di Luca Moreno
Nel ringraziare i responsabili del portale Postpopuli ed in particolare l’amico Giovanni Agnoloni per l’ospitalità che mi viene concessa, vorrei provare a iniziare con voi la pubblicazione di contributi dedicati alla città di Firenze. Si tratta di estratti dal mio lavoro Storia della Città di Firenze (59 a. C – 2010), 432 pagg. (inedita, seconda versione rivista e ampliata, in volume unico), che ho deciso di scrivere per antichi e profondi motivi affettivi. In quest’opera trovate vicende storiche, artistiche e di costume, corredate da un apparato iconografico particolarmente elaborato; nel libro vi sono infatti più di trecento inserimenti tra illustrazioni e cartine. In questo primo contributo vi propongo un piccolo tour della Firenze romana; così come nel prossimo faremo insieme un grande tour della Firenze medioevale, entrambi molto conosciuti ai fiorentini, ma a mio parere piacevoli e utili per incominciare a entrare in confidenza con la città. Comunico ai lettori che tutti coloro che desiderano ricevere i file in pdf dei capitoli completi dai cui estraggo i testi man mano pubblicati (qui riadattati per il blog) potranno richiederli, ovviamente senza alcun onere, scrivendo all’indirizzo: lucamorenobordighera@yahoo.it. Per chi desidera l’opera integrale essa è disponibile anche in formato Kindle (pdf dimensionato in modo da garantire una lettura ottimale).
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Firenze Romana
[…] Con l’approvazione della Lex Julia agraria (59 a. C) si sono voluti affidare appezzamenti di terreno da coltivare ai veterani, cioè a coloro che avevano combattuto nelle guerre di Roma; quanto questi ultimi lavorassero direttamente o affidassero ad altri tale compito non è dato sapere; anche molti fiesolani optarono per il nuovo insediamento, lasciando la loro rocca. Il castrum (cioè il primo insediamento romano, di cui potete vedere le dimensioni rispetto alla città attuale in figura 2) è realizzato secondo la tradizione, tramite un processo di individuazione del luogo ritenuto più opportuno, sul quale tracciare il Decumano e ilCardo (figura 1, rispettivamente linea orizzontale E-F e linea verticale G -H). Il Cardo G-H corrisponde alle attuali (da nord) Via Roma e Via Calimala; invece la linea E-F, ovvero il Decumano, corrisponde (da ovest) alle attuali Via degli Strozzi, Via degli Speziali e Via del Corso. Lo “slargo sacro”, che si vede nel centro del rettangolo (il centro del castrum era considerato sacro) è l’attuale Piazza della Repubblica (4). I quattro vertici del castrum sono: Piazza Santa Trinita (A) (mi raccomando: non Trinità); Via dei Cerretani (B); il Duomo (C) e Piazza San Firenze (D) (figura 1: Il castrum e collocazione delle strutture più significative dell’Epoca romana).
La colonia avrebbe avuto nove Cardi e sette Decumani che suddividevano la città in circa 50 insulae; pari a 20 ettari, con una popolazione presunta di 2000 abitanti. All’interno delle insulae vi erano delle domus residenziali. Il castrum era poi “perimetrato” da mura realizzate in laterizio; i lati, spessi circa 2 metri, erano difesi da torri circolari il cui diametro variava dai 5 ai 7 metri. Vi erano poi, al centro dei lati, 4 porte e alcuni passaggi minori presso gli angoli delle mura che permettevano di entrare nella città (figura 2: nel riquadro bianco il castrum, rispetto alle dimensioni attuali della città).
