Non è il caso di nascondere che molti a sinistra, pur nell’estremo sollievo della caduta del governo Berlusconi, abbiano avuto qualche perplessità sulla nascita del nuovo governo Monti. Chi è questo signore? Quali provvedimenti e quale politica farà? E se non facesse altro che il gioco di Berlusconi? Ma non conveniva andare al voto? Anche coloro che delle perplessità – legittime -le hanno tuttora, si devono rassegnare: al governo Monti non c’era alternativa.
Proviamo a ragionare un attimo su cosa sarebbe potuto accadere se il governo Monti non fosse nato. Saremmo andati diritti diritti alle elezioni, ammesso che Berlusconi non fosse riuscito in un modo o nell’altro a far tirare avanti il suo governo. Le elezioni sarebbero venute in una situazione drammatica, con l’economia in crisi, i mercati in subbuglio, il fuoco del direttorio dell’Europa su di noi. Ma non è semplicemente questo ciò che spaventa. Vi ricordate il Berlusconi del 2006, quello che riuscì a rimontare almeno 5 punti in percentuale sull’Unione durante la campagna elettorale? Saremmo entrati in un’altra campagna elettorale all’ultimo sangue, con l’ex premier e il sistema televisivo dalla sua parte pronti a tutto pur di giocarsi la partita. In questo clima da pozzi incendiati avremmo dovuto fare i conti con un centro-sinistra diviso, un Berlusconi che grida all’ingovernabilità e all’antipolitica, i mercati che speculandoci sopra avrebbero reso la nostra situazione economica insostenibile, con il rischio di un default. Alla fine avrebbe vinto il centro-sinistra probabilmente, ma a quale prezzo, in quale situazione? Quella di governare nelle condizioni dell’ultimo governo Prodi, con due parlamentari di maggioranza al Senato e una coalizione tutt’altro che omogenea? Per riuscire a fare che cosa? Provate a metterli insieme Vendola, Di Pietro, Renzi, e magari aggiungeteci anche Casini, e perché no Fini, con Rutelli e Bocchino. Il Partito Democratico avrebbe avuto un bel daffare in questo modo a tenere uniti tutti questi cocci, e per giunta senza un leader che riscuota davvero larghi consensi, in grado di parlare alla gente oltre che alle varie anime della coalizione.
A ben vedere il governo Monti si profila con molti vantaggi e punti di forza, e se il Presidente della Repubblica lo ha fortemente voluto più di un motivo ci deve essere. È un governo moderato, una sorta di centro-destra alla tedesca, il migliore possibile per provare a rassicurare l’Europa e i mercati in questa congiuntura drammatica. Può provare a fare finalmente alcune riforme sostanziali, quelle del fisco, delle pensioni, del mercato del lavoro e della legge elettorale che da tempo ci mancano e che sono il prerequisito su cui un decente governo futuro possa impiantare una politica non solo di rigore e di equità sociale, ma anche di un minimo di sicurezza e stabilità. In più, non dimentichiamocelo, c’è l’esempio del governo Dini. Quel Dini che a sinistra molti non possono più vedere ma che alla sinistra dei favori li fece, un po’ di anni fa. Dini, qualcuno se lo ricorda, era stato in origine un ministro del primo governo Berlusconi. Dopo che Berlusconi cadde la prima volta, divenne premier alla guida di un governo tecnico sostenuto da forze eterogenee come la Lega, il Partito Popolare di Buttiglione e i Progressisti. Di fatto fece il gioco del centro-sinistra, a tal punto che poi l’Ulivo vinse e lui stesso entrò dentro quella coalizione.
Ecco, è chiarissimo il percorso da fare. Andare sulla strada giusta delle riforme necessarie e di una posizione ferma e coerente da tenere, con la fiducia che questo governo, sia pure di centro-destra ma non populista, seguirà la medesima linea sulla strada della ragione, in un tracciato strettissimo da seguire. I mercati ci daranno respiro, l’Europa apprezzerà e anche larga parte degli italiani. A quel punto, se proprio non c’è niente di meglio sotto il sole, lo stesso Monti potrebbe candidarsi a leader nel nuovo centro-sinistra, in un governo imbottito di ministri del Pd.
ARTURO VITALI




Il problema è che questo ragionamento parte da un presupposto sbagliato, si agisce sempre seguendo la logica del male minore…è seguendo questa logica che dopo Prodi è andato D'Alema, è seguendo questa logica che adesso si mette al governo Monti, che toccherà le pensioni e costringerà tanta gente che ha cominciato a lavorare a 15 anni per necessità a farsi altri quattro o cinque anni di lavoro, se ancora lo avranno! Lo sai per chi voterà tanta gente del Pd alle prossime elezioni? Per la Lega…e ho detto tutto!
Beh, qui si parla del male minore adesso. In questo momento la soluzione di un governo tecnico è la migliore, mettendo da parte destra e sinistra e occupandoci realmente dei problemi incombenti. Poi sarà giusto tornare alle urne e far scegliere agli italiani
equilibrio e buon senso, è quel che ci vuole dopo anni di veleni e manovre discutibili, cervellotiche, quasi sempre impopolari al punto da scontentare tutti…per ora Monti pare orientarsi nella giusta direzione, non mi faccio ahimè grosse illusioni, nessuno ha la bacchetta magica…ma una maggior serenità (apparente?) ed un clima migliore faranno bene all’Italia…i tecnici, poi… confidiamo nel loro lavoro…
Peccato che le misure impopolari come la patrimoniale siano state messe in un cantuccio e misure impopolari come la reintroduzione dell’Ici (senza le necessarie correzioni legate al reddito) siano subito rimesse sul piatto per fare cassa…questi sono fatti che fanno pendere l’ago della bilancia sempre dalla solita parte. E quelli che non sono privilegiati come me, ma che devono campare alla giornata, che fanno fatica a pagare l’affitto, che fanno un lavoro per tirare avanti e che non nasce da una passione, si sono ampiamente rotti le scatole di fare sacrifici per gli altri, per quelli che le tasse non le pagano e campano sulle spalle di chi lavora onestamente.
Oltretutto c’è un altro problema da considerare: fino a quando non si troverà un sistema alternativo per coprire il debito pubblico che non sia quello di far comprare i titoli di stato alle banche (per di più straniere), queste crisi si ripresenteranno in maniera ciclica e sempre più aggravata. Se oggi Monti ripiana il debito, domani dovrà ripianare gli interessi sul debito, e comunque sia, la nostra politica economica, il nostro mercato del lavoro, le nostre scelte in campo sociale saranno sempre condizionate dalla banca tal dei tali che da un momento all’altro può esigere la restituzione del debito con gli interessi e mandarci sul lastrico? Vogliamo questo? O vogliamo ridurre il debito? Perchè ad esempio Monti studia misure per fare cassa come l’Ici ed è rimasto sul vago quando si parla di cominciare ad abolire certi privilegi usando la frase “Aboliremo i privilegi dei parlamentari” che vuol dire tutto e non vuol dire nulla? Quali sono le misure concrete del governo per eliminare gli sprechi? Di questo non sento parlare, sento invece parlare di pensioni di anzianità e sento dire la ministra Fornero che è giusto far lavorare chi ha cominciato a 15 anni altri tre-quattro anni perchè altrimenti avrebbe soldi in più rispetto a quelli che ha versato…