GIRO D’ITALIA 2015: KIRYIENKA VINCE LA CRONOMETRO DI TREVISO, CONTADOR IN ROSA

di Nicola Pucci

Giro d’Italia strambo, palpitante, ricco di colpi di scena, quello 2015. Pronti, via e Pozzovivo, atteso protagonista sulle montagne che non mancheranno, si spacca in due o quasi ed è costretto all’abbandono; è il turno poi di Contador, favorito numero uno, capitombolare e sublussarsi la spalla sinistra; il colombiano Uran, già due volte sul podio nel 2013 e nel 2014, in salita non regge il ritmo dei migliori e rimane spesso attardato; il tasmaniano Porte, che sembra il più autorevole avversario del “pistolero” madrileno, incorre nella sciocchezza da principiante di farsi passare una ruota di ricambio da Clarke che gli costa due minuti di penalizzazione e lo taglia fuori dalla sfida per la rosa finale; Contador, che veste le insegne del primato, si trova ancora a terra nella frazione piatta che più piatta non si può del Giro e cede la maglia ad Aru, in difficoltà il giorno prima nell’arrivo insidioso di Vicenza.

L'altimetria della cronometro di Treviso - da oasport.it

L’altimetria della cronometro di Treviso – da oasport.it

Insomma, gioie e soprattutto dolori per i cinque papabili al successo finale. Ma… ma poi arriva la cronometro tra Treviso e Valdobbiadene, 59 chilometri di sforzo che definiscono le gerarchie in modo palese e certificano chi potrà vincere il Giro d’Italia e chi invece se ne rimarrà con le pive nel sacco.

La gara contro il tempo premia il bielorusso Vasil Kiryienka, del Team Sky, – uno specialista nell’esercizio individuale – che anticipa Luis Leon Sanchez di 12secondi e Contador di 14secondi, crolla definitivamente Porte mentre Uran rende ben al di sotto delle aspettative. L’attenzione si concentra, però, sulla sfida a distanza tra i due primi della classe: Aru non è certo un drago della cronometro ma si batte con coraggio e concede 2minuti 47secondi ad uno strepitoso Contador che riprende il comando proprio prima dell’inizio della settimana decisiva, quella che manderà i girini in alta montagna. Terzo incomodo? Il belga Jurgen Van den Broeck che zitto zitto occupa la quinta posizione in classifica, alle spalle del sorprendente costaricano Amador e dello stesso Uran.

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