IL BASKET IN CARROZZINA A FIRENZE: OLTRE L’OSTACOLO

di Claudia Boddi

Sabato 8 giugno 2013 si è svolto, presso la palestra dell’Isis Gobetti-Volta di Bagno a Ripoli, con il patrocinio del comune di Firenze e di quello di Bagno a Ripoli, un appuntamento importante per tutti, non solo per gli addetti ai lavori. All’interno della manifestazione denominata “Oltre l’ostacolo”, organizzata dalla Cooperativa Sociale Matrix Onlus – da anni attiva sul territorio fiorentino nell’erogazione di servizi alla persona – insieme alla Wheelchair Sport Firenze, si è disputata, davanti agli occhi di numerosi spettatori  attenti ed emozionati, una partita speciale che vedeva in campo, insieme agli altri, la squadra delle “Volpi rosse”: una formazione di giocatori di basket in carrozzina che si è battuta ad armi pari con le altre composte per lo più dagli studenti degli istituti coinvolti.

schiacciamisto5.it

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In più di un’occasione abbiamo avuto modo di parlare su questo portale della realtà degli sport integrati che si stanno diffondendo in tutta Italia con qualità e dignità pari alle altre discipline sportive, grazie alle idee e all’entusiasmo profusi da chi, a vario titolo, crede e lavora quotidianamente per dare ai progetti di questo tipo la linfa vitale che è loro necessaria affinché possano crescere ed essere prolifici sul territorio. Sì, perché creare spazi nei quali sia possibile per persone con disabilità fisica e/o psichica seguire e partecipare da protagonista alla propria passione, è fondamentale non solo perché costituisce un gesto sano di cittadinanza attiva ma anche, e soprattutto perché va a incidere, ovvero a migliorare, la qualità della vita delle persone che ne usufruiscono. Quello che si respira sia dal campo che dagli spalti è un clima di promozione sociale che ha lo scopo di fornire alternative valide per costruire relazioni significative oltre i limiti dei contesti normalmente sperimentati.

Lo sport integrato dà modo di esistere al di là della barriera fisica attraverso un linguaggio universale, che unisce tutti, indipendentemente dai diversi back ground o dalle differenti storie o diagnosi. Fare canestro regala un attimo inebriante a chiunque ne sia il realizzatore, giocatore professionista, operatore o atleta in carrozzina. Alzare lo sguardo e trovare un compagno pronto a ricevere la palla e a fare ripartire il gioco insieme a te fa sentire parte di un tutto che è sicuramente di più della somma delle singole parti. I buffetti sul viso o sulle spalle del post partita, gli sguardi complici fuori dal campo o al ritiro della medaglia incorniciano poi il senso di un progetto e di un lavoro importante al quale si augurano lunghissima vita e una partecipazione sempre più ampia.

A tal proposito, ricordiamo un libro importante per chi è interessato all’argomento: Uno sguardo verso l’alto, scritto da Marco Calamai ed edito da Franco Angeli nel 2008. Al suo interno, la prefazione dell’ex ministro Giovanna Melandri.

2 Comments

  1. Roberto 13/06/2013
  2. CLAUDIA 14/06/2013

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