di Nicola Pucci
Probabilmente pochi di voi conosceranno Eshkol Nevo, scrittore israeliano di nuova generazione. Ed è un peccato, perchè nel leggere “La simmetria dei desideri” ho scoperto un autore sublime che non fatico troppo ad accoppiare a Khaled Hosseini, emotivamente tra i più coinvolgenti che mi sia mai capitato tra le mani.
C’è in Nevo un qualcosa che manca agli scrittori europei, un carico di umanità senza eguali. Ed è qualcosa che commuove fin dalle prime pagine di lettura, ovvero la storia di quattro amici – Yuval timido e riservato che narra in prima persona, Churchill l’egocentrico avvocato di successo, Amichai che ha già moglie e due figli, Ofir l’alternativo che inventa pubblicità di successo – nell’Israele di oggi. I Mondiali di calcio del 1998 tracciano l’esistenza dei quattro, inseparabili fin dai tempi del liceo: l’idea è quella di segnare su un bigliettino le speranze e i desideri per i quattro anni che seguiranno, fino all’edizione successiva della kermesse sportiva, per poi vedere se i sogni si sono trasformati in realtà.
La narrazione scorre fluida, convincente ed anche con un tocco di magistrale ironia, e mentre il quadro storico-politico di Israele fa da cornice agli anni che passano, le vicende dei quattro protagonisti si incrociano senza tregua. L’amore è essenziale, con Yuval che ama Yaara che a sua volta ama Churchill, Maria che viene dalla Danimarca ed entra di prepotenza nella vita di Ofir, Ilana che è moglie e madre e segnerà il destino di Amichai. E dove c’è amore inevitabilmente c’è gioia ma anche tanta disperazione e malinconia ed è questa condensa di emozioni forti che Nevo traduce con un impeccabile carico di umanità.
Alessandro Piperno, non proprio uno qualunque, ha scritto: “Era dalle ‘Avventure della ragazza cattiva’ di Vargas Llosa che non mi divertivo tanto e che non m’intenerivo così per la causa di un personaggio“. Ecco, se Nevo aveva bisogno di un bel biglietto da visita siete serviti: leggete quest’opera, toccherà il vostro cuore.



