Il punto vincente è un libro firmato da Novak Djokovic, edito da Sperling & Kupfer nel 2014.
Il grande tennista serbo è senza dubbio tra i più grandi di questo sport, se non il migliore in assoluto.
Lo certificano i numeri, non ancora definitivi, che lo mettono nell’olimpo dei vincitori Slam a quota 24, davanti ai suoi avversari di sempre Federer e Nadal. Le statistiche parlano anche del record di 37 tornei Masters 1000 (oltre a 14 ATP 500, 10 ATP 250, 89 tornei totali) e di quello delle settimane come n.1 ATP.
Nel 2011, come racconta anche il testo, disputa la “miglior stagione della storia del tennis”, diventando macchina infallibile da 50 tornei vincenti su 51, compresi 3 Slam.
Eppure solo due anni prima faticava, palesando grandi difficoltà di tenuta psico-fisica: qual è stato il motivo di svolta per Nole?
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Il punto vincente, il libro di Djokovic
Leggere il libro di Djokovic serve non solo a carpire i segreti di un numero uno, ma anche a capire chi è l’uomo Novak. Soprattutto in un momento nel quale i giudizi su di lui si sprecano, senza sapere niente o quasi su chi si cela realmente dietro quella scorza da duro della racchetta.
Una vita da n.1: dai bombardamenti alle imprese memorabili
Non solo il tennista capace di imprese memorabili, una su tutte – nei ricordi di chi scrive – la vittoria nella finale di Wimbledon 2019 contro Federer, una delle partite più belle della storia del tennis: Roger ha due match point col servizio sull’8-7 del quinto set, con Nole capace di annullarli e vincere poi 13-12 la maratona tennistica. Il passante incrociato vincente sulla seconda chance dello svizzero (dal minuto 7.40 del video sotto) è l’emblema della forza mentale del serbo, uno che non molla mai.
Djokovic nasce dal basso, dalla povertà e dai bombardamenti della sua Belgrado, oppressa dalla dittatura comunista.
È solo un bambino Nole, quando si ritrova con la sua famiglia a doversi nascondere in un rifugio antiaereo per ben 78 notti consecutive. È qui, in mezzo alla paura e alla morte, che forgia il suo carattere: neanche la guerra riesce a fermare la sua voglia di sognare, allenarsi e organizzare tornei amatoriali accanto alle macerie. Perché c’è da mantenere la promessa che a soli sei anni fa a se stesso, guardando il trionfo sull’erba di Pete Sampras in tv: “Un giorno al suo posto ci sarò io”.
Come spesso capita nelle grandi biografie dei campioni, anche la fortuna – o forse è meglio definirla come nel testo “forza divina” – gioca la sua parte e nel paesino di montagna dove trascorre l’estate (Kopaonik) vengono costruiti dei campi da tennis. Ecco l’incontro con Jelena Gencic, allenatrice che ne modellerà il talento, che paragona a quello di Monica Seles, e l’istruzione, attraverso musica classica e poesie.
Arrivano i primi successi, fino all’incontro fondamentale col dottor Cetojevic.
Alimentazione e dieta di Novak Djokovic
Oltre ad una parte sulla biografia del grande campione, nelle 182 pagine agili e scorrevoli, viene svelata la strategia per eccellere dal punto di vista fisico e mentale.
Prima di diventare il dominatore del ranking, Djokovic è costretto a molte sconfitte e ritiri inspiegabili: racconta della sua prima finale contro Wawrinka, del debutto all’Us Open contro Monfils, fino all’apice dello sconforto nei quarti dell’Australian Open 2010, spazzato via da Tsonga.
Solo un anno e mezzo dopo, vince ben 41 partite consecutive nella stagione e, come detto, tre Slam.
Un cambiamento nell’allenamento, nella preparazione già scrupolosa?
No, un cambiamento drastico della sua dieta.
Qual è dunque il segreto che elimina le difficoltà respiratorie, gli infortuni e la sua tenuta fisica e mentale?
Semplicemente, e con l’aiuto del dottor Cetojevic, Nole scopre l’intolleranza al glutine e lo elimina dalla sua alimentazione. La proteina collosa del grano moderno, frutto di grandi manipolazioni genetiche benché osannato da spot e dietologi, genera in lui infiammazioni, disturbi di vario genere e ne limita la performance sportiva. Ha l’effetto della kryptonite per Superman.
