di Emiliano Morozzi
La notizia che movimenta le pagine tennistiche dei vari siti sportivi in questi giorni privi di grandi eventi è il ritorno di Nadal, indiscusso numero uno sulla terra rossa, dopo sette mesi di stop dovuti a problemi al ginocchio. Dopo la clamorosa sconfitta patita a Wimbledon per mano del carneade Lukas Rosol (presto tornato nell’anonimato) il campione maiorchino è sparito dalla scena, fermato da un infortunio che ha assunto contorni sempre più preoccupanti.
Il ritorno all’attività agonistica è stato posticipato prima alle Olimpiadi, poi agli Us Open, infine Nadal ha annunciato ai propri tifosi il ritorno ad anno nuovo. Quando già i suoi fans lo aspettavano al varco nei tornei d’apertura di stagione (il torneo di Doha, snobbato dai big quest’anno, o quello indoor di Chennai) è arrivato l’annuncio del forfait agli Australian Open e a quel punto qualcuno ha cominciato ad avanzare qualche dubbio sul futuro del campione di Manacor.
Alla fine però il lieto annuncio è arrivato: Nadal ha deciso di rientrare nel circuito e lo ha fatto sulla superficie a lui più congeniale, la terra rossa. Invece di affrontare le insidie di un torneo del Grande Slam o di un Master 1000, nel quale avrebbe potuto anche soffrire di un’eliminazione prematura, Nadal ha deciso di riprendere confidenza con la racchetta nel torneo cileno di Vina del Mar, che si disputa proprio sulla sua superficie preferita. Tolta la parentesi di Marzo con i Master 1000 sul cemento americano (nei quali oltre agli avversari, dovrà sfidare anche gli infidi venti delle colline di Indian Wells o l’umidità che toglie il respiro di Key Biscaine), lo spagnolo giocherà sempre sulla terra rossa fino al grande appuntamento con il Roland Garros, torneo che ha vinto per ben sette volte nelle ultime otto edizioni.
Sul cammino nel torneo cileno c’è invece poco da raccontare, ad eccezione dell’epilogo a sorpresa: in un tabellone di fascia bassa, senza molti giocatori di livello (il solo Juan Monaco tra i primi venti) il maiorchino ha avuto vita facile con gli avversari di turno. Vittorie in due set senza soffrire contro Delbonis, Gimeno Traver e Chardy e approdo alla finale contro Zeballos nella quale parte, pur partendo da favorito e vinto il primo set al tie-break, Nadal ha subito la rimonta del talentuoso giocatore argentino che ha picchiato duro sul rovescio dello spagnolo per vincere infine al terzo set una sfida avvincente e non certo priva di emozioni. Dopo la parentesi sulla terra rossa sudamericana (il prossimo torneo di Nadal sarà quello brasiliano di San Paolo) lo spagnolo dovrà vedersela con gli altri big, che potrebbe affrontare prima della semifinale: lì vedremo se Nadal sarà tornato quello dei tempi migliori o se dovrà sudare ancora molto per tornare tra i primi quattro del mondo. La classifica gli sorride: ha davanti a sé la stagione sulla terra rossa, nella quale non dovrebbe faticare molto a mantenere i punti conquistati, e da luglio in poi avrà la possibilità di tornare a salire, visto che non ha partecipato a nessun altro torneo dopo quello di Wimbledon 2012.




Classifica e calendario alla mano, ha ragione Emiliano Morozzi a essere cautamente ottimista circa le possibilità di Nadal di risalire la china e tornare a giocarsi i titoli più importanti assieme a Djokovic, Federer e Murray.
La sua condizione clinica, tuttavia, mi fa essere dubbioso. Quello di Nadal, infatti, non era un vero e proprio infortunio, ma qualcosa di più: una malattia.
Sindrome di Hoffa, questo il nome del male del tennista iberico: un inspessimento delle cartilagini del ginocchio che rappresenta una patologia cronica, degenerativa e nei casi peggiori invalidante.
Quello che realisticamente credo possa fare Nadal è selezionare pochi tornei importanti ogni anno e concentrarsi esclusivamente su di essi. Il suo fisico, a mio avviso, difficilmente tornerà a reggere 9 mesi di tennis consecutivi, meglio fare una programmazione mirata.
Il che, probabilmente, significa rinunciare definitivamente a tornare numero 1 del mondo, ma è pur sempre meglio di dover appendere la racchetta al chiodo. Vista la situazione è meglio puntare a raccogliere ancora qualcosa a livello di titoli slam che all’apice del ranking ATP.
Convalido il punto di vista di Roberto … Nadal ha chiesto molto al proprio fisico in questi anni, fin da quando nel 2004 apparve sulla scena come nuovo bambino-prodigio del tennis. Inevitabilmente la china discendente si è avviata e ho la sensazione che potrà competere per la vittoria principalmente nei tornei Master a lui più congeniali, Montecarlo e Roma. Già Parigi sarà un bel banco di prova per vagliarlo sulle lunghe distanze, ma temo per Rafa che Djokovic e Murray ormai sono pronti per la successione definitiva.
Quello che dici, Nicola, è assolutamentevero: non c’è solo la questione della malattia, ma anche quella dell’usura.
I motivi sono i soliti, ben noti soprattutto a degli esperti come te ed Emiliano: non disponendo del patrimonio tecnico di Federer, Nadal ha dovuto far leva su altri aspetti, quali la solidità mentale, l’agonismo e soprattutto la tenuta fisica.
Federer può (o poteva) vincere anche senza essere atleticamente al top: l’ho visto trionfare a un Master 1000 con la pancetta (ad Amburgo, mi sembra).
Nadal no, per essere competitivo ha bisogno della sua corsa, della sua solidità dal fondo e del suo top di dritto.
Per questo i più hanno sempre pensato che non sarebbe stato ai vertici a 30 anni, come invece è successo a Sampras, ad Agassi o a Federer, e come potrebbe succedere a Djokovic.
Io, al posto suo, salterei a pie’ pari i Master 1000 sul cemento e comincerei a prepararmi sulla terra, in ottica Roland Garros, per vincere ancora in quel di Parigi.
Ciò che sorprende, però, è come i giornali abbiano trattato il ritorno di Nadal. Se Emiliano qui ha parlato (genericamente, ma appropriatamente) di un ritorno dopo i “problemi al ginocchio”, altrove ho letto la parola “infortunio”.
Non è così. Per essere chiari, sarebbe stata molto meglio una brutta frattura (che è più dolorosa ma che guarisce definitivamente) che il morbo di Hoffa, che probabilmente Nadal non potrà mai curare definitivamente.
Nadal sconfigge Nalbandian a San Paolo, 6-2 6-3 in finale. Il ratto è tornato!!!