costruire una ragnatela di passaggi che manda in confusione l’avversario. I terzini, come già detto, tengono la posizione piuttosto alta, ricorrendo molto spesso alle sovrapposizioni. In particolar modo Joao Cancelo si rende pericoloso, accentrando la sua posizione per dare ancora più imprevedibilità alla manovra. In fase di rifinitura, gli inserimenti dei centrocampisti, che riempiono l’area di rigore avversaria, lasciano libertà di espressione agli esterni offensivi.

Difficilmente, una volta recuperato il pallone, il Manchester City ricorre al contropiede. Il principio dei Citizens resta chiaro e ben definito: dominare l’avversario attraverso uno sfiancante possesso palla. La percentuale di possesso palla è praticamente sempre nettamente a favore della squadra di Guardiola, che raramente lascia tanta libertà agli avversari. Nei pochi momenti durante i quali è il City a dover rincorrere, la fase di non possesso si basa su un atteggiamento molto aggressivo. Le mezz’ali e gli esterni offensivi pressano altissimi, cercando di costringere i giocatori avversari al lancio lungo. Saltata la prima linea di pressing, il rischio è quello di subire degli attacchi pericolosi in spazi piuttosto ampi. Con un atteggiamento molto offensivo anche in fase di possesso, un altro rischio è quello di esporsi ai contropiedi avversari.

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