GIRO DEL DELFINATO 2014: TALANSKY E’ IL VINCITORE A SORPRESA A SPESE DI CONTADOR

di Nicola Pucci

Alberto Contador - da ansa.it

Alberto Contador – da ansa.it

Il Giro del Delfinato 2014 era atteso come una sorta di gustosa anteprima del prossimo Tour de France e così è stato: Contador, Froome e in seconda battuta Vincenzo Nibali hanno recitato da primattori come sarà tra qualche settimana lungo le strade della Grande Boucle ma infine, con l’inatteso colpo di mano all’ultima tappa, è Andrew Talansky ad impreziosire l’albo d’oro del vincitore.

Chris Froome avanza la sua candidatura fin dall’avvio della breve corsa a tappe transalpina, la cronometro di poco più di 10 chilometri tra le strade di Lione. L’inglese/sudafricano segna il miglior tempo anticipando Contador di 9 secondi, i giovani e promettenti Talansky e Kelderman di 11 e Nibali di 13, avvertendo la concorrenza di essere ben deciso a concedere il bis del successo del 2013. Ma è all’arrivo in salita al Col de Beal, il secondo giorno, che il capitano del Team Sky impressiona avversari ed osservatori con un’eccezionale dimostrazione di potenza: attacca a più riprese trascinandosi a ruota solo Alberto Contador, Nibali fa l’elastico e chiuderà con un passivo di 27 secondi. L’iberico è in forma smagliante e al cospetto di Froome lascia intendere quello che sarà il duello che infiammerà il Tour, nel frattempo non ha la forza per uscire dall’ombra dell’inglese/sudafricano neanche in sede di volata e sul traguardo incassa un altro secondo posto.

Archiviate senza eccessivi sussulti le vittorie di Nikias Arndt e Yuriy Trofimov in due frazioni adatte ai cercatori di gloria da lontano, la quinta tappa unisce Sisteron a Le Mure e annota il tentativo in discesa di Contador. Il capitano della Tinkoff- Saxo prova a sorprendere Froome con l’azzardo tra i tornati che scendono dal Col de la Morte – il nome è tutto un programma -, guadagna qualche secondo ma cede al ritorno degli uomini del Team Sky che non lasciano spazio alla fuga del madrileno. Vince Simon Spilak e per la Katusha è il secondo hurrà in due giorni.

C’è gloria anche per Jan Bakelants nella Grenoble-Poisy che manda a terra e sbuccia il gomito sinistro di Froome nel finale di tappa, ma l’attesa è rivolta agli ultimi due arrivi, ai 1929 metri di Finhaut-Emosson e alla stazione sciistica di Courchevel, cara a Marco Pantani. Ed è proprio l’ascensione a Finhaut-Emosson ad ispirare il coraggio di Contador che, alle spalle dei fuggiaschi di giornata tra i quali prevale al traguardo Westra , attacca a due chilometri dall’arrivo della tappa regina riuscendo a staccare Froome di venti secondi ed impossessandosi dell’insegne del primato. Lo spagnolo rivela una condizione eccellente, saltella sui pedali come ai vecchi tempi e impartisce una lezione al leader della classifica generale, aiutato dal fido Richie Porte, che sotto lo striscione dell’ultimo chilometro riesce a liberarsi di Nibali ma non a rientrare su Contador. Froome scivola al secondo posto in graduatoria ad 8 secondi da Contador proprio nel giorno in cui nubi minacciose si addensano su di lui, con le voci riguardanti un affare di doping all’ultimo Giro di Romandia.

Andrew Talansky - da roadcycling.com

Andrew Talansky – da roadcycling.com

La settimana del Delfinato si chiude a Courchevel e l’arrivo, seppur in salita, non è certo tra i più difficili. Ma la corsa diventa incredibilmente appassionante con l’attacco a lunga gittata di Andrew Talansky della Garmin, Van den Broeck e Bardet, terzo, quinto e settimo della classifica generale, che azzardano l’imboscata nel tentativo di buttar giù dal trono Contador, rimasto senza compagni di squadra. Ai -30 ci prova Froome, ma sono Nibali e Kelderman ad accendere ancor più la miccia e provare l’azione vincente in compagnia di Fuglsang e Kangert, alle spalle del gruppetto in fuga. Si abborda la Cote de Montagny, penultima asperità di giornata, otto chilometri al 6,6% di pendenza media, il trio dell’Astana guadagna velocemente su Contador che decide di intervenire in prima persona a difesa della sua maglia gialla in pericolo. E la battaglia diventa bellissima. Froome va alla deriva, davanti i campioni si giocano la vittoria finale e Contador si vede costretto a recuperare un ritardo di 2 minuti 20 secondi; il madrileno avvia in solitario una rimonta eccezionale, solo contro tutti, giungendo ai piedi della salita di Courchevel con un passivo dimezzato, 1 minuto 10 secondi. Gli ultimi 6 chilometri sono al 6,2 % di pendenza media ed è duello a distanza Contador-Talansky con Nibali che non riesce a ricucire lo strappo con il drappello di testa. Talansky ha un ritardo in classifica di 39 secondi, è meravigliosa nonchè generosa la rincorsa di Contador che rosicchia secondo dopo secondo ma al traguardo l’americano, quarto a otto secondi da Nieve, distanzia lo spagnolo di 1minuto 14secondi e si aggiudica la 66°edizione del Giro del Delfinato.

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