In vacanza a Corfù: dalla magia del Monte Pantokrator al romantico Canal d’Amour, lungo spiagge da sogno

Una vacanza a Corfù è sempre tempo ben speso. Del resto tutte le isole della Grecia – ognuna con le proprie peculiarità da scoprire – offrono angoli di natura straordinaria e acque cristalline, il bianco e l’azzurro caratteristici, pietanze locali prelibate e, per chi preferisce, una variopinta vita notturna. Il tutto condito da una spesa di soggiorno contenuta rispetto alle destinazioni italiane.

Ammirare le spiagge più belle e i luoghi più caratteristici di Corfù in una settimana non è semplice, ce ne vorrebbero almeno due, ma è un insieme di istanti che basta per averne un’immagine chiara. Un territorio di sorprese continue che vi segnerà, per un motivo o per un altro.

Monte Pantokratos: una perla inaspettata

Voglio cominciare a raccontare la bellezza dell’isola non dalle spiagge da sogno, di cui certo è ricca, ma da un luogo magico e meno turistico: Il Monte Pantokrator.

Ci si arriva salendo tornanti su tornanti – alcuni anche pericolosi per l’assenza di guard-rail – con l’auto, abbandonando la Grecia fatta di mare e taverne, per entrare in un paesaggio quasi lunare, con poca vegetazione, dove il verde delle piante cede il passo al bianco ed al grigio delle rocce, al marrone della terra, al nero di qualche incendio che anche da queste parti spesso divampa, al blu contrastante di cielo ed acqua. Una varietà di colori destinata a cangiare continuamente, in base alle stagioni e ai momenti del giorno. E in cima, ecco la stazione radio abbandonata, col suo sapore degradato di vintage, nutrimento di malinconia.

Dall’alto dei suoi 900 metri circa di altitudine, il Monte Pantokrator è il punto più alto di Corfù, e permette di godere di una vista abbracciante, che stringe l’anima come il caldo abbraccio della persona amata. È la potenza dell’infinito che si materializza in un luogo dove spazio e tempo si uniscono, nel quale da una parte esplode la vista dell’Albania e della città di Saranda ad un tiro di schioppo, e dall’altra si intravede la sagoma dell’Italia, distante 130 km e visibile solo in assenza di foschia. Tra i due estremi, nel mezzo si può ammirare il panorama paesaggistico dell’intera isola, con le sue spiagge, città e villaggi, nonché le altre “cugine” dell’arcipelago delle Ionie.

La cima del monte ospita la chiesa di Pantokrator, chiamata così in onore di Cristo Pantocratore (un’immagine di Dio in gloria, tipica delle chiese ortodosse), ed è il punto dal quale la vista è ancor più magnetica, abbeverata dell’atmosfera religiosa, spirituale e intima. All’interno del monastero, che comprende la chiesetta e altri edifici come le celle che ospitavano i monaci e un piccolo giardino, non si può che stare in contemplazione per qualche minuto, meditando e respirando la nostra vita di passaggio di fronte a qualcosa di più grande del nostro ego. All’interno del piccolo edificio, accendere una candela è d’obbligo, così come ri-entrare nella cornice del silenzio.

Fare tappa da queste parti è una delle esperienze più memorabili e stra-ordinarie che si possono fare sull’isola, un luogo che segna la vacanza portandoci nella Corfù vera, ben lontana dal caos degli aperitivi.

Riscendendo attraverso i pittoreschi villaggi di montagna, perché non assaporare qualche buon piatto nelle loro taverne, dal sapore assicurato e il prezzo contenuto?

Il Canal d’Amour: il luogo degli innamorati

Dall’entroterra eccoci catapultati lungo la costa, dove è il mare prima ammirato dall’alto a dominare adesso la scena.

Siamo nella zona nord-ovest, più frequentata e ricca di turismo di massa, a Sidari per la precisione. Ed è qui che si trova l’affascinante Canal d’Amour, un luogo che già dal nome calamita molte coppie, pronte a farsi un selfie con il romantico canale d’amore acqueo sullo sfondo, stretto dalle gole di roccia tutt’intorno. A guardarlo bene, sembrano due mani che si cercano, e al loro interno il nucleo polposo dell’amore, calmo o debordante ma comunque ricco, variabile agli umori di Demetra e alla corrente dell’esistenza.

Un tratto davvero caratteristico, con una formazione geologica naturale, dove mare e vento hanno lavorato per anni, creando un imbuto che termina in un fazzoletto di spiaggia.

