IL TOUR DOWN UNDER APRE LA STAGIONE CICLISTICA 2012

di Emiliano Morozzi

Mentre gran parte dei ciclisti professionisti si allena tra palestra e uscite su strada quando la temperatura non è troppo rigida, un manipolo di essi prenderà il via al sole della calda estate australiana in quella che da qualche anno a questa parte è divenuta la prima gara del calendario Uci Pro Tour: stiamo parlando del Tour Down Under, corsa ciclistica che si corre all’altro capo del mondo e che darà il via alla stagione ciclistica 2012. La gara d’oltreoceano non ha una lunga tradizione alle spalle, e ad essere sinceri non vanta neppure un palmares di vincitori famosi, ma sicuramente servirà a qualcuno per tenersi in forma in vista dei più importanti appuntamenti di marzo, quando la faranno da padrone le grandi classiche.

Il corridore belga Philippe Gilbert. flickr

Proprio marzo sarà un mese importante: in programma ci sono alcune importanti corse a tappe e quella che viene definita la regina delle classiche. Si parte con una gara che ha pochi anni di vita, ma è stata capace di diventare un appuntamento da non perdere: stiamo parlando delle “Strade Bianche”, competizione che attraversa le terre del Chianti e quelle strade sterrate che riportano alla memoria le imprese di Coppi e Bartali. Di prestigio anche il palmares: l’anno scorso la corsa fu vinta nientemeno che da Gilbert, che ha proseguito la striscia di vittorie mettendo poi in bacheca Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi. La Tirreno Adriatico e la Parigi Nizza faranno da antipasto alla “Classicissima”: la Milano Sanremo, che l’anno scorso fu vinta contro tutti i pronostici dal velocista Matthew Goss, capace di regolare allo sprint i più quotati compagni di fuga Cancellara e Gilbert.

Ad aprile l’attenzione degli appassionati si sposterà al nord: Belgio e Olanda sono infatti patria delle grandi classiche di questo periodo. Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix, Freccia Vallone, Liegi-Bastogne-Liegi e Amstel Gold Race fanno tremare le gambe dei partecipanti, evocando strappi dalle pendenze micidiali, viottoli di pavè sconnesso, freddo, pioggia e condizioni di gara terribili. L’anno scorso, dopo la sorpresa della Sanremo, anche al Fiandre e alla Roubaix hanno vinto ciclisti che non facevano parte del lotto dei favoriti: nella prima ha trionfato Nick Nuyens, nella seconda Vansummeren, due corridori trentenni, con qualche vittoria minore nel palmares. Da lì in poi, Gilbert ha ristabilito le gerarchie: padrone alla Freccia Vallone, alla Liegi e all’Amstel Gold Race, anche quest’anno è lui il favorito da battere nelle gare di un giorno. Molti gli avversari che cercheranno di fargli lo sgambetto, tra tutti indichiamo un nome che potrebbe diventare il prossimo re delle corse di un giorno: Peter Sagan.

Si arriva a maggio e il mese si apre come di consueto con la prima grande corsa a tappe della stagione: il Giro d’Italia. L’edizione 2011 è stata una delle più dure degli ultimi anni, se non la più dura in assoluto, e anche se spesso molti grandi campioni snobbano la corsa rosa per presentarsi in forma al Tour de France, la competizione ha visto ai nastri di partenza lo spagnolo Alberto Contador, capace, nonostante i sospetti sulle sue condizioni di salute e sull’uso di sostanze proibite, di vincere la gara lasciando le briciole agli avversari. Quest’anno la partecipazione dello spagnolo è in forse, i due fratelli Schleck hanno detto no e i favori del pronostico spettano ad Ivan Basso.

Giugno solitamente è un mese di transizione, e le gare che si disputano fanno da antipasto al Tour: il Giro del Delfinato e il Giro di Svizzera, due corse a tappe brevi ma molto prestigiose, perché i ciclisti possono saggiare la condizione dei propri avversari in vista della corsa a tappe francese e perché soprattutto al Delfinato, le salite alpine sono le stesse che verranno affrontate due settimane dopo. Essendo due gare che si corrono quasi in contemporanea, i big si dividono tra le due, rendendole entrambe interessanti da seguire.

Luglio, le roventi strade di Francia accolgono i ciclisti per quella che, come storia e come seguito, è la più grande corsa a tappe del mondo: il Tour de France. E’ vero, il percorso del Giro è spesso molto più interessante e magari la nostra competizione è molto più combattuta, ma bisogna riconoscere che il Tour de France, a distanza di più di cento anni dalla prima edizione, conserva intatto il suo fascino. L’anno scorso la gara transalpina è stata combattuta come non si vedeva da tempo, e si è decisa in una tappa epica: lo scalatore lussemburghese Schleck ha provato la fuga da lontano, scappando sull’Izoard, Evans (qui a fianco, foto flickr), il futuro vincitore, lo ha inseguito per tutto il Galibier limando il distacco e riprendendosi la maglia nella cronometro conclusiva.

Fino all’anno scorso, agosto era una sorta di periodo di riposo per i corridori da corse a tappe: passati il Giro e il Tour, riprendevano fiato per sparare le ultime cartucce nel finale di stagione, magari al Lombardia o al Mondiale. Durante questo mese invece i corridori da corse di un giorno (tecnicamente dette “corse in linea”) vanno a caccia di vittorie e punti preziosi per la classifica finale nella Classica di San Sebastian, nell’Eneco Tour, nella Classica di Amburgo e nel Gran Premio di Plouay. Dal 2011, nel mese di agosto comincia anche la Vuelta, una scelta di calendario che ha motivazioni di sponsor e di seguito televisivo ma che sinceramente rende le condizioni di gara proibitive: il sole feroce e le strade senza vegetazione dell’Andalusia facevano sembrare i ciclisti tanto simili ai partecipanti della Coppa Cobram di fantozziana memoria. Anche nella corsa spagnola i favoriti della vigilia hanno fatto flop: Nibali, Anton, Rodriguez uno alla volta hanno ceduto alla migliore condizione del duo del Team Sky composto da Bradley Wiggins e Chris Froome. I due sembravano avere in pugno la corsa, ma la terribile salita dell’Angliru è stata un giudice implacabile e ha rigettato indietro i due (complice anche una condotta di gara della squadra a dir poco suicida) lanciando verso la vittoria lo scalatore Juan Josè Cobo.

Passata l’estate, gli ultimi due mesi di attività del calendario (settembre e ottobre) ci regalano altre due competizioni da seguire: il Mondiale e il Lombardia. Il primo è l’evento clou tra le gare in linea: le carte si rimescolano e i corridori non devono più fare affidamento sui propri gregari ma sui propri connazionali, superando le rivalità e lavorando tutti per portare a casa la maglia iridata. I campioni delle grandi corse a tappe spesso lasciano il passo ai corridori da corse di un giorno, ma fare pronostici alla vigilia di questa gara è sempre difficile, per l’estrema imprevedibilità della corsa. Chiude la stagione il Giro di Lombardia, la classica delle “foglie morte” perché si corre a metà ottobre, in pieno autunno. Anche in questo caso, la corsa è stata vinta dal carneade Zaugg, che fino a quel momento vantava una sola vittoria in carriera. Quest’anno i big torneranno a fare sentire la voce del padrone, o lasceranno spazio ad atleti in cerca di gloria? Scaldate i pedali, perché da domani comincia una nuova, appassionante stagione.


2 Comments

  1. stefano 16/01/2012
  2. Francesco 16/01/2012

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