GILBERT, L’ARCOBALENO MONDIALE DOPO UN’ANNATA GRIGIA

di Emiliano Morozzi

Spunta l’arcobaleno sulla stagione di Philippe Gilbert, dopo una primavera grigia ed un’anonima estate: il campione belga, grande protagonista delle gare di un giorno, con uno scatto imperioso sul Cauberg semina la numerosa ed agguerrita concorrenza e vince per distacco i mondiali di ciclismo edizione 2012. Teatro della gara le verdi colline intorno a Valkenburg, cittadina di una piccola propaggine di territorio olandese incastonata tra Belgio e Germania, famosa per essere l’arrivo di una delle grandi classiche di primavera, l’Amstel Gold Race. Una gara che termina proprio sulla salita del Cauberg, un’ascesa breve ma dalle pendenze impegnative, un’erta cara ai colori italiani ma anche al corridore belga, che quassù aveva trionfato per ben due volte.

Il mondiale è una gara ad esclusione e la selezione spesso viene fatta non tanto dagli attacchi dei corridori, ma dalle medie elevatissime di gara, e il mondiale 2012 non ha fatto eccezione: tanti i tentativi di fuga, superiore ai quaranta orari la velocità media, ma soltanto a circa 100 chilometri dalla fine parte la prima vera azione significativa: Contador fa il forcing sul Cauberg e il suo allungo porta via un gruppetto numeroso di fuggitivi, tra i quali ci sono anche nomi di spicco come Voeckler e quattro italiani (Cataldo, Ulissi, Marcato e Nocentini). I due capitani spremono i propri gregari (encomiabile il lavoro di Lastras e Flecha per Contador) ma gli altri fuggitivi stanno a ruota e con il passare dei chilometri l’azione perde sempre più mordente, spegnendosi come una candela ormai consumata.

A due giri dalla fine, la fuga viene ripresa e davanti si porta il treno dei belgi, che tiene a bada eventuali attacchi: ci provano Talansky e Stannard, ma si piantano sul Cauberg, finita la salita è la volta di Nibali che con una serie di scatti cerca senza riuscirci di sgretolare il gruppo. Lungo la strada che porta all’ascesa finale del Cauberg si definiscono le gerarchie delle squadre: Valverde è la punta di lancia spagnola, gli italiani scelgono Nibali, il treno belga tira il gruppo fino a quando nella discesa si mettono davanti gli italiani per far prendere al corridore siciliano la salita nelle prime posizioni. Gli azzurri sono impeccabili sul piano della tattica, ma ai nostri colori manca il fuoriclasse, quello capace con uno scatto di fare la differenza: Nibali forza l’andatura nel tratto più duro, ma Gilbert tiene la ruota e lo supera con una progressione degna di quella dei tempi migliori. Boasson-Hagen parte all’inseguimento, Valverde si getta a ruota, ma quando il norvegese, per non sprecare energie utili alla volata, chiede il cambio il ritmo degli inseguitori fatalmente rallenta e Gilbert si invola solitario verso il trionfo mondiale. Per la terza volta, Gilbert lascerà Valkenburg in trionfo e almeno fino all’anno prossimo nessuno gli strapperà di dosso la maglia con i colori dell’iride. Appuntamento a Firenze 2013! Noi di Postpopuli ovviamente ci saremo!

5 Comments

  1. Roberto 24/09/2012
  2. Nicola Pucci 24/09/2012
  3. Roberto 24/09/2012
  4. Emiliano 25/09/2012
  5. Roberto 25/09/2012

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