Il Canale d’Amore è senza dubbio un altro punto fermo di una vacanza a Corfù: arrampicarsi sui grandi massi che sovrastano l’acqua, sedersi ed aspettare il tramonto con un drink, un crik crok di patatine e la persona amata è un piacere che rimarrà indelebile.

 

La leggenda narra anche che chi nuota attraverso il canale troverà l’amore eterno: chi scrive non ha però potuto mettersi alla prova, causa incapacità natatoria di qualsiasi tipo…

Le spiagge più belle di Corfù

Ecco il paragrafo che interesserà ai più, ovvero le splendide spiagge di Corfù.

Una lista potenzialmente infinita, dalla quale è necessario fare una selezione, in base al proprio vissuto.

Bataria Beach

Escludendo la zona di Sidari Beach per la citata presenza del Canal d’Amour, a nord la spiaggia di Bataria Beach merita una bella giornata di mare. In realtà le calette sono due: una adiacente alla collina ricca dei tanti ulivi dell’isola, attrezzata con sdraio e ombrelloni a buon prezzo (10 euro al giorno anche d’agosto) e con l’Albania e Saranda proprio di fronte; l’altra poco dietro e più selvaggia, vicino ad un bar a terrazza dove mangiare e godersi il panorama della baia. Entrambe caratterizzate da acqua cristallina e ciottoli bianchi e levigati che necessitano di scarpette da scoglio, sono uno spicchio della Corfù naturale e ricca di bellezza. L’unico neo potrebbe essere l’alto numero di turisti in uno spazio comunque ristretto, se in alta stagione.

Queste due splendide spiaggette costeggiano Kassiopi e il suo centro turistico, fatto di ristorantini e souvenir: usciti dalla sabbia un giro lungo la strada intorno permette di ammirare le scogliere e i fondali trasparenti dall’alto, con la prorompenza dell’Albania sempre più vicina, mentre piante di fico spuntano come funghi, regalando frutti rossi e rifocillanti.

Attenzione al cellulare in zona: con l’Albania ad un passo, spesso la rete passa da un gestore all’altro e si rischia di perdere molto credito senza tariffe garantite anche nei paesi che non fanno parte dell’Unione Europea.

Agios Georgios

Un’altra spiaggia molto bella e tra le mie preferite in assoluto tra quelle viste, per la classica conformità fatta di dune sabbiose e grandi spazi, è Agios Georgios, zona nord-ovest, da non confondere con l’omonima spiaggia del sud. Un tratto di sabbia molto lungo e ben servito, dove si possono trovare facilmente lettini e ombrelloni a buon prezzo, rilassandoci per un’intera giornata tra un tuffo, un bagno di sole, una buona lettura e un aperitivo accompagnato da patatine all’origano. Anche qui, come a Kassiopi, il fondale è cristallino e degrada velocemente, chi vuole trova anche le attrezzature per fare sport acquatici.

La cosa che ricorderò sempre con il sorriso sono i venditori di frutta fresca che passano spesso nella strada appena dietro la spiaggia – non solo qui – e con il loro altoparlante cercano di avvinghiare i bagnanti assolati e assetati con la loro voce erotica e ridondante: “Watermeelon, watermeelon, very special, special, special!”

Paleokastritsa

Paleokastritsa è il posto che richiama forse più turismo, insieme a Corfù Town, perché citata in ogni articolo o fonte dopo un check sui motori di ricerca. Che sia una baia bella e dal forte impatto visivo non ci sono dubbi, ma l’affollamento tipico della zona, – ad un passo ci sono infatti Dassia e Ipsos, centri nevralgici di turismo e vita notturna dominata da orde di teenager in fase ormonale – ne attenua senza dubbio l’odore.

Del resto ogni luogo, come ogni situazione quotidiana, assume un significato diverso attraverso i nostri filtri personali, che siano i sensi o la nostra storia personale o altro ancora, e non si può affermare con certezza una bellezza che non per tutti è.

Paleokastritsa nella sue eccellenza oggettiva, paga il pegno della massa d’agosto, anche se racchiude un’area con 6 piccole baie e spiaggette nelle quali è possibile trovare il proprio angolo di pace.

Foto Pagina FB Paleokastritsa Corfu

La spiaggia principale è la più facile da raggiungere, ma anche molto affollata. In compenso però è anche l’unica davvero attrezzata, dove attraccano barche per le escursioni che, come anche ad esempio a Kalami Beach, si avvicinano fin troppo a riva, sporcandone in parte la magia del luogo e delle acque: pochi ombrelloni e costi importanti (anche 50 euro al giorno) sono un altro campanello d’allarme di un luogo bello, ma strizzato come un limone del proprio prezioso succo.

