di Emiliano Morozzi
Gioco responsabile e illusione
Nel corso degli ultimi anni in Italia sono state imposte per legge delle norme di comportamento che hanno modificato notevolmente le nostre abitudini. Sono state la logica conseguenza di campagne moralizzatrici che a tratti hanno avuto la connotazione di una vera e propria crociata: la battaglia per l’abolizione del fumo nei locali pubblici e quella contro l’uso di alcolici alla guida. Campagne sicuramente giuste, che hanno sortito effetti positivi sui nostri comportamenti: i fumatori, pur borbottando all’inizio, hanno preso l’abitudine di uscire tranquillamente dal pub quando sentono il bisogno di una sigaretta, senza dover appestare i propri vicini, e chi è al volante di una macchina spesso rinuncia del tutto a bere qualcosa di alcolico, quando esce con gli amici.
Questa premessa per arrivare all’argomento in discussione: il gioco d’azzardo, anche definito negli ultimi anni gioco responsabile. Se negli ultimi anni nei confronti del fumo e dell’alcool sono state adottate norme restrittive, ed è stato pesantemente condannato il comportamento di chi le viola, non solo penalmente ma anche moralmente, non altrettanto è stato fatto nei confronti del gioco d’azzardo, che anzi è stato liberalizzato e pubblicizzato continuamente in forme sempre nuove e pericolose. Perché pericolose? Perché se il fumo e l’alcool sono nocivi per la società, altrettanto lo è il gioco d’azzardo: se prima chi voleva tentare la sorte andava al Casinò, e non a tutti era permesso entrare, adesso la diffusione di tante imitazioni a basso costo, come i videopoker o ancora peggio i casinò online, permettono a chiunque, anche a un ragazzino, di aprire un conto e cominciare a sperperare i suoi soldi. Come se non bastasse questo, in televisione il poker è diventato quasi una moda, e ogni giorno parecchie emittenti pubblicizzano svariate volte siti di scommesse, portali dove è possibile giocare a poker online, casinò virtuali e via dicendo.
Da un lato sono state fatte crociate contro il fumo e contro l’alcool, dall’altro invece pullulano senza freni le pubblicità del gioco d’azzardo: se i fumatori sono un fastidio e una minaccia per la salute altrui e i bevitori al volante sono una minaccia alla sicurezza pubblica, cosa è colui che getta via, tanto per fare un esempio, 600 euro in un pomeriggio? Cosa è colui che non mangia neppure, per andare a giocare alle macchinette? Dicono che il gioco d’azzardo sia una malattia e, vedendo l’attaccamento e l’autismo di molte persone alle macchinette (atteggiamenti visti con i miei occhi, non certo raccontati per sentito dire) viene da pensare che sia così, ma la domanda mi viene spontanea: non sarebbe il caso di mettere un freno a queste forme di gioco d’azzardo indiscriminato che rovinano la persona più di un pacchetto di sigarette o di una bottiglia di vino? Oppure fa comodo diffondere macchinette dappertutto e incentivare il gioco d’azzardo online perché il gioco è una mangiatoia alla quale possono attingere in molti? Per adesso, l’unico argine che è stato posto al dilagare di questo fenomeno è un’avvertenza: “Gioca responsabile”, espressione che stride parecchio, se la si accosta alla parola azzardo. Un piccolo palliativo, efficace come la scritta sulle sigarette che il fumo nuoce gravemente alla salute. Più efficace sarebbe la volontà politica di cominciare a mettere un freno al gioco d’azzardo, ma almeno per il momento, sembra che l’argomento non interessi a nessuno. D’altronde, il giocatore d’azzardo non è fastidioso o pericoloso come un fumatore o un ubriaco al volante, e può essere lasciato libero di rovinarsi la vita a proprio piacimento.



Analisi lucida e giusto richiamo a una necessaria presa di coscienza (e di distanze) rispetto a una dipendenza pericolosa.
il gioco è una brutta bestia…basta poco e ti trovi invischiato in una forma di dipendenza da cui non ti tiri fuori…
Io ho sempre scommesso ma sono riuscito a mantenermi nei limiti, vedendolo come possibilità di sogno ma senza intaccare i soldi necessari
concordo sul fatto che dovrebbe essere rivolta più attenzione da parte delle “alte sfere” a questo vizio che nei casi più gravi diventa una vera e propria malattia psichiatrica, detta GAP (gioco d’azzardo patologico) e che colpisce molte più persone di quanto non si possa pensare..