Per chi conosce Firenze, può essere utile ricordare che il lato del Cardo C-D collega il Duomo con Piazza della Signoria, edifici ben visibili in questa figura; si tratta di un percorso lungo circa 400 metri; se consideriamo che il Decumano invece misurava 500 metri, se ne deduce che il perimetro complessivo del castrum era di circa 1800 metri. […] La città ebbe a ingrandirsi e a popolarsi assai rapidamente. Si calcola che intorno al II e III secolo d.C. ospitasse circa 10.000 abitanti. Firenze era un organismo urbano pienamente inserito nel mercato pan-mediterraneo che si era andato definendo nel corso dell’età imperiale, i cui flussi di merci erano generati dalla necessità di rifornire l’esercito e di esaudire la richiesta di beni delle grandi metropoli. Questo tipo di economia garantiva la circolazione ad ampio raggio geografico di prodotti di buona qualità, i cui prezzi, grazie alle enormi quantità che determinavano un alto grado di standardizzazione del manufatto, erano accessibili a quasi tutti i livelli sociali. A garanzia di questo complesso sistema di scambi, in cui ogni città era legata a tutte le altre aree dell’Impero, vi era una fitta rete di vie di comunicazione marittime, fluviali e stradali, cui corrisponde una città corredata da presenze architettoniche, riservate ai centri più importanti. Abbiamo notizie di interventi urbanistici intorno al II secolo (quindi in età adrianea), che hanno come conseguenza la nascita di nuovi edifici pubblici e di ristrutturazioni. In figura 1: una Domus (1) – e non un Tempio dedicato a Marte, primo protettore di Firenze – situata sotto il Battistero; le Terme Capitoline (2); il Capitolium (3), Tempio dedicato a Giove, Giunone e Minerva; il Foro (4); Le Terme (5) in Piazza della Signoria; Il Teatro (6) sotto l’attuale Palazzo Vecchio e Palazzo Gondi; il Tempio di Iside (7); l’attuale Via delle Burella (8), dove vi erano i cunicoli attraverso i quali le fiere ed i gladiatori accedevano all’Anfiteatro; quest’ultimo è ancor oggi visibile dalla linea curva di Via Torta, determinata dalle case costruite sulle gradinate. L’Anfiteatro (9), evidenziato dall’ovale contornato di bianco, è quasi prospiciente alla Piazza e alla Basilica di Santa Croce e si trova in Borgo dei Greci, a qualche centinaio di metri ad est dalla Piazza della Signoria. […] Con Diocleziano (III e primi anni del IV secolo) Florentia divenne capitale della Regio Tuscia et Umbria e sede del Corrector, cioè del Governatore. Stiamo descrivendo una fase della storia romana in cui i segni della decadenza, seppure annunciati, non sono macroscopicamente visibili; anzi, Diocleziano rappresenta l’ultimo grande tentativo di ristrutturazione del sistema, allo scopo di impedirne la dissoluzione. È in questo periodo che si ha notizia, conosciuta da pochi e taciuta nella maggior parte delle guide e dei libri di storia, secondo la quale a Firenze esisteva, oltre agli edifici che abbiamo già citato, anche un Ippodromo (qui non raffigurato), la cui datazione è da far risalire appunto al IV secolo (l’Ippodromo si trovava accanto alla Chiesa di Santa Maria Novella, in posizione prospiciente all’omonima Stazione ferroviaria).
Il castrum appena descritto si mantenne più o meno inalterato per circa quattro secoli. Quattro erano le porte di accesso (dai nomi “medioevali”) ora non più visibili, indicate nella figura 3: a ovest la Porta di San Pancrazio o Brancazio (3, 1); a est la Porta San Piero (3, 2) che si trovava all’incrocio di via del Proconsolo e Via del Corso; a nord la Porta Aquilonia (3, 3) o anche Porta Contra Aquilonem; a sud la Por Santa Maria (3, 4), che conduce ad una delle strade più antiche della città, risalente all’epoca romana come prolungamento del Cardo al di fuori della prima cinta muraria […]
Se poi desiderate prendere coscienza fisicamente delle dimensioni del castrum, considerando l’attuale viabilità, vi propongo il seguente itinerario: Partendo da Piazza del Duomo (A), proseguite per Via del Proconsolo (B) e, dopo aver attraversato Piazza San Firenze, arrivate in Via dei Leoni (C); a questo punto abbiamo percorso il lato orientale del Cardo; qui occorre svoltare in Via della Ninna (D), attraversare Piazza della Signoria e proseguire per Via Vacchereccia (E), e scendere un poco verso l’Arno, in Via Por Santa Maria (F); si prosegue poi per Via delle Terme (G) fino a Piazza Santa Trinita (H). Siete a circa metà del percorso; saliamo poi per Via de’ Tornabuoni (I), e quindi Piazza Antinori, per piegare in Via de’ Rondinelli (L), alla fine della quale si sbocca in Via de’ Cerretani (M). Ed eccovi tornati in Piazza del Duomo. Percorrere il tour e ricollegarlo idealmente a ciò che esso storicamente rappresenta produce una certa soddisfazione intellettuale; tuttavia, nel prossimo contributo faremo insieme un tour assai più lungo e davvero ricco di testimonianze artistiche, urbanistiche e naturali (nella Figura 3: Le quattro porte ed il percorso del castrum).
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Luca Moreno è uno studioso di Storia, funzionario preposto alle Attività Culturali del Comune di Bordighera.




bellissimo e interessante post, complimenti 🙂
Grazie a te per l’attenzione, Zoon!
Ringrazio Luca per l’eccellente contributo, Firenze è la mia città ma con questo pezzo ha iniziato a farmene conoscere le origini…e a colmare le mie lacune!!!
Grazie a voi! Un caro saluto da Bordighera 🙂
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razie mille luca il tuo post è molto ben fatto e da un idea veloce e appropriata della Firenze romana con un esauriente approccio topografico. Grazie !Anna Peserico
grazie davvero interessante e utile