di Luca Moreno
Qualche giorno fa, sulla spiaggia, avevo un po’ voglia di staccare mentalmente dalle mie preoccupazioni e riflettevo sul fatto che, quando sei all’inizio o poco più della vita, capita frequentemente che le persone ti dicano che sei “giovane”. Approfittane! Perché quelli sono gli unici momenti in cui gli altri si dimostrano sinceri con te. Essere “giovani” infatti è una condizione che gli altri –magari anche con un po’ di invidia –sono abbastanza disposti a riconoscerti… Tipica la frase: “Ma va là! Che sei giovane come l’acqua!”.
L’unico difetto di questa situazione è che il giovane, non conoscendo ovviamente gli aspetti grigi della vecchiaia, fatica psicologicamente ad apprezzare fino in fondo la sua condizione. Non parliamo di quando sei infante: non sono mai riuscito a rassegnarmi completamente all’idea che la natura abbia deciso di non farti capire quali siano i vantaggi dell’essere trasportati comodamente seduti su un passeggino, del non dover studiare, non dover lavorare, non pagare le bollette, non avere a che fare con l’Agenzia dell’Entrate, ma solo pensare a giocare, in una situazione di costante vezzeggiamento in cui tutti ti dicono che sei bellissimo…
Poi però gli anni passano; e da “giovane” diventi “ancora giovane”; e qui le cose cominciano a cambiare. Quando infatti ti dicono che sei “ancora giovane” significa che praticamente sei agli ultimi giri di pista (per lo meno della pista principale) e che la festa vera e propria sta per terminare, e quindi se vuoi fare delle follie bisogna che ti sbrighi, perché altrimenti rischi di cadere nel patetico. “Ancora giovane” è come quando, da bambini, ti dicono: ”puoi fare ancora un giro di giostra, poi basta!”: una parte della tua mente gioisce del giro, l’altra è concentrata sul suo imminente esaurimento; oppure, quando da grandicello ti dicono: “ok…va bene… esci… Però da domani cominci a studiare”… che è una delle frasi più odiate dagli adolescenti.
Terza fase: è quando ti dicono che sei “giovanile”. Ora, è fuor di dubbio che, così come il mare non è il cielo e il sole non è la luna, condizione fondamentale per poter essere giovanili è quella di non essere giovani; perché se uno è giovane non ha bisogno di essere blandito con complimenti ipocriti. Non fatevi ingannare dalla radice “giov-”. E’ la semantica che non lascia scampo. Nel termine “giovanile” infatti non vi ormai più nulla che abbia a che fare con la gioventù; anzi, il termine ne segnala proprio la sua dissoluzione. Quindi quando ti dicono che sei giovanile significa che ormai ce l’hai in quel posto; al massimo, se proprio la vuoi prendere bene, ti potrai consolare con il fatto che forse stai riuscendo in qualche modo a mettere delle pezze mostruose al tuo degrado. Però ricordati sempre che, per quanto gli altri apprezzino le tue pezze e per quanti sforzi tu faccia per realizzarle al meglio, esse rimangono inesorabilmente tali e quindi perfettamente visibili, (soprattutto a te stesso, quando ti ostini a far finta di non vederle).
E poi arriva l’ultima fase, nella quale ti dicono che sei “ancora lucidisssssimo” (più la “esse” è lunga e maggiore è il grado della menzogna). Quando ti dicono che sei “ancora lucidisssssimo” (ammesso che riusciate a sentire) rendetevi conto che in realtà vi stanno insultando. Le persone infatti usano questa espressione quando non riescono a capacitarsi del fatto che, nonostante abbiate ormai una scarica d’anni, non siate già completamente rincoglionito… Ci sono, a dire il vero, dei punti di riferimento utili per capire se si è anziani o meno. Se siete più vecchi della valletta di turno del Festival di Sanremo, state ancora alla grande. Se invece siete più vecchi del Presidente degli Stati Uniti, marca male; ma se invece siete più vecchi del Papa…. Esaurite le mie elucubrazioni mentali, allo scopo di ottundermi completamente, mi sono cacciato a bagno; dove però ho dovuto constatare che mentre a sedici anni facevo ben cinque capriole sott’acqua, senza fermarmi (di cui una all’indietro) adesso arrivo a malapena a tre… e tutte solo sul davanti…;-)




Il modo con cui Luca affronta la questione è quello giusto: con ironia. Gli anni che passano non sono il massimo della libidine, e allora ridiamoci su almeno!
Divertentissimo! Un bel modo per trattare l’argomento!