IL SALTO DAL NIDO, AGIRE E FARE

di Simone Provenzano

Oggi parliamo del fare e dell’agire.

Una delle lezioni più importanti che ho imparato nella mia analisi personale è che le cose veramente importanti non si possono imparare sui libri. Sono sempre stato attratto dai pensieri e dalle scoperte delle persone che hanno vissuto prima di me e che gentilmente ce ne hanno lasciato una traccia scritta.

Traccia dei loro percorsi personali, delle loro avventure cognitive, da cui io ho avidamente attinto nel corso della mia crescita personale.

Eppure il mio buon analista continuava a ripetermi di smetterla di passare il tempo sui libri, che al loro interno non avrei trovato la soluzione a niente. Ovviamente non era del tutto vero, ma era ciò che serviva a me in quel momento.

Avevo bisogno di esperire, di provare sulla mia pelle quello che i grandi del passato mi stavano descrivendo nei loro manoscritti.

Provare sulla propria pelle.

Bella espressione!

Avevo bisogno di consapevolezza, e questa passa attraverso il corpo. È difficile spiegare questo concetto perché è relativo ad un sentire, piuttosto che ad un pensare.

“Siamo troppo intellettualizzati, ed il corpo dopo si vendica!”

Questo mi diceva il mio analista.

Spesso ci lasciamo governare dal pensiero, che in modo tirannico ci impedisce di agire, di fare. Ce lo impedisce cercando di capire il mondo, di capire i perché e i come; cercando di fare previsioni sul risultato delle nostre azioni, alimentando mille ansie e mille paure .

Ma noi non siamo solo pensiero, non siamo esseri dalla logica perfetta ed infallibile, non siamo vulcaniani come Spock!

Noi siamo un minestrone di mente e corpo, pensiero razionale e immagini inconsce, sentimenti ed emozioni, spiritualità e bisogni primari e molto altro ancora! Un minestrone che è perennemente adagiato sul fuoco del fornello della vita, che rimescola, amalgama e cuoce il tutto, modificandolo secondo dopo secondo.

Possiamo usare tutto ciò che siamo solo nel fare, nell’agire.

Quello che ci fotte è, ovviamente, la paura. Non solo, ma per adesso occupiamoci di questa.

“L’uccellino deve sempre saltare dal nido per capire se sa volare”

Questo meraviglioso pensiero è di Terry Pratchett, noto ai più non come filosofo o psicologo, ma come scrittore che ha inventato il genere comico-fantasy (fatevi un favore e leggete qualche suo libro!).

Terry ha centrato l’obbiettivo: dobbiamo e possiamo provarci.

Possiamo fare, posiamo agire.

Muoviamoci.

Muovendoci andremo avanti, il pensiero non scomparirà, anzi, sarà nostro alleato, ma col giusto spazio. Perché al contempo dovremo annusare, toccare,  sentire ciò che stiamo facendo.

È praticamente impossibile rimanere tristi quando si è in movimento, quando ci attiviamo. È un antidepressivo naturale e il suo nome è VITA.

Con queste parole mi sto ponendo un compito assai arduo: cercare di seguire quello spirito di cui ci parlava Platone. Quello spirito che passa attraverso la narrazione di un nuovo punto di vista che può rendere la nostra vita maggiormente ricca di soddisfazioni.

Adesso avete letto abbastanza, chiudete gli occhi per qualche secondo, ascoltate ciò che vi circonda, catturatene gli odori.

Siate presenti e siate consapevoli.

Sentite di più, pensate di meno,

altrimenti il corpo poi si vendica…

2 Comments

  1. francesca 22/03/2012
    • simone provenzano 24/03/2012

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.