LA RICERCA DELLA VERITÀ E LE RELAZIONI UMANE

di Simone Provenzano

La ricerca della verità. Dovrei passare un mese a pensare e scrivere solo per tradurre che cosa significa verità per me. Eppure è da quando mi sono inoltrato nell’adolescenza che mi pongo domande le cui risposte spesso non sono traducibili in parole e frasi di senso compiuto. È un po’ come chiedersi qual è il senso della vita e scoprire che lo si può percepire solo smettendo di domandarselo.

Sottolineo che lo si può
percepire, non capire.

È qualcosa che appartiene al mondo della consapevolezza, non della cognizione.

La settimana scorsa ho chiesto e ottenuto dalla nostra redazione la possibilità di non scrivere il mio abituale post. Ho avuto giorni impegnativi, in cui le mie priorità sono state stravolte. Come davanti a qualsiasi grande evento ho percepito ciò che ritenevo veramente importante ed ho avuto la forza di inseguire i miei bisogni piuttosto che annegare pensieri ed emozioni nel dovere e nel lavoro.

Da bravo indagatore del profondo mi sono chiesto in che modo la mia continua osservazione del mondo alla ricerca di “verità” avesse a che fare col mio bisogno di solitudine. Avevo bisogno di tempo per elaborare con le mie modalità un lutto e allo stesso tempo volevo fortemente che questa esperienza mi conducesse avanti nel mio continuo percorso di crescita.

L’isolamento non ha funzionato.

“… nel complesso si cresce quando si va al di là del recinto e del perimetro, la dove ciò che si possiede perde importanza e si fa più vicina la regione del contatto umano…”

M.V. Miller ci dice una sacrosanta verità! Ed infatti eccomi anche qua. Ad instaurare un contatto umano con molte persone che possono leggermi e commentarmi, un contatto mediato dal blog, dalla rete, ma contatto: tra ciò che voglio esprimere e quello che voi potete prendervi dalle mie parole e restituirmi attraverso i tanti canali di feedback a disposizione.

Devo ammettere di preferire la relazione non mediata, quella che si fa in carne e ossa, dove è possibile cogliere emozioni e pensieri da uno sguardo e ci si può mettere una mano sulla spalla piuttosto che abbracciarci. Ma non potrei mai raggiungere tante persone come qui adesso, contemporaneamente.

Ed ecco il motivo per cui ho iniziato il post con la ricerca della verità, come un cerchio che si chiude torniamo all’inizio:

questa ricerca è il motore della crescita personale e questa non può essere separata dal contatto umano, dalle relazioni.

le relazioni

I platonici ricercavano la verità insieme, che doveva emergere dalle conversazioni di una moltitudine, mentre si mangiava, beveva o si camminava allegramente verso un nessun-posto. La verità poteva emergere solo nello scambio, nell’interazione tra più persone, tra più menti, tra più corpi. Senza mai scollegarsi dall’ umana natura che prevedeva e prevede ancora, il bere, il mangiare, l’andare e il venire.

Per arrivare a descrivere l’importanza delle relazioni nelle nostre vite ho scelto una via intimista, che permetta di rendere anche la lettura di questo post una relazione, tra me e voi, tra me e te che leggi in questo istante. Spero ci possa essere uno scambio, quindi una crescita.

Insomma, siamo animali sociali, animali che hanno bisogno di una polis, di un centro di relazioni attorno a cui gravitare, confrontarsi, maturare nello scontro e nell’incontro.

Possiamo chiuderci in noi stessi, possiamo evitare gli altri, ma a che scopo? La vita reale è fatta di relazioni di lividi e carezze.

Tagliare dalle nostre vite il mondo esterno è tanto sbagliato quanto tagliare il mondo interno!

Il problema è che molto spesso si finisce per fare gli eremiti anche se circondati da milioni di persone. Ci chiudiamo in mondi artefatti in cui regnano credenze costruite non sui fatti, ma sulle speculazioni caricate di sentimenti ed emozioni. E finiamo che ci ritroviamo con credenze assurde e/o contraddittorie che ci allontanano ancora di più dagli altri!

Serve un tuffo, uno slancio e un poco di follia per gettarsi di testa nelle acque dell’incontro, nel mare delle relazioni.

Ma se prima del tuffo regna la paura, il secondo dopo aver saltato regna l’adrenalina e quello dopo ancora la gioia dell’atto in se!

Così è per tutto.

“la sofferenza del cuore abbatte l’uomo, ma la parola buona lo rallegra”

Proverbi 12,25

3 Comments

  1. Anonymous 01/05/2012
  2. CLAUDIA 01/05/2012
    • simone provenzano 01/05/2012

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