di Simone Provenzano
“Il cretino è imperturbabile, la sua forza vincente sta nel fatto di non sapere di essere tale”.
Oggi apro con questa citazione, che ci richiama alla memoria Fruttero, scomparso ad 85 anni in questi giorni. Sono sempre rimasto affascinato da come Carlo adoperasse una lucida ironia per smascherare vizi e virtù dell’essere umano.
Ci adoperiamo giornalmente a vivere le nostre esistenze, ci impegniamo, progettiamo, costruiamo castelli di aspettative decisamente imponenti.
Spesso perfino troppo.
Come abbiamo già detto le aspettative ci fottono, sono previsioni basate su informazioni che non possiamo avere.
Perché non tutto dipende da noi.
Viviamo in un contesto sociale, e non ne possiamo fare a meno. Viviamo le nostre vite all’interno di relazioni. Relazioni che non possono non condizionarci:
amici, parenti e conoscenti che influenzeranno i nostri pensieri, le nostre azioni.
Ed esistono anche i cretini.
Teniamone di conto, non possiamo andare d’accordo con tutti, non possiamo piacere a chiunque.
Ma il cretino è sempre l’altro da noi?! Sono gli altri che sbagliano o non capiscono!? Alcune volte il dubbio ci può attanagliare, ma abbiamo imparato a interpretarlo, ad avere un’autocritica che ci permetta coerenza di identità: una favola!
La coerenza è utopistica.
Le mie azioni e i miei convincimenti sono il frutto delle mie competenze e delle mie conoscenze nel qui ed ora del presente. Tra qualche minuto potrei scoprire cose nuove, rivelazioni che potrebbero mutare radicalmente le mie convinzioni. Sarebbe giusto, allora, compiere un’azione in cui non credo più solo per mostrare coerenza?
No.
La coerenza mostriamola nei confronti dell’incoerenza umana;
ammettiamo che non possiamo sapere tutto, non possiamo sempre essere nel giusto.
Accettiamo il disagio di non essere imperturbabili come i cretini.
Turbiamoci.
Se la forza del cretino sta nel fatto di non sapere di essere tale, per non essere cretini ci basterà essere consapevoli dei nostri errori, ci basterà saper tollerare la frustrazione dell’errore, del dover chiedere scusa a qualcuno, l’ammettere di aver sbagliato.
Perderemo l’imperturbabilità, guadagneremo coerenza.
Ma solo coerenza con noi stessi.
L’unica possibile.




spesso mi capita di incontrare persone che si vantano di non cambiare mai idea, perché sono affidabili, “coerenti”, e come si sciacquano la bocca con tale termine… e invece sono solo cretine.
E’ vero, soltanto i “cretini” non cambiano idea… ed è curioso vedere come la parola “COERENTI” sia un anagramma quasi esatto della parola “CRETINO” 😀
Ganzissimi sia l’articolo, sia il commento di Guendalina. Non ci avevo mai pensato, a quel “quasi-anagramma”! Aldo Baglio, in “Così è la vita” dice prima “solo gli imbecilli cambiano idea”, e poco dopo “solo gli imbecilli NON cambiano mai idea”. Direi che è una sintesi perfetta. Socrate sosteneva come fosse fondamentale “conoscere se stessi”, ma anche che, per arrivare a questo risultato, è fondamentale ammettere di “non sapere”.
Tempo fa guardavo un’intervista a Igor Sibaldi (http://www.youtube.com/watch?v=OKcoDNlxIZo), dove lo studioso, proprio come Socrate, diceva proprio che è molto meglio “non sapere” (e ovviamente essere coscienti di non sapere) che sapere (o addirittura presumere di sapere), perché il “non sapere” è una condizione di maggior apertura, in cui dal mondo e dall’interno di noi stessi ci arriva tutta una serie di informazioni preziosissime, che sfruttano il nostro enorme potenziale di sapienza, andando oltre le barriere dell’orgoglio razionale/intellettuale.
Questo, fermo restando che se uno è cretino è cretino, e allora fatti suoi. Ma quando si accorgerà di esserlo, in un istante diventerà sapiente.
Decisamente interessante, mi piace il fatto che lo stato di cretino non è permanente!
Se è così allora c’è speranza per tutti…
La continua ricerca della conoscenza, allora, potrebbe essere uno strumento utile per mutare lo stato di cretino.
…e pensare che il buon Oscar Wilde, non proprio un pensatore qualunque, diceva che “la coerenza è l’ultimo rifugio dell’uomo privo di immaginazione”…