Gioco responsabile: scopriamolo insieme

Gioco responsabile: scopriamolo insieme

Esistono tanti modi di giocare: c’è il gioco tradizionale, magari a carte con gli amici o scommettendo una pizza, e c’è il gioco d’azzardo, che ha in questi anni ha mutato termine diventando gioco responsabile.

Sì, perché così dev’essere per chi sfida la fortuna: la ludopatia, cioè la dipendenza da gioco d’azzardo, è una vera e propria patologia da tenere a freno, attraverso meccanismi sociali e limiti di scommessa (di tempo e di deposito) che mettano in sicurezza chi non riesce a frenare i propri impulsi.

Sono infatti sempre di più le persone che cercano di trasformare il gioco in una costante forma di reddito, tanto che sperare di monetizzare è diventata una vera e propria passione sfrenata, diffusa in molti strati sociali e in diverse fasce d’età.

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Ma è realmente possibile giocare responsabile?

Indubbiamente lo è, ed infatti in questi giorni (5-11 febbraio 2018) in Irlanda è stata lanciata la prima Settimana del gioco responsabile.

Una curiosa campagna di marketing per il gioco d’azzardo responsabile, un’iniziativa cross industry tesa a far arrivare al consumatore un messaggio chiaro: il gioco d’azzardo può essere divertente, con indicazioni e suggerimenti per farlo rimanere tale. Non solo, ma anche offrendo servizi per coloro che sono colpiti dal gioco problematico.

Online ci sono ormai tantissimi siti che in modo semplice e rapido offrono piattaforme di gioco per qualsiasi esigenza: siti famosi come LeoVegas ad esempio, offrono bonus di benvenuto davvero allettanti per il giocatore voglioso di cimentarsi con la fortuna.

È anche da spazi virtuali come questo che si può capire quanto possa essere divertente giocare in modo sano e consapevole senza incorrere nelle problematiche che talvolta risultano connesse al gioco fisico.

Sembra infatti che il gioco digitale sia molto meno pericoloso di quello praticato nelle sale scommesse o nelle slot dei bar. Online infatti è tutto monitorato, e le società dedicano molto spazio alla formazione del giocatore, illustrando in modo chiaro i rischi dell’azzardo, ma regalando anche piccoli trucchi su come stare lontano dalle dipendenze.

Il gioco consapevole è quello legale innanzitutto. In rete ogni sito di società che si occupano d’azzardo è regolato da alcune norme poste in campo dal Monopolio di Stato, e dunque sicurezza ma anche tempo di gioco sono rigorosamente regolati da protocolli informatici inviolabili. Nel mondo reale invece tutto ciò è differente.

Spesso e volentieri sale gioco o slot machine sono violate e diventano patrimonio del crimine organizzato che specula sul gioco d’azzardo.

Vietare il gioco in tutte le sue forme, generare proibizionismo può spingere l’appassionato di gioco verso forme non ortodosse d’azzardo, invece stimolare il gioco consapevole con percorsi informativi ed educativi rende tutto decisamente migliore.

È necessario sapere che il gioco d’azzardo implica l’impossibilità di controllo di vincita, è questa la prima consapevolezza da avere sempre in mente. L’imprevedibilità della vincita, l’impossibilità di scoprirla anche attraverso le previsioni date da complessi calcoli matematici devono essere ben chiare.

Anche questa attività ludica deve dare solo ed esclusivamente esperienze positive: al primo sentore di stress dovuto a mancata vincita è meglio allontanarsi dalla slot, per mantenere esclusivamente un’esperienza di gioco responsabile.

In Italia, da tempo si muove una generazione di giocatori consapevoli: sono giovani e giovanissimi che hanno ben chiaro il nesso tra la scarsa possibilità di vincita ed il brio generato dall’attesa del risultato di una scommessa sulla squadra preferita o quella di un’ipotetica vincita su un virtuale tavolo verde. Età media 20 anni, studenti fuori sede, capaci di investire un paio di euro a settimana in un passatempo che non deve per forza generare introiti. Studenti di una cultura medio-alta consapevoli dell’esistenza di algoritmi impossibili da intercettare, giovani giocatori del presente e del futuro a conoscenza dei rischi e dei benefici fittizi di un’attività ludica.

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