A cura della Redazione
I Fiori di Bach: un capitolo fondamentale della medicina olistica. Inizia con oggi una serie di Postpopuli.it dedicata a questi importantissimi rimedi di medicina naturale, scoperti dal Dr. Edward Bach e utili alla riarmonizzazione di tratti disarmonici del carattere.
In ordine alfabetico, partiamo da Agrimony. Le informazioni che troverete sono il frutto di un’accurata ricerca su diverse opere di studiosi, inclusi dei medici.
Le indicazioni che seguono non devono intendersi come sostitutive di un opportuno consulto da parte di un naturopata competente in materia, né tanto meno come equivalenti allo o sostitutivi dell’uso di farmaci, laddove necessario secondo parere medico.
1. AGRIMONY (Agrimonia Eupatoria):
Ha fiori gialli con cinque petali, e fiorisce da maggio a ottobre. Cresce nei campi, sui cigli delle strade e sugli argini dei corsi d’acqua.
Tipo psicologico corrispondente: Un facciata apparentemente tranquilla, che nasconde un’angoscia mentale. Torna di grande utilità alle persone che possono apparire gentili, cortesi, piacevoli, allegre, spensierate e di buona compagnia, ma che in effetti soffrono di angosce mentali, e in sintesi non sono sincere con se stesse né con gli altri. Queste persone nel loro intimo sono inquiete, hanno molti pensieri e cercano amici e compagnia per poter fugare le loro stesse preoccupazioni e dimenticarle. Sono soggette a ricorrenti stress, e molte di esse tentano di tornare alla normalità assumendo alcolici e perfino stupefacenti. I soggetti colpiti da queste angosce possono ricorrere a questa essenza per tornare a essere sincere con se stesse e con gli altri, riarmonizzandosi con il proprio centro.
Bibliografia:
Bach, Edward, “Le opere complete” (Macro Edizioni, 2002)
Chancellor, Philip M., “I Fiori di Bach” (Armenia, 2003)
Orozco, Ricardo, “Fiori di Bach. 38 descrizioni dinamiche” (Centro Benessere Psicofisico, 2011)
Orozco, Ricardo, “Nuovi orizzonti con i Fiori di Bach” (Centro Benessere Psicofisico, 2008)
Scheffer, Mechthild, “Il grande libro dei Fiori di Bach” (Corbaccio, 2000, 2008)




Ciao, ho letto il tuo articolo e sono d’accordo sul fatto che sarebbe sempre meglio parlarne con il proprio naturopata. Ho attraversato un periodo di semi disperazione e oggi posso felicemente portarti la mia piccola testimonianza. Avevo da poco cambiato città per lavoro e i nuovi colleghi erano terribili. Morale: ho trascorso un anno in nero in preda alle crisi d’ansia più atroci che si possano immaginare. L’autoanalisi mi ha aiutato, ma non nego l’incidenza dei Fiori di Bach, e in particolare Agrimony di Guna. Sono supporti davvero molto validi, ma non scordiamoci mai l’importanza di trovare un punto di contatto con se stesse. Baci.