di Alberto Giusti
Dal comico al grottesco. Questo è ciò che molti di noi hanno pensato quando hanno sentito le dichiarazioni di Beppe Grillo pochi giorni fa in Sicilia. A Palermo, città più volte insanguinata da questo cancro duro a morire, ha detto “La mafia non ha mai strangolato il proprio cliente, la mafia prende il pizzo al 10%. Qui siamo nella mafia che ha preso un’altra dimensione, strangola la propria vittima”.
Questa dichiarazione, più di ogni altra precedente, ha fatto scalpore, e ha fatto guadagnare a Grillo i titoli di giornali e telegiornali nazionali, oltreché le dichiarazioni di indignazione di associazioni, parenti delle vittime, politici e rappresentanti delle istituzioni. Indignazione giusta e sacrosanta, quando si sente parlare di una mafia che non avrebbe sempre ucciso e ammazzato, ma che lo starebbe facendo negli ultimi tempi, in un contesto di crisi. A smentire il comico, stanno le lapidi e le date scolpite nella pietra. La frase di Grillo non era, come invece riportato dai maggiori canali di informazione, comparativa con lo Stato (e vi invito ad ascoltare quella conferenza stampa, in particolare l’intervento dal minuto 04.10 a 05.40 di questo link) ma centrata sulla Sicilia.
La bufera mediatica scatenatasi sul comico genovese deve però superare il semplice sdegno e farci riflettere più approfonditamente sul Movimento 5 Stelle, sul suo ruolo nelle elezioni amministrative che si terranno tra due giorni (in concomitanza con il secondo turno delle presidenziali francesi e con le legislative in Grecia) e sulla risposta che il sistema sta dando a questo ospite scomodo, ma probabile futuro “collega” nei consigli degli enti locali.
Tra i 22 capoluoghi al voto domenica, il Movimento di Grillo si presenta in 16 città, da Nord a Sud, oltreché in un certo numero di comuni minori. Dopo aver conquistato un seggio nei consigli regionali di Emilia-Romagna e Piemonte, ed aver fatto tremare il centrosinistra a Bologna prendendo il 9,5%, questo soggetto politico, che per ora non vuole definirsi partito, ha la chance di consolidarsi definitivamente nel paese prima delle elezioni politiche del prossimo anno. Ovunque conduce una campagna elettorale aggressiva, che parte dalle colonne del blog per arrivare nelle strade delle città basandosi su cinque temi fondamentali, le cinque “stelle” appunto: energia, connettività, acqua, rifiuti, servizi sociali, i temi più vicini ai cittadini insomma, condendo il tutto con l’attacco ai partiti tradizionali, al governo tecnico, ai mezzi d’informazione mainstream, nella convinzione che attraverso il web si possano creare modalità di coordinamento e progettualità politiche alternative, che rendano la politica in mano ai cittadini.
Questa l’immagine che il movimento vuole darsi. Un’altra è l’immagine che molti ne danno e che talvolta emerge: un movimento sì fatto di cittadini, ma estremamente controllato dal suo mentore e fondatore, il quale pone la propria popolarità quale perno del progetto, e testimonianza ne dà il fatto che si stia facendo il giro di tutti i comuni in cui si vota, il che ricorda un po’ il camper di Veltroni delle elezioni 2008 e il dono dell’ubiquità di Berlusconi in ogni appuntamento elettorale. In questo periodo poi, spuntano come funghi sui social network i link in cui si elencano le sue malefatte, le sue dichiarazioni ambigue o decisamente condannabili, i suoi controsensi e i suoi voltafaccia. E qui veniamo alla reazione che il sistema sta avendo nei confronti di questo soggetto politico nuovo.
I partiti “tradizionali” non lo citano mai, tranne quando lo si può fare a costo zero, come nel caso dell’attacco a Napolitano. I governi non lo prendono nemmeno in considerazione. I giornali, hanno iniziato qualche anno fa a dargli un trafiletto ogni tanto, sempre con occhio critico, ma dalla nascita de “Il Fatto Quotidiano” il comico ha trovato su queste pagine un utile spazio, non sempre acritico. I telegiornali sono sempre pronti a riportare le sue imprese, ma solo da quando il Movimento 5 Stelle è diventato competitore politico, perché quando centinaia di migliaia di persone si radunavano nelle piazze di tutta Italia nei vari V-day per raccogliere firme per iniziative di legge popolare, sembrava che una sorta di omertà si fosse imposta ai media sull’argomento Grillo. E io che ero un ragazzino delle superiori ci andavo, andavo a vedere cosa fossero questi V-day, cosa si proponesse, leggevo il suo blog, la sera mi aspettavo ai telegiornali una notizia, 2 parole, una foto, e niente, mai niente, né sul web, né la sera al tg, né la mattina in edicola, sulla raccolta in un giorno solo e in mezza Italia di centinaia di migliaia di firme. Spesso nemmeno nelle edizioni locali.