La costa di Paleokastritsa è caratterizzata da numerose grotte marine, per vederle meglio e per raggiungere altre baie esclusive solo via mare, un’escursione in barca è la soluzione migliore.

Nissaki Beach

Toccata e fuga a Nissaki Beach, sulla costa nord-orientale di Corfù. Davvero minuscola nella sue dimensioni, è quindi necessario arrivarci al mattino presto, così da potersi ricavare il proprio spazio. In poche parole: una piscina a cielo aperto, compreso un trampolino per i tuffi, ideale per chi ama fare snorkeling.

Una piccola perla, non a caso Nissaki significa “piccola isola” in greco: leggenda narra che in un passato indefinito fosse una piccola isola rocciosa, che nel corso del tempo si è unita alla terraferma. Che belle le leggende, anche se non sono vere ci arricchisce sempre pensare che lo siano, così da definire quel luogo alla stregua di una persona “speciale”.

Kalami Beach

Risalendo da Nissaki, dopo poco ecco Kalami Beach, spiaggia chiamata la “perla nera” dell’isola per il fondale nero ricco di alghe. Nonostante l’apparenza e il porticciolo con le barche a ridosso, le acque turchesi illuminate dai ciottoli e dal sole rendono il luogo piacevole e rilassante, con la Thomas’s Place Taverna alle spalle pronta a rifocillarci con piatti eccellenti. Oppure c’è il più rinomato ristorante White House che si erge in posizione angolare ma dominante, vecchia dimora dello scrittore Lawrence Durrell, che qui visse con la moglie, scrivendo La grotta di Prospero, una guida al paesaggio e ai costumi dell’isola di Corfù.

“Quello che ci vuole per noi è il sole. Stamattina mi è arrivata una lettera. Pare che Corfù sia magnifica” disse Lawrence alla madre vedova, convincendola a lasciare l’Inghilterra. Anche il fratello minore Gerald rimase colpito da Corfù, divenne poi un naturalista, scrivendo il libro La mia famiglia e altri animali, storia dei cinque anni vissuti con la famiglia nell’isola.

Foto Pagina FB TheWhiteHouseExperience

Tornando a Kalami Beach, nonostante la zona turistica, con resort e alloggi arrampicati sulla collina, è una spiaggia meno conosciuta e considerata, ma altrettanto bella e romantica. Luogo ideale per far decantare la sabbia agitata del nostro bicchiere interiore, così da renderne l’acqua al suo interno da torbida a cristallina, come quella di queste acque.

Acharavi

Acharavi, nella zona nord di Corfù, a metà strada tra Kassiopi e Roda, è meta perfetta per un soggiorno di una vacanza a Corfù.

Di giorno, la spiaggia di Acharavi è molto più bella dell’apparenza sciatta e selvaggia, con la sua striscia di sabbia lunga chilometri e dorata, attrezzata con ombrelloni e lettini che in certi casi non paghi se cliente della taverna subito dietro. Perfetta per cercare calma – a meno di vicini di ombrelloni maleducati – e pace, per un bagno in acque basse o per una passeggiata da soli o in compagnia, dove cercare la connessione con la natura.

Vicina anche a Sidari e al Canal d’Amour, Acharavi offre la possibilità di spostarsi facilmente da una zona all’altra dell’isola, con il vantaggio di un clima meno afoso di notte, con temperature decisamente più basse rispetto alla costa che va dal nord-est fino a Corfù Town. In mesi come agosto, è un fattore che la fa prediligere, anche per i costi più contenuti, rispetto a zone più turistiche e chiassose. Sì, perché nella zona di mare si può fare una passeggiata nel puro silenzio, magari dopo una cena in una delle tante taverne della zona, come quella di George ad esempio, ma soprattutto come quella di Mythos.

Mythos rimarrà la taverna del cuore, la taverna di Corfù per me che, seppur ubicata sulla strada principale e non sul mare, ci ha aperto la porta dei sapori, semplici e genuini come i proprietari del luogo, con la loro roulotte posizionata a fianco del locale.

Che dire, grazie per quella Tzatziki e per quella crema di melanzane di cui non ricordo il nome, per quella spigola arrostita alla perfezione, per quelle alici e quello yogurt greco col miele a go-go. Grazie Mythos, per tutto. Se siete in zona, mi raccomando fermatevi, per assaporare la cucina di una taverna autentica, lontana anni luce da quelle turistiche!

