di Nicola Pucci
Il tennis variabile di Mayer e la solidità sbrecciata di piè-veloce Ferrer, la follia di Fognini e l’esplosione giovanile di Zverev: questo e molto altro ancora da raccontare, per il torneo di Amburgo che si chiude con Mayer vincitore.
Un anno fa al bet-at-home Open Fognini saliva decisamente alla ribalta dando seguito al successo di Stoccarda, nell’estate che lo elevava tra i più forti della racchetta su terra battuta. Di acqua sotto i ponti, da quel dì, ne è passata parecchia e dopo le delusioni delle settimane scorse, in terra anseatica il ligure fa pure peggio. Accreditato della testa di serie numero 2 perde netto al debutto con il serbo Krajinovic, numero 149 del ranking, ed apostrofando l’avversario aggiunge un tassello al suo non certo invidiabile curriculum di nefandezze dialettiche. 6-4 6-0 il punteggio e la selva di fischi che accompagna Fognini al rientro negli spogliatoi certifica anche l’uscita dalla top-20 in classifica mondiale. Nel frattempo un diciassettenne dal futuro luminoso e dall’altrettanto scoppiettante personalità, Alexander Zverev, incendia i cuori di casa: il rampante, che nasce e vive proprio ad Amburgo, da numero 285 del mondo distrugge Haase, elimina Youzhny testa di serie numero 5, vanifica le speranze di Giraldo di ripetere l’exploit primaverile di Barcellona, rimonta l’altro germanico Kamke per poi arrendersi, stanco e probabilmente appagato, in semifinale a Ferrer. Già, soldatino-David, primo favorito di un torneo che perde ben presto per strada altri papabili al successo finale come Robredo e Dolgopolov e rimanda le ambizioni di Kohlschreiber, fatto fuori da Leonardo Mayer al penultimo atto.
Spagna contro Argentina in finale, dunque, con Mayer dal tennis vario e scintillante che per due volte prende un break di vantaggio aggrappandosi al bellissimo rovescio ad una mano. Ferrer è un diesel, entra in partita e recupera fino al 6-5 0-30 senza riuscire però ad evitare il tie-break dove riesce comunque ad imporsi, 7-3, grazie ad un’alta percentuale di colpi vincenti. A questo punto succede quel che non ti aspetti, Ferrer invece di prendere il largo e far valere la maggiore esperienza ad alti livelli cede di schianto e Mayer, alla prima finale in carriera in un Atp World Tour 500, vince il secondo set 6-1 in poco meno di mezz’ora trascinando la sfida al set decisivo.
Il ragazzo di Buenos Aires, poco più che ventisettenne, strappa il servizio a Ferrer al quinto gioco, vola sul 5-3 e va a servire per il match e per il titolo sul 5-4. Ma proprio sul più bello a Mayer, finalista in primavera a Viña del Mar dove fu battuto dal nostro Fognini, trema il braccio; Ferrer ne approfitta, controbrekka ed allunga la battaglia che diventa una corrida all’ultimo colpo. Inevitabile che la questione si risolva al tie-break e qui, dove conta l’attitudine a giocar bene i punti importanti ma è necessaria anche una buona dose di coraggio, la palla vincente è nelle corde della racchetta di Mayer che sale 3-0, commette un pericoloso doppio fallo sul 4-2, ma con due servizi imprendibili diventa il quarto argentino a vincere ad Amburgo dopo Vilas, Coria e Monaco. Come primo hurrà in carriera non male, vero?



