GLI SCETTICI SI RASSEGNINO: A MONTI NON C’ERA ALTERNATIVA

Non è il caso di nascondere che molti a sinistra, pur nell’estremo sollievo della caduta del governo Berlusconi, abbiano avuto qualche perplessità sulla nascita del nuovo governo Monti. Chi è questo signore? Quali provvedimenti e quale politica farà? E se non facesse altro che il gioco di Berlusconi? Ma non conveniva andare al voto? Anche coloro che delle perplessità – legittime -le hanno tuttora, si devono rassegnare: al governo Monti non c’era alternativa.

Mario Monti. Flickr

Proviamo a ragionare un attimo su cosa sarebbe potuto accadere se il governo Monti non fosse nato. Saremmo andati diritti diritti alle elezioni, ammesso che Berlusconi non fosse riuscito in un modo o nell’altro a far tirare avanti il suo governo. Le elezioni sarebbero venute in una situazione drammatica, con l’economia in crisi, i mercati in subbuglio, il fuoco del direttorio dell’Europa su di noi. Ma non è semplicemente questo ciò che spaventa. Vi ricordate il Berlusconi del 2006, quello che riuscì a rimontare almeno 5 punti in percentuale sull’Unione durante la campagna elettorale? Saremmo entrati in un’altra campagna elettorale all’ultimo sangue, con l’ex premier e il sistema televisivo dalla sua parte pronti a tutto pur di giocarsi la partita. In questo clima da pozzi incendiati avremmo dovuto fare i conti con un centro-sinistra diviso, un Berlusconi che grida all’ingovernabilità e all’antipolitica, i mercati che speculandoci sopra avrebbero reso la nostra situazione economica insostenibile, con il rischio di un default. Alla fine avrebbe vinto il centro-sinistra probabilmente, ma a quale prezzo, in quale situazione? Quella di governare nelle condizioni dell’ultimo governo Prodi, con due parlamentari di maggioranza al Senato e una coalizione tutt’altro che omogenea? Per riuscire a fare che cosa? Provate a metterli insieme Vendola, Di Pietro, Renzi, e magari aggiungeteci anche Casini, e perché no Fini, con Rutelli e Bocchino. Il Partito Democratico avrebbe avuto un bel daffare in questo modo a tenere uniti tutti questi cocci, e per giunta senza un leader che riscuota davvero larghi consensi, in grado di parlare alla gente oltre che alle varie anime della coalizione.

A ben vedere il governo Monti si profila con molti vantaggi e punti di forza, e se il Presidente della Repubblica lo ha fortemente voluto più di un motivo ci deve essere. È un governo moderato, una sorta di centro-destra alla tedesca, il migliore possibile per provare a rassicurare l’Europa e i mercati in questa congiuntura drammatica. Può provare a fare finalmente alcune riforme sostanziali, quelle del fisco, delle pensioni, del mercato del lavoro e della legge elettorale che da tempo ci mancano e che sono il prerequisito su cui un decente governo futuro possa impiantare una politica non solo di rigore e di equità sociale, ma anche di un minimo di sicurezza e stabilità. In più, non dimentichiamocelo, c’è l’esempio del governo Dini. Quel Dini che  a sinistra molti non possono più vedere ma che alla sinistra dei favori li fece, un po’ di anni fa. Dini, qualcuno se lo ricorda, era stato in origine un ministro del primo governo Berlusconi. Dopo che Berlusconi cadde la prima volta, divenne premier alla guida di un governo tecnico sostenuto da forze eterogenee come la Lega, il Partito Popolare di Buttiglione e i Progressisti. Di fatto fece il gioco del centro-sinistra, a tal punto che poi l’Ulivo vinse e lui stesso entrò dentro quella coalizione.

Ecco, è chiarissimo il percorso da fare. Andare sulla strada giusta delle riforme necessarie e di una posizione ferma e coerente da tenere, con la fiducia che questo governo, sia pure di centro-destra ma non populista, seguirà la medesima linea sulla strada della ragione, in un tracciato strettissimo da seguire. I mercati ci daranno respiro, l’Europa apprezzerà e anche larga parte degli italiani. A quel punto, se proprio non c’è niente di meglio sotto il sole, lo stesso Monti potrebbe candidarsi a leader nel nuovo centro-sinistra, in un governo imbottito di ministri del Pd.   

ARTURO VITALI

5 Comments

  1. Emiliano 02/12/2011
  2. Francesco Gori 02/12/2011
  3. Nicola 02/12/2011
  4. Emiliano 02/12/2011
    • Emiliano 02/12/2011

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