La clessidra finita ha impedito di vedere altre spiagge, come le note Glyfada, Barbati e Issos Beach, o Kavos Beach nella zona sud, inesplorata per mancanza di tempo. Magari in una prossima vacanza da queste parti, anche se sarà difficile visto il tanto di bello da vedere nel mondo ed il poco spazio temporale che ci è concesso. Ma mai dire mai.

Cucina e piatti locali di Corfù

Corfù ha una cucina ricca e deliziosa, ecco alcuni dei piatti più caratteristici:

  • Tzatziki ovunque: la tipica salsa greca, fatta di yogurt greco, aglio e pezzetti di cetriolo fresco è manna per il palato e perfetta con qualsiasi abbinamento;
  • Baklava: un dolce popolare da queste parti, e senza dubbio gustoso, a base di noci, mandorle o pistacchi avvolti in fogli sottili di pasta e inzuppati in uno sciroppo di zucchero e miele;
  • Moussaka: un altro piatto tipico greco, una sorta di lasagna a base di melanzane, carne macinata e besciamella;
  • Sofrito: il sofrito di Corfù è un piatto a base di carne (di solito di vitello) molto saporito, con aglio, pepe, vino bianco e aceto;
  • Souvlaki: il souvlaki è uno spiedino di carne di maiale o pollo cotta su un girarrosto, e servita con una pita e/o patatine fritte;
  • Insalata greca: la tradizionale insalata con la feta (il formaggio greco fatto con latte di pecora e capra), pomodori, lattuga, cipolla e cetrioli.

La cucina di Corfù è una vera delizia, combinando il gusto a preparazioni sane.

Corfù Town

La Vecchia Città di Corfù (Kerkyra) è il centro nevralgico dell’isola, con l’aeroporto e tutti i servizi di trasporto essenziali. Secondo la mitologia deve il suo nome alla ninfa Corfù, amata da Zeus.

Il centro storico di Corfù è Patrimonio Mondiale dell’Unesco dal 2007, caratterizzato da viuzze strette acciottolate, a tratti romantiche, più spesso affollate di turisti e souvenir. La città vecchia è delimitata dalle sue due antiche fortezze che con le storiche mura la circondano completamente.

La “Fоrtezza Vесchiа” è unо dеi simbοli della città, creata dai bizantini e terminata dai veneziani per proteggere l’isola, ed è visitabile all’interno pagando un prezzo di ingresso di 6 euro. Arrivando con fatica in cima, soprattutto se in pieno agosto e con sole e temperature alte, la vista ci offre il panorama di Corfù Town per intero.

Vista di Corfù Town dalla Fortezza Vecchia

Affacciandosi sul mare si può notare che anche qui, nonostante le barche e la zona di grande afflusso, le acque sono trasparenti e invitano ad un bagno che la voglia di nuove scoperte impedisce.

Per lo splendido centro storico, vale per quanto mi riguarda lo stesso discorso di Paleokastritsa: i luoghi belli vengono inevitabilmente deturpati dall’afflusso della massa di gente e alla fine, se se ne ha la possibilità, la miglior cosa è concedersi una vacanza a Corfù in un periodo meno affollato. In questo modo Paleokastritsa e La Vecchia Città di Corfù assumeranno decisamente un altro aspetto.

Concludo ripensando anche

al particolare carattere degli abitanti di Corfù – non ho ben capito se si chiamano corcirési (dal nome latino dell’isola Corcȳra) o corfiòtti o corfiòti -, variabile tra l’ospitale ed il burbero e tipico degli isolani (mi vengono in mente i corsi), temprato da una vita che non dev’essere semplice, se vista oltre gli occhi di un turista italiano d’agosto.

Agli innumerevoli gatti, sempre pronti a farti compagnia durante un pasto in taverna, magri e perennemente affamati, simboli di mitologia e materialità.

A quei succulenti fichi d’agosto in ogni dove, e alle continue soste per coglierne il sapore zuccherino, pronto ad addolcire i cali dovuti al caldo, al viaggio e ai moti dell’animo.

Alla piccola e scattante Pia Kicanto – ops no Kia Picanto! -, l’auto a noleggio è il mezzo migliore col quale muoversi, che ci ha scortato su e giù per coste e tornanti.

Scrivere di un viaggio è sempre un buon modo per ricordarlo: col tempo i ricordi si affievoliranno, rimarranno solo parte di essi, ma la potenza della parola scritta li farà riemergere ogni volta: come la Madeleine di Proust, torneranno così dai meandri della nostra anima quei momenti e quei sapori, di un tempo che fu. Ma che ci accompagnerà lo stesso per sempre.

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