Quando si parla di sicurezza antincendio non si può prescindere da idranti ed estintori. Questi rappresentano di gran lunga i presidi che più degli altri sono diffusi nelle varie aziende.
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Le diverse tipologie di idrante
Per quanto riguarda il modello di idrante da adottare all’interno della propria azienda. Sul sito sicurya.net possiamo trovare utili indicazioni. Si tratta di un interessante articolo in cui sono valutate le varie tipologie di idrante con relativi pregi e difetti.
A riguardo ricordiamo però che non solo è necessario dotarsi di questi presidi. Occorre infatti garantire la loro regolare manutenzione. Nonché avere a disposizione del personale che sia formato per usarli.
Può infatti sembrare facile usare un idrante ma non è affatto così! Non a caso è prevista la formazione per gli addetti antincendio e questa formazione prevede anche una parte pratica.
L’importanza della pratica
Per utilizzare al meglio un idrante è bene avere un minimo di dimestichezza. In quanto una situazione di emergenza come un principio di incendio già di suo rende difficile l’intervento. Se poi a questo aggiungiamo anche il fatto che si dovrà utilizzare un dispositivo mai usato prima. La frittata è fatta!
Ecco perché il D.Lgs 81/08 prevede la formazione per la squadra di addetti antincendio aziendali. In particolare la manichetta dell’idrante deve stendersi completamente per poter entrare in funzione. Da qui dunque l’importanza di esercitarsi sul corretto srotolamento.
La manichetta può avere varie lunghezze. Con la lunghezza varierà anche il peso. Questo può voler dire che una manichetta “corta” sarà più facile da svolgere rispetto ad una più lunga. A questo fattore bisogna anche aggiungere che il peso potrebbe rappresentare una difficoltà maggiore per un lavoratore magari minuto.
Altro aspetto a cui fare molta attenzione è quello che riguarda le terminazioni della manichetta. Queste saranno sempre fatte in un certo modo. Ciò perché così stabilisce la norma tecnica di riferimento.
L’attacco filettato (il “maschio”) si attaccherà alla lancia e quindi andrà sempre in direzione del principio di incendio. Mentre l’attacco con ghiera (la “femmina”) andrà verso il rubinetto. Tante volte, per la fretta o a causa del panico, ci si sbaglia con gli attacchi dell’idrante e questo fa perdere secondi preziosi.
La parte pratica aiuta a ridurre tutti questi possibili inconvenienti. Capiamo bene dunque che la formazione è tanto importante quanto il fatto di avere in azienda degli idranti correttamente dimensionati e funzionanti.
La manutenzione
Come per gli estintori, anche per gli idranti sono previsti vari livelli di controllo con profondità via via crescenti. Senza dilungarci ed analizzarli tutti possiamo sicuramente analizzare quello della “sorveglianza” e le attività connesse al “controllo periodico” semestrale.
La sorveglianza può essere effettuata da personale aziendale interno formato ad hoc. Consiste in un controllo visivo. L’obiettivo è quello di verificare che i componenti che costituiscono la rete siano facilmente accessibili e non vi siano danni materiali accertabili tramite esame visivo. Ad esempio segni di usura, perdite o altro.
Il controllo periodico invece è svolto da una persona competente. Tipicamente una ditta esterna. In questo caso l’obiettivo è quello di verificare la corretta funzionalità dei componenti delle reti di idranti.
Chiaramente una volta terminato il controllo, il tecnico che è uscito provvederà a fornire un rapporto di intervento.



