di Fabio Focardi
LA CENTRALE TERMICA E CABINA APPARATI DELLA STAZIONE DI FIRENZE S.MARIA NOVELLA
In posizione periferica rispetto alla grande, “nuova” stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, il complesso architettonico progettato dall’allora responsabile dell’Ufficio Tecnico delle Ferrovie tra il 1927 e il 1929, Angiolo Mazzoni (ingegnere e architetto), resta ancora oggi un grande esempio di formalismo d’avanguardia, tipico del periodo storico in cui è stato realizzato.
Ci troviamo esattamente sul lato sinistro della strada ferrata uscente dalla stazione: più precisamente in via delle Ghiacciaie, strada che corre parallelamente ai binari dal viale Fratelli Rosselli al viale Belfiore. Inizialmente Mazzoni venne incaricato di progettare soltanto la Centrale Termica, che serviva al riscaldamento dei locali della stazione S.M.N. e dei vagoni dei passeggeri. In un secondo momento si chiese di progettare anche la Cabina apparati centrali, ovvero la sala comandi dell’allora nascente stazione di testa del capoluogo fiorentino. Due corpi di fabbrica, uno compenetrante nell’altro: uno più formale con connotazioni tecnologiche ben definite, l’altro più legato alla sperimentazione “avanguardistica” del razionalismo o meglio ancora delle scuole del Nord Europa, una su tutte la celebrata scuola Bauhaus di Gropius e soci.
Centrale termica: il corpo di fabbrica realizzato usando un parallelepipedo diviso sul retro che si affaccia sui binari, in tre fasce orizzontali (due vuoti ed un pieno), sormontato da quattro ciminiere in metallo collegate da una scala a chiocciola e una passerella di retaggio costruttivista.
Cabina apparati centrali: il corpo di fabbrica realizzato da un parallelepipedo arrotondato sugli angoli, disposto su tre livelli: un grande basamento, di raccordo tra via delle Ghiacciaie e il livello dei binari, realizzato in mattoni romani faccia a vista incorniciato da un cordolo di travertino, un corpo centrale quasi completamente pieno se non fosse per un gruppo di quattro finestroni che si affacciano sui binari, e l’ultimo livello completamente smaterializzato con una finestra a nastro che avvolge la parte rivolta verso i binari, funzionalmente perfetta per il controllo dei treni in passaggio. Il tutto coronato da una grande copertura a sbalzo che dona all’intera costruzione un’ulteriore caratterizzazione.
I due corpi di fabbrica, quello della centrale termica e quello della cabina apparati, esternamente tinteggiati con toni caldi (rosso scuro e marrone chiaro), sono uniti da un manufatto semi-cilindrico quasi come si volesse rimarcare la funzione di fulcro tra le due costruzioni e quindi connotare meccanicamente l’intero complesso (apprezzamenti entusiastici furono espressi da Marinetti).
L’intero complesso della centrale termica e della cabina apparati, è indubbiamente una traccia architettonica di valore assoluto, la testimonianza di un movimento d’avanguardia duramente criticato perché figlio del ventennio “scellerato” precedente al secondo conflitto mondiale, e successivamente riabilitato come tutta l’opera di Angiolo Mazzoni.



Da buon appassionato di architettura ferroviaria non posso che apprezzare l’articolo! Peccato che tanti edifici che fanno parte del paesaggio ferroviario vengano ormai abbandonati a se stessi
Emiliano
Interessante! Grazie Fabio! Lo so…Bisogna ammetterlo trai i denti, ma è la verità; durante il ventennio fascista a Firenze furono realizzate strutture, vie di comunicazione ed anche rassegne dedicate all’arte e al commercio, ancora oggi esistenti. Avrò modo di parlarne quando arriveremo nella mia “Storia di Firenze” al ventennio fascista.
vorrei, cortesemente, sapere chi è l’architetto, sempre del periodo fascista. che ha progettato il bellissimo, e purtroppo sconosciuto, palazzo imponente rivestito con cotto faccia a vista alternato con il travertino, che è all’angolo fra Viale Belfiore e la Via Guido Monaco.
grazie e cordiali saluti