Nonostante la tradizione culinaria serba, influenzata da quella italiana, e la provenienza da una famiglia che aveva una pizzeria, Djokovic modifica il suo regime alimentare, si sente meglio e più leggero, fino a vincere. Anzi, stra-vincere.
Proseguendo per i vari capitoli, scritti in modo molto godibile, Novak ci parla non solo di cosa mangiare, ma anche di come mangiare. Sottolineando sempre i benefici di questa dieta per lui, conscio delle differenze tra gli esseri umani, e senza pretese di verità assoluta.
Ci sono consigli anche per allenare la mente con la meditazione, per allenare il corpo con lo stretching dinamico e lo yoga, infine una parte del libro è dedicata alle ricette salutari in stile Djokovic, gluten-free, senza latticini né zuccheri raffinati.
Il punto vincente è un libro da leggere, non solo per gli appassionati di sport e di tennis, ma anche per chi vuol migliorare la propria salute.
Perché è indubbio che, seppur ognuno di noi sia diverso, almeno la limitazione di cibi impegnativi come il glutine moderno e i latticini, soprattutto dopo anni e anni di utilizzo, si sia dimostrata per molti efficace nel mantenimento di una buona condizione.
L’importanza dell’alimentazione è troppo spesso snobbata nella nostra cultura, che per rispondere ai sintomi sceglie di affidarsi continuamente ai farmaci, e allo stesso tempo di ingozzarsi al fast food. Fare come Novak Djokovic è invece possibile, e significa dedicare la massima attenzione a quello che si inserisce nel proprio tempio divino, il corpo.
Tennista e ricercatore spirituale
La vita in generale deve essere anche impregnata – ci dice il tennista in versione scrittore con grande saggezza – di energie positive, amore e relazioni vere e profonde.
E qui sta l’essenza di Novak Djokovic: non solo il più grande almeno del tennis moderno, ma anche un vero e proprio ricercatore spirituale, un uomo che scava in ogni aspetto della propria esistenza, che va dall’igienismo alimentare, alla cura del proprio corpo e della propria anima, che comprende ascolto e accettazione di pensieri ed emozioni. Sempre con mindfulness – consapevolezza, e senza attenzioni eccessive al denaro e al successo, con umiltà e piedi per terra. Ricordando ogni volta da dove viene.
Espulso ferocemente alla stregua di un delinquente dall’Australia, ed impossibilitato a disputare l’Australian Open 2022, Nole ha dovuto subire anche gli attacchi violenti da parte di una stampa faziosa, sempre pronta a facili etichette preconfezionate, in nome di narrazioni raccomandate. La stessa che fino a poco tempo fa lo incensava per la generosità delle donazioni, e la disponibilità verso i suoi tifosi che ha sempre dimostrato.
Djokovic ha il suo approccio naturale alla vita, non vuole ingerenze, non vuole imposizioni proprio perché le ha conosciute da vicino.
“Chi comanda dedica anima e corpo affinché nessuno metta in discussione quello che viene imposto di credere. Che si tratti di un governo comunista o, come accade in molti casi, dei pezzi grossi dell’industria farmaceutica e alimentare, in alto sanno bene che la paura è un’arma efficace per tenere a bada le persone” (estratto dal libro Il punto vincente).
Novak è da sempre uomo libero: accetta il senso di impotenza e il rischio di morire bambino sotto i bombardamenti, ma non rinuncia a giocare a tennis, così come da grande difende i propri princìpi di scelta sulla salute, senza per questo mettere in pericolo nessuno. Anzi.
Curare con meticolosità la propria condizione psico-fisica, dedicando grande attenzione ogni giorno al corpo e alla mente, come fa il tennista serbo, significa essere non solo uno sportivo, ma anche un marito, un padre e una persona migliore, più equilibrata di molte altre.
Per quanto l’ipocrisia del mondo attuale tenti in ogni modo di farne adesso persona malvagia, egoista e deplorevole.
–> Il punto vincente, Novak Djokovic

Giornalista pubblicista e web writer. Da sempre lo sport è la sua prima, grande passione. Non solo calcio, ma anche tennis, golf e motori.
L’amore per la scrittura lo porta poi verso tutti gli altri territori.