Il rapporto che il sistema, inteso qui per quell’agglomerato di vari poteri composto da media, partiti, istituzioni, sindacati e associazioni varie, ha scelto di avere con Grillo e il suo movimento, dei meet-up prima, delle 5 Stelle poi, è stato da subito conflittuale. Naturalmente, anche a causa dei temi portati avanti dal comico: finanziamento pubblico ai partiti, stipendi dei funzionari pubblici e dei politici e finanziamenti ai mezzi d’informazione in primis. Con ogni movimento populista, il rapporto col sistema è di questo tipo (soprattutto inizialmente).
Ma il Movimento 5 Stelle è più di un comico, e non è stato preso, ai piani alti, nella giusta considerazione, il che lo ha portato ai suoi vari successi elettorali sul territorio. Ci deve dire molto il fatto che le prime affermazioni le abbia ottenute al nord, nelle regioni più sviluppate e avanzate. Il populismo si insinua nelle pieghe della postmodernità, che per il M5S sono talvolta le stesse, talvolta simmetriche, a quelle in cui si rannicchia da anni la Lega Nord. I “grillini” non chiedono certo i respingimenti degli immigrati, ma parlano dei temi più vicini ai cittadini, delle problematiche di tutti i giorni, della banda larga che manca in mezzo paese, della partecipazione popolare e della rendicontazione da parte dei politici, che loro esprimono al meglio attraverso il web. Tutti temi cari a fette crescenti della popolazione, e popolazione “postmoderna”, tecnici specializzati, laureati, studenti.
Il Movimento 5 Stelle è vincente quindi sia per i temi che porta avanti, sia per le modalità con cui lo fa, sia perché trova un terreno fertile di insoddisfazione negli strati più avanzati della popolazione.
Le sue possibilità di espansione e di ingresso in parlamento, non per questo sono scontate: i partiti sanno bene, da anni, come riassorbire un outsider: se ne possono portare avanti alcuni temi per togliergli l’originalità (dove sono finiti i Verdi?), lo si può crocifiggere ogniqualvolta fa un passo falso (e questa battuta sulla mafia è stata un grosso passo falso), gli si può chiedere il confronto, sempre che si abbia la certezza di poterlo smontare, e qui i giornalisti da talk show fanno la loro parte, visto che non riescono a far venire gli esponenti del M5S in studio (si veda Lilli Gruber di qualche giorno fa). Ma soprattutto, lo si può tornare ad affrontare nel suo stesso campo: la partecipazione. Perché se in Toscana ancora il movimento non è riuscito ad attecchire, senza presentare nemmeno una lista alle scorse elezioni comunali di Firenze, forse è perché è una regione che ancora, attraverso il suo tessuto associativo, riesce ad esprimere istanze politiche senza necessità di nuovi mediatori.
Per saperne di più, non ci resta che attendere lo spoglio di lunedì pomeriggio.




Concordo sul fatto che il M5S trovi terreno fertile laddove i partiti siano più distanti dai cittadini e in particolare meno aperti alla partecipazione. Credo comunque che la democrazia partecipativa professata dai grillini non sia poi in realtà così tangibile, basta fare un giro in rete per trovare maggiori informazioni su alcune vicende relative alla cacciata di alcuni ex-grillini dal movimento, a quanto pare a causa dell’intervento diretto del capo. Ciò non toglie che il Movimento continui ad esercitare un certo fascino anche grazie al forte desiderio di inclusione nella vita politica di alcune realtà della “società civile” troppo spesso trascurate dai partiti tradizionali.
http://www.youtube.com/watch?v=HZqIZSyRj5o&list=PLA4B3BB7723854D3A
http://www.youtube.com/watch?v=fTabdIF_alk
Ecco la verità, tramite video, non scritta, delle parole di Grillo.