Il gioco d’azzardo è molto pericoloso, conosco persone che pur avendo un ottimo impiego, sono costrette abbastanza spesso a chiedere danaro in prestito per pagare i debiti di gioco.
Mi permetto però, nonostante sia d’accordo con la tua “condanna morale”, di puntualizzare che in Italia il gioco d’azzardo è illegale e che la normativa in merito è dettagliata e vastissima, in modo tale che lo Stato, che ne ha il monopolio, gestisca il gioco lecito in modo tale da rispettare le esigenze di ordine pubblico, salute, tutela dei minori, da una parte, ma anche il diritto allo svago, dall’altra.
La questione è davvero molto delicata e le opinioni (almeno per me) sono tutte bene accette, però si deve avere anche una conoscenza esatta della questione.
Io me ne occupo per lavoro e, volente o nolente, sono venuta in contatto con questa realtà particolarmente contraddittoria.
Ciao!
purtroppo però può accadere che le persone riescano a rovinarsi (o comunque a perdere consistenti somme di denaro) anche giocando in modo lecito…
Forse ho usato una definizione sbagliata: per gioco d’azzardo, intendevo tutte quelle forme di gioco che non solo sono legalizzate ma sono anche incentivate dallo stato e dai privati a colpi di pubblicità: gratta e vinci, videopoker, casinò online, agenzie di scommesse. Con questo non voglio dire che sarei favorevole all’introduzione di un nuovo proibizionismo, però trovo piuttosto ipocrita da un lato fare crociate (anche giuste) contro il fumo e l’alcool e invece fare pubblicità alle scommesse, che possono essere altrettanto dannose. E il grado di dannosità lo tocco tutti i giorni con mano…persone che non finiscono neppure di mangiare per andare a giocare alla macchinetta, persone anche di una certa età che in una giornata in una macchinetta buttano via 600 euro, un vizio che si tramanda pure di padre in figlio. Certo, è uno spaccato magari neppure rilevante sociologicamente, ma lasciatemelo dire, è uno spaccato decisamente deprimente. E a chi magari può obiettare con l’argomento che ognuno è libero di fare ciò che vuole coi propri soldi, rispondo che sì, è vero, ha il diritto di farlo, ma dilapidare in un pomeriggio i soldi che altri guadagnano sudando il salario per una quindicina di giorni, è una mancanza di rispetto che io non riesco a tollerare…
il gioco è bello quando dura poco? quello delle macchinette non lo è MAI e, a mio parere, nessuno di quelli d’azzardo e neanche quando si vince, o meglio, si recupera una piccolissima parte di quello che ci si è buttato dentro….per poi ributtarci dentro ogni soldo vinto, se il giocatore non si accontenta. il titolo dell’articolo è decisamente veritiero, e cioè che il gioco responsabile è un’illusione, lo stato ci dice, attraverso la pubblicità, “gioca responsabile”, ma è una balla perchè secondo me con un singolo euro giocato si rimane dipendenti. bisogna analizzare i motivi per cui si gioca e smontarli tutti, capire che sono SCUSE e non un passatempo occasionale nella battaglia della vita, poi decidere di nn farlo mai più, e gioire di esserne fuori ogni volta che ci si pensa. per me è impossibile controllare il gioco, o forse no, un modo c’è: esserne liberi, mai più una giocata, senza autopunirsi col pensiero della “giocatina occasionale alla macchinetta” o “con un grattino da 3 euro….hai visto mai, potrei vincere”. ecco come la vedo! ciao a tutti 🙂
Io qualche volta ho giocato al Lotto e al Superenalotto, poi mi sono lotto (perdonate l’inflessione cinese) e ho smesso. 😀
Io non ho paura a dirlo, ogni tanto scommetto sul calcio o sul tennis, ma quando il credito residuo finisce, non faccio le corse a ricaricare il conto. Diciamo che il gioco crea diversi gradi di dipendenza, così come il fumo, ma ovviamente se non hai la testa per dire “ok, smetto”, il gioco è probabilmente un vortice peggiore dell’alcool, specialmente se cominci a vincere qualcosa, come accade alle macchinette del videopoker e simili. Certo, l’idea di un “gioco responsabile” stride clamorosamente con la parola “gioco d’azzardo”, dove azzardo è l’esatto contrario di responsabilità…e soprattutto mi danno personalmente fastidio i moralismi a senso unico: si fanno le crociate sul fumo e sull’alcool e non si fa niente per eliminare la piaga del gioco, anzi, si bombardano i potenziali clienti con innumerevoli spot che pubblicizzano le più svariate forme di casinò online, forma ancora più pericolosa del casinò reale perchè permette un gioco senza limiti…