INTERVISTA A SARAH MAESTRI, ATTRICE E AUTRICE

di Giovanni Agnoloni

Nel mio recente viaggio in Puglia per presentare lo scrittore cubano Amir Valle nell’ambito del festival “Spiagge d’Autore”, ho avuto il piacere di assistere alla presentazione del libro La bambina dei fiori di carta (ed. Aliberti) di Sarah Maestri, attrice nota al grande pubblico soprattutto dopo il suo ruolo di spicco nel celebre film Notte prima degli esami di Fausto Brizzi.

Questa sua opera scrittoria, che ha avuto numerose ristampe, racconta la sua esperienza e i suoi ricordi di bambina, quando, ricoverata in un reparto oncologico, giocava e sognava costruendo dei fiori di carta, e poi il suo percorso di vita, passato anche attraverso la riscoperta della fede. In mezzo a tutto questo, il successo cinematografico, che però non ha tolto i momenti di vuoto e di solitudine, e perciò il bisogno di meditare e fare il punto della situazione della propria vita interiore.

Ecco la mia intervista a Sarah, che ringrazio per la sua cortesia.

– La bambina dei fiori di carta è un libro di memorie intime, che ti riporta a un tempo in cui non ci dovrebbero essere malattie. Il fatto che tu lo abbia vissuto e superato, che cosa significa oggi per te?

Non credo ci sia un tempo giusto per il dolore, ma la malattia in età infantile mi ha insegnato il grande valore della vita. Ho imparato ad apprezzare ogni singolo momento della mia esistenza, a scegliere ogni giorno un motivo per cui essere felice e non il contrario… perché, come canta Vasco in Sally, canzone narrante nel romanzo, “la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia”

– Com’è nata in te la vocazione di attrice, e come la fascinazione per la scrittura?

Da bimba avevo due grandi sogni: quello di recitare e quello di vivere. Li ho realizzati entrambi, e per me è stato questo il dono piu bello. La scrittura invece è un riflesso condizionato. Ho sempre scritto; lasciare su di un foglio le proprie emozioni è un gesto liberatorio. Di solito però i mille pezzettini di carta volavano nel cassetto del dimenticatoio, per poi essere scovati anni dopo ed essere spunto di sorriso e riflessione. La bambina dei fiori di carta è nata nello stesso modo; la differenza è che in questo caso il mio “io interiore” è accessibile a tutti.

– Da Notte prima degli esami, la tua carriera, tra film e fiction televisive, si è sviluppata ottimamente. Cosa provi, riguardo alla strada percorsa e al punto in cui sei adesso? Che cosa desideri?

Ho sempre amato recitare, ma da ragazza di provincia nata in un paese sì bellissimo come Luino (VA), ma lontano, anzi lontanissimo dal mondo del cinema, non avrei mai immaginato nemmeno in sogno di poter arrivare dove sono arrivata. Ad oggi desidero solo di poter continuare a coltivare il mio sogno: ho aperto una piccola casa di produzione, “Chichinsci srl”, che spero possa diventare una giovane fucina di talenti emergenti.

Sarah Maestri (da iltradatese.it)

– Durante la presentazione del tuo libro a Castellaneta per il festival “Spiagge d’Autore”, hai sottolineato come l’incontro (o il re-incontro) con la fede cristiana abbia svolto un ruolo fondamentale, per te. Perché? Ce ne vuoi parlare?

Credo che ognuno di noi venga al mondo per amare ed essere amato. Avevo il successo, ma mi mancava un abbraccio. L’ho trovato nella comunità “Nuovi Orizzonti”: fratellini e sorelline che dedicano la propria esistenza a portare luce la dove ormai regna il buio. La consapevolezza di essere amata come Gesù ci ha amato, dando la vita per la nostra salvezza, è una forza inestimabile per la mia esistenza. La fede è la mia gioia, la mia speranza. A Dio è dedicato ogni mio singolo passo, ogni mio successo e ogni mio sbaglio. Nel suo nome ho scoperto la gioia e l’amore vero.

– Quali sono i tuoi progetti in corso, e in quali film/libri ti vedremo, prossimamente?

Ho appena ultimato le riprese della fiction Rai Casa e bottega, al fianco di Renato Pozzetto e Nino Frassica. La vedremo in onda nel prossimo autunno.
Qui interpreto Maddalena Solari, una cattivissima direttrice di banca che non conosce né etica né compassione.

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