di Claudia Boddi
La somma dei giorni di Isabel Allende è un libro vero che racconta la storia di una famiglia riunita (quella della Allende) composta da discendenti diretti e membri acquisiti nel magico balletto degli incontri della vita. Siamo in California, negli anni 2000. Sullo sfondo la fine della dittatura cilena e l’attacco alle torri gemelle, usati come elementi di contesto per leggere nel qui e ora gli avvenimenti del romanzo.
All’interno di una trama che non annoia mai, le relazioni tra le persone la fanno da padrone, con il loro dipanarsi, aggrovigliarsi, sciogliersi e ricomporsi, in una cornice di rapporti che non lasciano spazio a nessun teatrino e a nessuna finzione. Come nel caso di Sally e Celia, inaspettatamente travolte da un amore saffico, che per essere vissuto con la dovuta dignità impone un prezzo molto alto da pagare a tutti i componenti della “tribù”. In anni in cui l’omossesualità è ancora un tabù, l’intelligenza con cui la Allende introduce questo tema e lo porta inevitabilmente agli occhi del mondo, rende l’opera già di per sé più che apprezzabile. Nessuna ipocrisia o giudicante arroganza, solo accettazione, consapevolezza e affetto: valori che appaiono qui come universali e alla portata di ognuno di noi. Sospesa tra sogno e realtà, con la sua presenza costante, Paula – figlia dell’autrice, drammaticamente scomparsa all’età di 28 anni, stroncata dalla porfiria – è compagna di viaggio, destinataria e ispiratrice di innumerevoli riflessioni e decisioni che, per la loro importanza, cambieranno anche il destino delle cose.
La vita scorre e tra sentimenti vecchi e nuovi, riscopre il senso profondo, quello per cui siamo nati e che ci vede legati gli uni agli altri, in relazioni che, a seconda della loro bontà, determinano la qualità e la soddisfazione della nostra esistenza. Nell’intreccio delle biografie si confondono le storie, animando una commedia umana che ha nella fedeltà e nel rispetto delle differenze il suo tratto migliore. Sulla stessa scena, convivono personaggi stravaganti come Tabra, artista e nomade, donna forte e coraggiosa, già comparsa ne Il piano infinito (Feltrinelli, 1992) che non cede mai il passo alla rassegnazione, neanche di fronte alle più cocenti delusioni e il suo amante Lucertola Piumata, di professione latitante, che vive infuocato dal desiderio di trovare un reperto azteco che rappresenta la salvezza dell’universo e dell’intera umanità, ma non solo. Accanto a questi troviamo Nico, figlio del primo matrimonio di Isabel, bello e razionale, capace di aggiustare qualsiasi cosa si rompa in una casa, padre di Alejandro, Andrea e Nicole e marito di Lori, fotografa trentenne, con un fisico da modella, che affronta con dolore il problema della sterilità, dopo numerosi tentativi falliti di fecondazione assistita. E poi incontriamo Ernesto e Giulia, rispettivamente il marito vedovo della figlia della scrittrice e la sua nuova moglie, dalla quale avrà due gemelle che, per uno strano gioco della sorte e non per un escamotage narrativo, è nata lo stesso giorno di Paula; Fu e Grace, una coppia di ascetiche buddiste che abitano in una comune e fanno parte delle ”sorelle del Disordine”, un gruppo di preghiera anticonformista e per niente tradizionale che riunisce donne che hanno buona familiarità con la propria spiritualità; Tong, il segretario tuttofare di Willie e la sua compagna, Lili, scelta con attenzione su un catalogo di spose orientali, giunta negli Stati Uniti senza conoscere neanche mezza parola di inglese ma che ben si adatterà a vivere nel continente americano. Spicca su tutti, il personaggio umano di Willie C.Gordon e il suo amore con Isabelle Allende. Due destini incrociati, collegati nella sofferenza e nella tenerezza, che si rappresentano a vicenda come il pavimento solido sul quale appoggiarsi per muoversi autonomamente nel mondo. Due anime che si scelgono continuamente e che, accettandosi, si riconoscono.
Willie e Isabel, che non sanno dormire se non abbracciati l’uno all’altra, tengono unito il clan familiare affrontando i cambiamenti con una lealtà che sarebbe auspicabile trovare in tutte le coppie. Grazie ad anni di psicoterapia e alla forza che riescono a trovare dentro loro stessi, trasformano la disperazione in quel plus di cui siamo tutti all’affannosa ricerca, e che però sappiamo impossibile da acquisire una volta per tutte poiché si tratta di un processo continuativo e molto faticoso che spesso impone delle sgradevoli battute d’arresto e delle improvvise regressioni ma che poi riparte fino a raggiungere il livello vitale.
Vivere in maniera autentica, senza raccontarsela, è possibile se siamo disposti ad accogliere anche quello che non ci piace di noi e di chi ci sta intorno perché è nell’avvicinamento di vite diverse che si compie la somma dei giorni.




felice giornata…è stato un bel regalo trovare un libro di Isabel Allende commentato con finezza e arguzia…un giro in libreria con gli amici…libri!!!!!!
Grazie, Licia…
Una presentazione efficace, delicata, stimolante. Isabel Allende mi piace ma non l’annovero tra le mie preferite, la recensione di questo libro mi aiuterà ad apprezzarla ancor più…grazie Claudia
Grazie a te, Stefano. Mi fa davvero piacere che tu l’abbia apprezzata. Questo libro mi ha colpito molto: ho riconosciuto al suo interno molti dei miei significati. Se ti capita di leggerlo, poi fammi sapere che te n’è sembrato!