GUERRE STELLARI, UNA SAGA CULT DELLA FANTASCIENZA

di Emiliano Morozzi

Il pezzo di storia di oggi è dedicato ad un evento accaduto esattamente trentacinque anni fa. Come suggerisce il titolo del post, la storia è ambientata in un passato indefinito, in una galassia lontana, in un periodo di guerra civile. Navi spaziali ribelli, colpendo da una base segreta, hanno ottenuto il loro primo successo contro l’Impero Galattico. Per chi non lo avesse ancora capito (immagino pochi) stiamo parlando di una delle più famose saghe di fantascienza del cinema: Guerre Stellari. Fu proprio 35 anni fa che nelle sale cinematografiche americane uscì il primo dei sei episodi che compongono la storia: l’Episodio IV, il più famoso, il meno costoso, forse anche quello più riuscito. Un film che all’epoca fu stroncato dalla critica e quasi boicottato dai suoi stessi protagonisti: Lucas ebbe un infarto dovuto al troppo stress, ad Harrison Ford non piacevano i dialoghi (ironia della sorte, sono proprio quelli che hanno dato la fama al personaggio di Ian Solo), altri membri del cast pensavano che il film fosse destinato a rivelarsi un fiasco colossale. Appena uscì nelle sale però il film ebbe un enorme successo, al punto da diventare una pietra miliare del cinema.

Raccontare la trama del film sarebbe inutile, e non fu certo questo il motivo per cui il film divenne così famoso. In breve, il primo episodio della saga narra le vicende del giovane Luke Skywalker, dal suo incontro con i due droidi che portano il messaggio della principessa Leila per il cavaliere Jedi Obi-Wan Kenobi fino alla sfida con la potente base spaziale imperiale denominata “Morte Nera”, che il futuro cavaliere distrugge grazie all’uso della “Forza”, quella potente energia mistica che pervade tutto l’universo di Guerre Stellari. È proprio questo, perdonatemi il brutto gioco di parole, uno dei punti di “forza” del film: un concetto che nella prima trilogia si avvicina molto al misticismo religioso e che diventa subito popolare tra i fans della saga a tal punto da diventare quasi un nuovo culto. Così come oggetti di culto divennero tutte quelle suppellettili usate dagli attori in scena e tutto ciò che fu pensato e creato esclusivamente per quel film: le spade laser, protagoniste dei duelli tra i cavalieri Jedi, il Millennium Falcon, la nave spaziale del contrabbandiere Ian Solo, l’oscura maschera di Dart Fener, dal quale esce la sua voce inquietante, cupa e metallica.

Il successo del primo episodio di Guerre Stellari portò un’improvvisa notorietà anche per i protagonisti, anche se la gloria fu effimera per alcuni di loro: Mark Hamill, il protagonista della prima trilogia, il novello Jedi Luke Skywalker, alla fine delle riprese del primo episodio fu vittima di un brutto incidente automobilistico che lo sfigurò e scomparve ben presto dalle scene. Stessa sorte toccò a Carrie Fisher, la principessa Leila, che non seppe gestire l’improvvisa notorietà, finendo nel tunnel della droga. All’opposto, Guerre Stellari portò alla ribalta Harrison Ford, che un preveggente Steven Spielberg aveva definito l’attore giusto per interpretare la controversa figura di Ian Solo: alla fine saranno l’ironia, il disincanto, il cinismo ma anche il coraggio e la scelta di campo finale a far brillare la stella del contrabbandiere spaziale, offuscando la piatta interpretazione del predestinato cavaliere Jedi. Un’altra interpretazione degna di nota è quella dell’ormai affermato attore Alec Guinness, già premio Oscar per Il ponte sul fiume Kwai, che nella pellicola di Lucas interpreta alla perfezione il ruolo dell’anziano e saggio cavaliere Jedi Obi-Wan Kenobi.

Mi permetto per finire, una considerazione personale: pur non potendo rivaleggiare la prima trilogia con la seconda (il cosiddetto prequel che ci racconta come mai Anakin Skywalker, padre di Luke, diventi il malvagio Dart Fener) sul piano degli effetti speciali e forse anche del cast, devo dire che le avventure di Luke Skywalker e compagni mi hanno appassionato al cinema molto di più di quelle di Anakin e della principessa Padme. Sarà perché il finale della storia lo conoscevamo già, sarà perché non c’è un personaggio all’altezza di Ian Solo, sarà perché Obi-Wan Kenobi me lo immagino vecchio e saggio custode dei segreti della Forza, reputo il prequel alla stregua di una colossale operazione di merchandising, cosa che non era stata la prima trilogia. In ogni caso, qualunque siano i vostri giudizi, che la Forza sia con voi!

One Response

  1. TopoGigio 25/05/2012

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.