ICONA DI LONDRA 2012: BOLT O PHELPS?

di Francesco Gori

Scorrono i titoli di coda per Londra 2012, Olimpiade dalle grandi soddisfazioni per i colori italiani (ben 28 medaglie, di cui 8 del metallo più pregiato). Se in casa azzurra a deludere è stato in particolare il nuoto, conferme sono arrivate dall’imbattile squadra femminile di scherma e dai “tiri” (a segno, a volo, con l’arco). Splendidi ori anche quelli della canoa (Molmenti, portabandiera conclusivo) e dello sconosciuto taekwondo con Molfetta. Valentina Vezzali è ancora una volta l’icona italiana, per longevità e classe. Da ricordare anche l’ottava Olimpiade di Josefa Idem, che si ritira a quasi 48 anni con un quinto posto strepitoso, il bronzo nel triplo del 36enne Donato, gli argenti del pugilato (e il clamoroso furto subìto da Cammarelle) e della pallanuoto e tanto, tanto altro. L’Italia intera applaude un risultato migliore della precedente Pechino. Nota stonata, ahimè, il caso Schwazer.

La capitale inglese, per due settimane, ha messo in scena atleti attesi come Usain Bolt e Michael Phelps, che non hanno certo deluso. Anzi. Il giamaicano si è confermato ancora campione olimpico dei 100 e 200, strapazzando gli avversari, con il compagno-gregario Blake sempre a “coprirgli” le spalle imponenti. 9.63 il tempo nei 100, e la sensazione che il record mondiale di 9.58 sia ancora limabile. Un leone indomabile, Usain, e uno strapotere senza eguali. Esplosivo, aggraziato e imprendibile con le sue gambe da gazzella, perfetta personalità da telecamera e soggetto da milioni di flash. Usain Bolt è il Bob Marley dell’atletica e a lui e alla sua classe va reso l’eterno tributo che ne fa uno dei più grandi velocisti di sempre, forse al pari di Jesse Owens.

Se Bolt è l’icona scontata di questi Giochi olimpici, Michael Phelps è l’icona in assoluto. Michael Phelps è l’Olimpiade: l’atleta più titolato della storia, con 22 medaglie in tre edizioni (Atene-Pechino-Londra) tra ori (ben 18), argenti (2) e bronzi (2). Frantumato il record della ginnasta Larissa Latynina che ne aveva collezionate un totale di 18. E se le prime gare avevano fatto nascere qualche dubbio – quarto, poi secondo e ancora secondo nei suoi 200 farfalla -, i successivi quattro ori (due individuali, due di squadra) ne hanno confermato la grandezza. Nascerà mai un altro “marziano” del genere? Il nuotatore statunitense, con la sua faccia da bravo ragazzo e il suo regime alimentare da 10000 calorie al giorno, rimarrà indelebile nella memoria collettiva delle generazioni presenti e splendido retrò per quelle future. Allo “squalo” di Baltimora lo sport deve dire solo GRAZIE.

Giù il sipario, dunque, con un pensiero speciale a quell’Oscar Pistorius, atleta amputato che ha partecipato ad un’Olimpiade per normodotati. Incredibile ma vero. Quando si dice che i limiti umani sono solo mentali.

Arrivederci a Rio 2016.

2 Comments

  1. Giovanni Agnoloni 13/08/2012
  2. Nicola Pucci 13/08/2012

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.