di Francesco Gori
Finisce 4-1 a Stamford Bridge tra il Chelsea e il Napoli, gara valevole per gli ottavi di Champions League. Esce dunque di scena la squadra di Mazzarri, dopo una partita durata 120 minuti, in una battaglia epica, come da tempo non se ne vedevano.
Dopo il 3-1 dell’andata, gli azzurri disponevano di un buon vantaggio, ma si sapeva che a Londra sarebbe stata dura. E così è stato.
Sullo 0-0, il Napoli dimostra di poter far male poi, subìto il gol di Drogba intorno alla mezz’ora, continua ad impensierire Cech e compagni. La mazzata ad inizio ripresa, quando da un corner regalato, capitan Terry svetta e garantisce il raddoppio. Partita finita? Tutt’altro, la reazione del Napoli è veemente e Inler, con un gran tiro di controbalzo, sigla il 2-1, punteggio che garantirebbe la qualificazione. E qui sta, forse, l’errore di Mazzarri. Invece che sfruttare la velocità del trio Hamsik-Cavani-Lavezzi e giocarsela ancora a viso aperto contro una squadra coriacea sì ma non irresistibile, decide di blindarsi con difesa a quattro, che spesso diventa a cinque. Il furore agonistico del Chelsea, trascinato da Drogba, porta all’azione del 3-1 a un quarto d’ora dal 90′: ingenuo tocco di mano di Dossena e calcio di rigore più che giusto. Segna Lampard e si va ai supplementari.
30 minuti per decidere chi va ai quarti. Regna l’equilibrio, ma nel finale del primo tempo, altra disattenzione difensiva degli azzurri e Ivanovic, solo in area, trova il colpo del k.o. con un destro che vale il 4-1. L’ultimo quarto d’ora garantisce ancora emozioni, ma i giochi sono ormai fatti. Il Napoli non ne ha più, il Chelsea si macchia di perdite di tempo e sceneggiate come quella di Drogba, che simula un colpo preso da Aronica, rotolandosi a terra; ma la telecamera lo pizzica con l’occhietto rivolto a controllare la reazione dell’arbitro. Che ci casca, concludendo poi la partita con fischi a senso unico a favore degli inglesi. Non succede nient’altro e per le migliaia di napoletani è una delusione feroce.
Alla poca sportività di giocatori esperti come l’ivoriano fa da contraltare la commovente prestazione di un Napoli mai domo, cui sono mancate concretezza – non le occasioni -, attenzione difensiva ed esperienza a livello internazionale.
Ma un plauso meritato a una squadra che ha divertito, affrontando a viso aperto durante il suo cammino squadre sulla carta superiori, come Manchester City, Bayern Monaco e Chelsea appunto, e portando l’Italia intera a tifare Napoli.
Come la Fiorentina di Prandelli poco più di due anni fa, un quarto che avrebbe meritato, sfumato per un soffio, ma la consapevolezza di una Champions da incorniciare.




Grande prestazione del Napoli, anche se mi sarei aspettato maggior lucidità in difesa e maggior cinismo in attacco da parte di Lavezzi e Cavani.