LA SETTIMANA NERA DEL BARCELLONA: CHELSEA IN FINALE

di Nicola Pucci

Altro che streghe, a Barcellona settimana di sorci verdi: due delusioni cocenti tra Real Madrid e Chelsea. E così per la squadra di Pep Guardiola se ne vanno due obiettivi primari, Liga e Champions League.

Fc Barcellona 2011-12 (fanpop.com)

Sei giorni fa, mercoledì, l’inizio della fine. A Londra un Chelsea abbottonato e catenacciaro ma caparbio e tatticamente impeccabile, ha saputo sfruttare l’unica occasione propizia. È toccato a Drogba infliggere il primo colpo mortale al Barcellona col contropiede vincente. Due pali, numerose occasioni non convertite e un possesso palla pressoché costante non sono bastati.

Sabato scorso, nello scontro al vertice tra le due rivali storiche di Spagna, si è consumato il secondo atto del dramma per i soldatini blaugrana con la sconfitta al Camp Nou ad opera della banda di Mourinho. Una partita che ha sancito la quasi certezza del titolo per le merengues. Un Cristiano Ronaldo incisivo e determinante come non mai, che potrebbe avviarsi alla conquista del Pallone d’Oro, ha legittimato una leadership conquistata fin dalle prime giornate. Certo, un Barcellona meno performante rispetto al passato a cui si è opposto un Real Madrid decisamente cresciuto in due anni di gestione Special One. Senza Villa e con Piqué, Sanchez, Fabregas e Pedrito relegati in panchina – Guardiola pensava già al Chelsea – il Barca ha pagato dazio. + 7 a 4 giornate dal termine equivale ad un’incoronazione quasi certa per il Real Madrid.

Barcellona-Chelsea al Camp Nou è occasione di riscatto: gli scommettitori davano i padroni di casa stra-favoriti ma il calcio piace ed entusiasma proprio per la sua imprevedibilità. Sfida a senso unico come era ovvio attendersi, Messi e compagnia all’assalto, i ragazzi di Di Matteo a fare barricate. Siamo in terra catalana, e come spesso succede, le decisioni arbitrali sembrano poter spianare la strada all’undici di capitan Puyol: dopo il vantaggio di Busquets, l’affrettata espulsione di Terry è il preludio al raddoppio, che presto arriva per merito di Iniesta. La doppia sfida sembra decisa, non è dello stesso avviso Ramires che con un calibrato pallonetto zittisce i centomila del Camp Nou.  Neanche si chiamasse Batistuta. Nella ripresa l’assedio del Barcellona è ancor più asfissiante: viene assegnato un calcio di rigore generoso ma dal dischetto stavolta Messi colpisce la traversa, iptonizzato da un Cech in versione Dudek; l’ultima chance è affidata ancora al sinistro magico di Messi ma il palo strozza in gola al fuoriclasse argentino l’urlo del gol.

È l’epilogo amaro di una settimana da dimenticare, la più nera dei quattro anni di gestione Guardiola. È finito un ciclo?

One Response

  1. BavareseDoc 26/04/2012

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