IL GRANDE GATSBY, CON LEONARDO DI CAPRIO E TOBY MAGUIRE

di Francesco Gori

C’è stata grande attesa per Il Grande Gatsby, uscito nelle sale italiane il 16 maggio 2013, film di Buz Luhrmann tratto dall’omonimo romanzo di F.S. Fitzgerald.

La trasposizione cinematografica più famosa è sicuramente quella del 1974, dove a interpretare Il Grande G fu Robert Redford.

La versione moderna offre tutta la potenza della tecnologia: è con l’aiuto di essa che le immagini piombano da subito sullo spettatore, garantendosi il maggior impatto possibile. La storia parte dal non più giovane Nick Carraway (Toby Maguire), alle prese con ansia e depressione, che racconta al suo terapeuta chi era il signor Gatsby. Un salto nel suo recente passato, ed eccoci nell’America degli anni ’20, dove il ragazzo giunge carico di speranze, con un futuro tutto da delineare. Si accasa in un luogo paradisiaco a Long Island, dal quale va a lavoro a Wall Street: titoli e azioni sono il suo pane quotidiano. Accanto a lui nota il vicino, una figura misteriosa che appare e scompare da una villa, alla quale giungono migliaia di persone in occasione di feste strabilianti. E ad una di queste viene invitato.

La prima parte della pellicola avanza a ritmo frenetico, lo stesso delle feste del Gatsby interpretato da un magistrale Leonardo Di Caprio: alcol che scorre a fiumi, musica che riempe ogni silenzio, balli e incontri che generano un’allucinazione collettiva. I due si incontrano e nasce un’amicizia, che Nick non riesce a comprendere. Scoprirà presto che Jay cerca attraverso di lui di arrivare alla cugina Daisy (Carey Mulligan, la ricordiamo in Non lasciarmi), cui lo lega un antico amore, interrotto dalla guerra. Daisy abita al di là della baia della villa, e la luce verde di un faro è ciò che idealmente lega ancora il milionario alla donna.

Di Caprio è il Grande Gatsby - milanoweb.com

Di Caprio è il Grande Gatsby – milanoweb.com

L’uomo affascinante, ricco di stile e carisma, viene fuori con impaccio e timidezza in occasione di un incontro organizzato con Daisy, che riesce a riconquistare. Ma è sposata, con un marito infedele, ex giocatore di polo, ricco e duro come le sue mazze. Deciso a perseguire il suo sogno d’amore, Gatsby emerge con tutta la sua umanità, ben lontana dal cinismo dell’uomo invischiato nei loschi traffici del contrabbando, che gli garantiscono denaro a volontà. Soldi coi quali allestire feste, ripulire alla perfezione giardini e piscina, caricare l’ambiente di rose. Solo per “lei”.

Viene a galla anche il vero passato del milionario: di origine umile, scappato dalla famiglia da giovane, trovò fortuna salvando in mare un riccone. Fu quest’ultimo a istruirlo, e a costruirne il personaggio impeccabile nei modi e nel vestire. Cui peraltro fa contraltare la figura di Nick, osservatore ammaliato dall’alone di mistero, narratore e scrittore dell’esistenza “grande” di Jay, e per questo incapace di viverne una sua propria. 

Buz Luhrmann tenta di colpire il cinefilo con tutti i mezzi a disposizione, in particolare con le tecniche che ormai spopolano in tante pellicole, anche in quelle – come questa – che non necessiterebbero di artefizi tecnologici. È intorno allo sguardo innamorato di Gatsby e alle sue pene d’amore, ai dialoghi con l’amata e l’amico, ai monologhi del romanziere Nick-Francis Scott, che la visione dovrebbe giganteggiare, perdendosi invece in una visione fuorviante e onirica della realtà, caricando le immagini oltremisura. La regia dell’australiano è ridondante e fittizia, tanto baccano audio-visivo che genera un’inconsistenza ben lontana dal capolavoro di Fitzgerald. Non c’è vera poesia, bensì esclusiva costruzione artefatta.

Non facciamo torto a nessuno svelando il finale risaputo del famoso romanzo dello scrittore americano: il personaggio interpretato da Leonardo Di Caprio morirà nella piscina della sua villa, colpito a freddo dal marito dell’amante del marito di Daisy, che vede in lui il responsabile della morte della compagna, investita dalla sua fuoriserie gialla. Era invece Daisy alla guida, quella Daisy che nel momento decisivo di svelare il rapporto d’amore al marito si è tirata indietro, quella Daisy che deve la vita all’amore donatogli dal Grande Gatsby, signore in tutto e per tutto. Un uomo solo nella vita, un uomo solo nel giorno del suo funerale: nessuno, a parte Nick, renderà merito alla sua sensibilità fuori dal comune.

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