di Nicola Pucci
La finale agli Europei di basket 2015 regala il titolo alla Spagna che batte la Lituania col punteggio di 80-63.
E’ l’apoteosi di una squadra, quella allenata da Sergio Scariolo, che da anni staziona sul podio della principale kermesse continentale – ininterrottamente tra le prime quattro dal 1999! – e rafforza gerarchie ormai consolidate. Già due anni fa Francia e Spagna, infatti, si scannarono in semifinale con i transalpini poi vincitori della finale proprio con la Lituania; stavolta un Gasol stratosferico con 40 punti e 11 rimbalzi ammutolisce i 27.000 dello stadio di calcio Pierre-Mauroy prestato per l’occasione al basket e infrange il sogno tricolore di concedere il bis trascinando in finale la Spagna. All’ultimo atto il quintetto di coach Sergio Scariolo giunge con il serbatoio delle energie ancora ben fornito, la Lituania dopo la gara al cardiopalma con l’Italia ha retto l’urto con la Serbia ed è caricata al punto giusto per bissare il successo di Stoccolma 2003, proprio contro gli iberici che dopo la debacle contro gli azzuri e la risicata, decisiva vittoria con la Germania di Nowitzki risono risorti ed hanno veleggiato alla grande.
Una stoppata di Gasol su Maciulis dopo venti secondi e il 19-6 iniziale mettono già in chiaro le cose: la Spagna c’è e vuol mettersi l’oro al collo. In attacco il gioco scorre fluido grazie alle pennellate di Llull e Rodriguez, Fernandez colpisce con buona continuità e Gasol al solito è immarcabile. Il primo quarto, a senso unico, finisce 19-8 con la Spagna che tira col 56% dal campo. Nel secondo quarto il copione sembra non cambiare, Mirotic con un paio di triple respinge il tentativo della Lituania di rientrare in partita e al minuto sedici la Spagna guadagna il massimo vantaggio, 34-18 con Gasol già a quota 14 punti. Ma la squadra di Kazlauskas ha cuore, lo abbiamo visto per tutto l’arco del torneo, e trascinata da Seibutis che infila 12 punti e Maciulis che trova la bomba da tre sulla sirena ricuce lo strappo: 41-33 all’intervallo e partita che si fa ancor più interessante.
Al rientro dopo la pausa la Lituania ha di nuovo smarrita l’ispirazione, gli iberici allungano ancora e una tripla di Ribas firma il +17 che è un solco troppo ampio da colmare, anche se Kuzminskas segna un paio di canestri preziosi. Valanciunas sotto i tabelloni soffre con Gasol, e non potrebbe essere altrimenti, Kalnietis e Maciulis vanno a sprazzi e Seibutis è relegato in panchina. Il divario nelle percentuali al tiro è evidente e quando Claver segna da tre per il +18 al minuto ventinove è la resa per la Lituania. L’ultimo periodo è pura accademia, la Spagna gestisce il largo vantaggio e trionfa per la terza volta agli Europei, con un sontuoso Pau Gasol – indiscutibilmente MVP della manifestazione – autore di 25 punti e 12 rimbalzi, sotto gli occhi compiaciuti di re Filippo VI.
Nella finale per il terzo posto la Francia supera nettamente la Serbia 81-68 e disegna un podio che a parti invertite copia perfettamente quello di due anni fa a Lubiana; l’Italia del trio Bargnani-Gallinari-Belinelli chiude sesta e si qualifica per il torneo preolimpico.



