INFORMIAMOCI BENE, INFORMIAMOCI ADESSO: I SONDAGGI ELETTORALI

di Alberto Giusti

In Italia una parte consistente delle campagne elettorali è regolata dalla legge 28/2000, la cosiddetta par condicio. Proprio ieri l’AGCOM ha richiamato le principali reti televisive italiane (RAI, Mediaset, LA7, Sky) perché accusate di aver dato, già nelle scorse settimane, più o meno spazio a questo o quello schieramento politico in corsa per le prossime elezioni.

sondaitalia.com

Nonostante la par condicio, questa sembra essere una costante delle nostre campagne elettorali, perché la bilancia dell’informazione, in un modo o nell’altro, per scelte editoriali o per la necessità di mandare in onda i fatti più “notiziabili”, non è mai in pareggio dal punto di vista dei reciproci spazi politici. Ma le nostre reti televisive, comunque uno la pensi in proposito, ci stanno offrendo ormai da mesi un grande servizio ai fini delle prossime elezioni: si è infatti insediata anche nel nostro paese, finalmente, la prassi di pubblicare periodicamente sondaggi sulle intenzioni di voto dei cittadini. Potremmo dare la paternità di questa tradizione rinnovata a Mentana e Floris, che da anni ormai ci propongono settimanalmente le quotazioni di liste e candidati, e insieme ci offrono un’informazione, nell’accezione più sostanziale del termine, importantissima ai fini del nostro comportamento elettorale. Perché il gioco democratico funzioni infatti, e affinchè dalle urne escano maggioranze di governo in grado di governare, è determinante che i cittadini siano a conoscenza delle loro rispettive preferenze, che prendano cioè coscienza della distribuzione del consenso a livello nazionale verso questo o quel candidato/partito, in modo tale da potersi comportare, cioè votare, di conseguenza.

E allora vi dò un consiglio: i sondaggi che vengono pubblicati in queste settimane guardateli bene, seguite i loro andamenti, rendetevi conto di ciò che comporta il voto ad un soggetto o ad un altro ai fini del prossimo governo. Perché fra un mese non li avrete più a disposizione.

Infatti quella stessa par condicio vieta ai mezzi d’informazione di pubblicare sondaggi elettorali nei 15 giorni precedenti al voto. Dunque, per due settimane, prima del 24 novembre, avremo il completo blackout sulle preferenze degli elettori. Non potremo sapere l’impatto di qualsiasi mossa, di tutti i colpi bassi, non potremo sapere come la pensano i nostri concittadini.

La par condicio è una legge che avrebbe un gran bisogno di essere riformata. Nata nel contesto del conflitto d’interessi berlusconiano, figlia di un’idea monodirezionale dell’informazione, quella novecentesca della televisione, non considera gli sviluppi delle nuove tecnologie, del web 2.0, né la possibilità che un sondaggio pubblicato su un sito con dominio all’estero possa essere tranquillamente visualizzato da migliaia di utenti di internet senza che alcuno incorra nella violazione di alcunché.

Le riforme che attendono il paese sono talmente tante, che aspettarsi che venga preso presto in mano questo tema nella prossima legislatura è quasi un’utopia. Per ora, ci resta solo una cosa da fare: informiamoci bene prima, informiamoci bene adesso. Non aspettiamo gli ultimi giorni per capire a cosa serve il nostro voto, e soprattutto chi conviene mandare al governo del paese, e come possiamo votare al meglio per mandarcelo. Prendiamoci quei 5 minuti, o quell’oretta, per leggere un po’ di siti internet, un po’ di programmi elettorali, un po’ di liste. Perché la responsabilità di chi ci governa è sempre e solo nostra!

One Response

  1. GeertWildersForPresident 03/11/2013

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