a cura della Redazione
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Il mercato delle polizze lavoro: prodotti, analisi, scelte anche in considerazione della crisi
In base alle ultime stime rese note dall’Ocse, l’Italia è la nazione che, se confrontata con altri paesi, ha la minor percentuale di persone occupate.
Dati alla mano si parla del 57,3% delle persone in età da lavoro, una percentuale addirittura più bassa di alcuni punti rispetto ai numeri della Spagna.
Per avere un’idea più precisa dei livelli effettivi è sbagliato infatti osservare solo il tasso di disoccupazione.
Si può disporre di dati reali se si considera anche il numero degli inattivi, che spesso non vengono messi in conto.
La crisi economica, che in verità accomuna un po’ tutti i paesi del globo, sta cambiando le abitudini degli italiani, che accarezzano l’idea di poter disporre di un’ancora di salvezza apprezzando sempre di più la scelta di sottoscrivere una polizza lavoro, come ci spiega il broker MioAssicuratore.it.
Polizze lavoro: tre tipologie di prodotti
Il mercato assicurativo italiano prevede essenzialmente tre tipologie di prodotti relativi alle polizze lavoro, parte integrante del gruppo di polizze facoltative.
La prima è quella nata dall’esigenza delle banche che, in piena crisi economica, hanno dovuto pensare ad uno strumento per arginare i rischi d’insolvenza della loro clientela. Nate per fornire garanzie specifiche sui mutui, si sono evolute abbracciando tutte le difficoltà che possono insorgere in seguito alla perdita del lavoro da parte del capofamiglia.
La seconda realtà proposta dal mercato assicurativo infatti, è anche quella più comune, e prevede la sottoscrizione di una polizza da parte dell’intestatario, che di norma è anche beneficiario. Chi pensa di sottoscrivere questa tipologia di polizza è di solito il capofamiglia per poter garantire un paracadute, a se e alla propria famiglia, nel caso in cui dovesse venir a mancare il sostentamento in seguito alla perdita del lavoro.
La polizza è un toccasana nel caso in cui, a causa del calo di attività, l’azienda in cui si lavora chiude i battenti, oppure riduce l’organico, ma risulta un ottimo investimento anche nel caso in cui ci si deve assentare dal lavoro per lungo tempo a causa di una malattia.
Le polizze si adeguano ad ogni tipologia di attività professionale.
Possono sottoscrivere una polizza lavoro i soli lavoratori dipendenti. La perdita dell’occupazione deve essere involontaria e non dovuta ad errori o volontà del contraente.
L’assicurato beneficia di un’indennità di disoccupazione pari all’80% del salario assicurato, per un periodo che va dai 400 ai 520 giorni circa.
Rimborso e periodo in cui si percepisce un benefit sono stabiliti a priori, elementi da identificarsi chiaramente e dettagliatamente all’atto della sottoscrizione della polizza, ed inseriti quali condizioni base nel contratto.
Esistono polizze, e coperture specifiche, anche nel caso in cui il sottoscrittore non rivesta il ruolo di beneficiario, ad esempio nel caso di decesso per infortunio. Può essere considerata dalla polizza anche l’eventualità di perdita di lavoro a causa di invalidità permanente.
Una terza gamma, forse la meno conosciuta, è quella che punta alla predisposizione di prodotti sottoscritti dai datori di lavoro a beneficio dei loro dipendenti.
Una soluzione ottimale nel caso in cui l’azienda dovesse subire un tracollo. In realtà si tratta di una sorta di indennità a favore dei dipendenti.
Sono sempre di più gli italiani che pensano concretamente all’acquisto di una polizza lavoro, soprattutto se hanno una famiglia e sono gli unici ad assicurare un reddito al nucleo famigliare.
La polizza assicura un sostegno economico soprattutto se le spese mensili sono gravate dalla presenza della rata d’un mutuo, e la ricerca di un’alternativa non consente di trovare in tempi brevi un nuovo lavoro.
Quanto costa una polizza perdita lavoro?
L’acquisto di una polizza contro la perdita del lavoro parte da un esborso minimo di 140 euro annui, anche se, di fatto, il costo varia in base a fattori specifici.
Prima di tutto il prezzo è calcolato in base alle probabilità statistiche che si verifichi lo spiacevole sinistro. Parliamo di un’eventualità modesta se si tratta di dipendenti pubblici o di piccole aziende.
Il secondo aspetto da valutare è quello relativo alle condizioni inserite in fase contrattuale.
Gli italiani puntano sempre di più al risparmio e per orientarsi concretamente nel mercato assicurativo vedono nel ruolo del web la soluzione più economica.
Così come per le polizze Rc auto anche l’opportunità di sottoscrivere una polizza lavoro viene valutata in base alle tante proposte offerte dai comparatori on line.
A darne conferma sono gli studi condotti da società quali Nextplora, che sottolineano come gli italiani si avvicinino sempre più spesso ai motori di ricerca e alla comparazione on line per stipulare un’assicurazione.
In fatto di numeri è il 60% dei clienti ad utilizzare strumenti di confronto per selezionare un’assicurazione, mentre si arriva a quota 80% se si valutano le compagnie assicurative on line.
Le offerte presenti sul web, al pari di ogni altro prodotto, devono essere valutate con attenzione prima della sottoscrizione. In particolare alle garanzie presenti in polizza, ai costi e alle singole necessità, per capire se la copertura è adeguata alle aspettative.

