JEAN ALESI, IL PILOTA-PAPERINO DELLA F1 DAL CUORE FERRARI

di Francesco Gori

Jean Alesi, il pilota-Paperino della Formula Uno dal cuore Ferrari

Jean Alesi, nato ad Avignone l’11 giugno 1964, è stato per lungo tempo sinonimo di “Ferrari“: quella che guidava con istinto incosciente facendo esaltare le folle, e quella di un cuore rosso-pulsante. Del suo talento indiscutibile se ne accorse per primo il più grande di tutti, Ayrton Senna, che nel 1990, a Phoenix, si ritrovò con la sua McLaren a duellare con quel ragazzo spavaldo al volante di una Tyrrell. Vinse il brasiliano, ma la sfida fu serratissima.

Senna e Alesi affiancati a Phoenix 1990 - badgergp.com

Senna e Alesi affiancati a Phoenix 1990 – badgergp.com

Giovanni Alesi (versione italianizzata, padre siciliano emigrato in terra di Francia) arrivò secondo in terra americana, ma arrivò secondo tante di quelle volte che non sembra vero. Ben sedici, con trentadue podi in carriera. “Eterno secondo”, il “Paperino” della Formula Uno, perseguitato dalla sfortuna. Non si ricorda altro pilota nella storia dell’automobilismo con due caratteristiche così ben delineate: un estro al volante che a tratti lo avvicinava ai campionissimi, e una dea bendata perennemente assente. In mezzo ad esse, un amore viscerale per il rosso Ferrari, al quale fu legato dal 1991 al 1995, negli anni bui del Cavallino, quando a livello personale, un contratto con l’allora fenomenale Williams (già firmato ma subito rescisso) gli avrebbe garantito vittorie e campionati. Ma Jean scelse Maranello, per divenire idolo dei tifosi ferraristi.

Dopo lo straordinario debutto in Tyrrell nel 1989 e gli exploit dell’anno dopo, in Ferrari non comincia bene: compagno di Alain Prost, si ritrova una monoposto scadente, ma nel Gp del Belgio del 1991 ha la chance della vittoria: la sfortuna bussa per la prima volta e lo costringe al ritiro. Anni tormentati che lo vedono secondo a Monza nel 1993, una pista che sarà per il francesino crocevia d’amore e odio. Già. Siamo nel 1994, e Jean conquista sul circuito italiano la prima pole in carriera. Domina la gara, destinato al successo, ma al pit-stop la trasmissione va in tilt, e addio sogni di gloria. Ancora peggio andrà l’anno successivo: Alesi di nuovo in testa fino a sette giri dal termine, stavolta a tradirlo è una ruota posteriore. Maledetta sfortuna. L’unico lampo era arrivato poco prima di Monza, in quel di Montreal, Gp del Canada 1995, prima ed unica vittoria targata Jean Alesi.

Jean alesi e la sua Ferrari n.27 - wikipedia.org

Jean alesi e la sua Ferrari n.27 – wikipedia.org

Il transalpino era capace di numeri alla Gilles Villenueve, con la sua tipica guida con la testa inclinata, e si prendeva i suoi rischi pur di provarci ed emozionare le folle. I tentativi con gomma da asciutto su pista bagnata hanno fatto storia, come nel Gp d’Europa del 1995, beffato a due giri dalla bandiera a scacchi da Schumacher.

Anche in Benetton, dal 1996 al 1998, il filo conduttore della sua carriera non cambia. Tanti punti e piazzamenti, belle gare, zero vittorie. A Montecarlo si ritrova ancora una volta in testa, dopo una serie innumerevole di ritiri, ma una sospensione occlude la speranza, e la vittoria va all’improponibile Panis.

È quasi surreale narrare una vita al volante come questa, che a Monza, di nuovo, non trova pace: nel 1996 è ancora davanti con la Benetton dopo bella rimonta, ma viene sopravanzato al pit-stop da Schumacher; nel 1997 ottiene un’altra pole position, scatta primo, ma ai box stavolta è la McLaren di Coulthard ad essere più rapida. Non ci saranno più occasioni per Jean e per i tifosi italiani che ancora lo sostengono, nonostante la Ferrari sia ormai nel suo passato.

Nel 1998 ecco l’ultimo podio in Belgio con la Sauber, su pista bagnata, dove il suo piede fa la differenza anche in età avanzata. Il finale di carriera è un declino scritto, targato scuderia Prost prima e Sauber poi.

Nonostante l’unica affermazione, Jean Alesi rimarrà un pilota speciale, ultimo di una generazione di fenomeni, forse anche il meno dotato dei vari e vincenti Senna, Prost, Mansell, Schumacher. Sicuramente il più Paperino. Ma anche quello capace più di tutti di scaldare il cuore dei tifosi di casa nostra.

Tanti auguri, vecchio Jean.

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