IL “SI QUAERIS MIRACULA” DI POLLA E IL SANTUARIO DI SANT’ANTONIO

di Mariantonietta Sorrentino

Il “Si Quaeris Miracula” di Polla e il Santuario di Sant’Antonio

Nel Santuario c’è praticamente tutto: una storia avvincente, l’arte del ‘600 e del ‘700, il paesaggio a corolla, lo spettacolo di una visita teatralizzata e, “at last but not the least” il miracolo rappresentato dalle sante lacrime di una statua di Sant’Antonio da Padova. Siamo a Polla, cittadina del Vallo di Diano feudo dei Villano in un’epoca che vedeva i feudatari imporre il famigerato quanto leggendario “jus primae noctis” agli sposi novelli.

E siamo nel Santuario francescano di Sant’Antonio che apre le sue braccia accoglienti sulla cittadina dianese, imponendosi all’occhio con il biancore delle sue fattezze.

Tra le sue mura antiche e venerabili è stato progettato un itinerario narrato e animato. Si tratta del “Si Quæris Miracula. Sant’Antonio de la Polla e la Sua magnifica Historia”, in parole povere un evento-spettacolo frutto della passione e della creatività di un architetto, al contempo guitto e regista,  Nicola Piccolo.

si quaeris miracula

Nato in seguito a meticolosi studi storici e artistici, l’evento è un “unicum” in un Sud spesso avaro di occasioni culturali quanto ricco di arte e di storia. L’intento di Nicola Piccolo è la valorizzazione della chiesa e del convento di Sant’Antonio, un, ahimè, poco conosciuto forziere di bellezze.

Il 12 luglio scorso la Compagnia teatrale, creata sapientemente dall’architetto Piccolo, è andata in scena con il “Si Quæris Miracula” nelle mura secolari del luogo sacro. Avvalendosi di ben quaranta tra comparse ed attori, essa ha tradotto in costume alcuni dei frammenti più significativi della storia del Santuario. Una “full immersion” nel 1600 , insomma, il “siglo de oro” in Spagna, epoca che, lungi dall’essere un secolo buio, fu un periodo di grande ricchezza artistica. Fu il secolo della meraviglia che è passato ai posteri icasticamente veicolato dai versi di un grande G.B.Marino : “E’ del poeta il fin la meraviglia, parlo dell’eccellente e non del goffo, chi non sa far stupir, vada alla striglia!“

Nel “Si Quæris Miracula” i costumi dell’epoca sono stati creati dalle mani sapienti di Giorgio Bagnoli, costumista per l’Opera Accademy di Verona.

“En pendant”, naturalmente, il linguaggio: tutto made in 1600 attraverso una sceneggiatura redatta dallo stesso Piccolo. Et voilà, i visitatori si trovano trasportati in un’altra epoca dove le candele illuminavano le notti e le storie acquisivano fascino e mistero. Un vero e proprio viaggio nel tempo.

L’evento è un “melting pot” di spettacolo teatrale e visita guidata in senso stretto. Il 9 agosto p.v. l’esperienza dovrebbe ripetersi e regalare ai convenuti un percorso teatralizzato che intende emozionare e sorprendere, ricreando un’atmosfera suggestiva fatta di “apparizioni misteriose”.

I visitatori sono accolti e guidati da alcuni personaggi in costume. Li accoglie nel chiostro il venerabile padre Pantoliano che, attraverso una vivace e stimolante interazione, conduce gli astanti in un viaggio indietro nel tempo alla scoperta di fatti e personaggi che si celano nelle sculture e nei dipinti barocchi della chiesa. Al contempo l’evento dà ai visitatori la possibilità di assaggiare anche gli antichi sapori di un’arte “cuciniera” ormai passata, presentati dal Gran Mastro di Cucina alla corte del Viceré di Napoli.

Altro momento forte è costituito dalla creazione del crocifisso di Frate Umile; durante la scena che lo riguarda si ascolta una singolare “lezione d’arte” dalla viva voce del pittore Michele Ragolìa.

Immaginepulpito

Le scene si susseguono in un crescendo di suggestione. Verso la conclusione ai piedi dell’altar maggiore i visitatori assistono alla “Gran Refuta” del Marchese di Polla, Giovanni Villano. È un momento che emoziona quando, per il dolore della prematura perdita della giovane moglie Emilia, contro il volere di tutti, il nobile rinuncia ai suoi titoli e domini per vestire con fede ispirata l’abito teatino.

La scelta di “Si Quæris Miràcula…” come titolo è ben motivata: è la preghiera più nota e recitata in tutto il mondo per implorare Sant’Antonio; essa significa “Se tu cerchi” come richiesta invocata dal popolo per ritrovare le cose smarrite.

Un viaggio da non perdere, questo dell’architetto Piccolo nel convento di Polla, un’esperienza che ognuno vive secondo proprie e personalissime emozioni. Lo spettacolo è una sorta di “grazia ricevuta”, figlio della sensibilità di Piccolo e dei frati francescani che lo han accolto tra le mura sacre. Un evento che va segnato in agenda. Raggiungere Polla tramite la A3 è una passeggiata.

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